Come
valutare le prestazioni di precisione, accuratezza ed intervallo
analitico
NCCLS standard EP15-P.
User demonstration of performance for precision, accuracy, and
reportable range.
La necessità di valutare uno
strumento o un metodo analitico si presenta spesso in un laboratorio,
molto più spesso di quel che comunemente si crede.
Non sempre si tratta di scegliere un nuovo sistema. Sovente sia
ha invece necessità di rivalutare un vecchio apparecchio,
oppure di intervenire dopo un "segnale" di allarme,
costituito ad esempio dal risultato non sodisfacente in una valutazione
di qualità interlaboratorio, o ancora dopo una "messa
a punto" del metodo a seguito proprio di un risultato negativo
in una VEQ. O infine, sulla base di segnalazioni di incongruenza
da parte di qualche clinico.
Quando queste necessità si presentano nella vita reale,
il professionista di trova di fronte alla difficoltà di
dover ottenere risultati oggettivi e significativi in un tempo
abbastanza breve, impegnando poche risorse, spesso con preparazione
di livello non molto elevato.
Situazione radicalmente diversa da chi, per vocazione o per professione,
affronta la valutazione a scopo di studio.
Il primo passo da compiere è
la definizione degli obiettivi, basandosi sulle necessità
cliniche.
Con questi obiettivi vengono confrontati precisione, accuratezza
ed intervallo analitico.
Se il laboratorio ottiene prestazioni pari o migliori di quelle
date dal produttore, può usare le informazioni relative
a interferenze, specificità, sensibilità etc..
Se invece si ottengono risultati peggiori, bisogna intervenire
con qualche rimedio.
Una valutazione completa dei metodi
analitici richiede ben altri metodi.
Gli intervalli di riferimento possono essere calcolati in base
allo standard NCCLS C28-A, l'accuratezza diagnostica (curve caratteristiche
operativa, ROC) con lo standard GP10-A, le interferenze con il
documento EP7-A. Precisione, accuratezza ed intervallo analitico
trovano inoltre i loro metodi fondamentali nei documenti EP5-A,
EP9-A e EP6-P2.
La valutazione si svolgerà in tre fasi:
Necessario per la conoscenza dello strumento e del metodo e per verificare che il materiale di controllo da utilizzare sia adatto allo scopo. Questa fase sarà utile anche per definire bene gli obiettivi analitici con cui confrontare il metodo.
Un utile metodo per stabilire gli obiettivi analitici può essere quello di rispondere alle seguenti domande:
I produttori forniscono in genere due parametri: precisione nella serie (Sw) e totale (St). La precisione va espressa come deviazione standard (SD) o coefficiente di variazione (CV) a ciascun livello di concentrazione.
Con la lettera greca si indica, per
gli scopi di queste raccomandazioni, il valore di precisione riportato
dal produttore. Con la lettera minuscola s, invece, quello osservato
dall'utilizzatore.
Considerazioni sul disegno sperimentale della precisione
Numero e distribuzione dei replicati dipendono dal vario combinarsi di 4 fattori:
In pratica si distinguono due casi:
w < t 4 replicati per 5 serie
w > t 3 replicati per 3 serie
Il calcolo di sw va condotto come segue:
In altri termini
dove n è il numero di serie.
St può essere calcolata in due modi, definiti "corretto" e "non corretto".
Naturalmente, il secondo è più semplice. Si tratta solo di combinare tutti i risultati e calcolarne la SD.
Il primo metodo si basa sull'analisi della varianza (o, per meglio dire, della scomposizione della varianza).
Si calcola per prima la componente tra le serie:
dove x = media generale, xi = media della singola serie, n = numero delle serie.
A questa va sommata la componente entro la serie, ricavabile come
e dal risultato va infine estratta la radice quadrata, per passare da varianza a deviazione standard in unità originali:
Le precisioni (sw e st) così ottenute sono paragonabili a quelle affermate dal produttore?
Sono compatibili con gli obiettivi analitici?
Ancora qualche calcolo per avere anche queste risposte. Si devono calcolare la probabilità di falso positivo (Fr) ed il numero dei gradi di libertà ().
r dipende dall'errore di primo tipo () e dal numero di livelli di concentrazione (L). Infatti
dipende dal numero delle serie (n) e dai replicati nella serie (r):
Con i protocolli proposti nello standard EP15-P, Fr è pari al 2.5% e a 6 e 15 rispettivamente per i protocolli di 3 e 5 serie.
Dalla distribuzione della variabile ² (percentile 100 - Fr) si ottiene un fattore (C) che consente di fissare il valore atteso per sw in base alle indicazioni del produttore.
Il fattore C per i gradi di libertà qui riportati è rispettivamente pari a 14.45 e 27.49.
Il calcolo del valore atteso di st è
più complicato, anche se basato su analoghi principi. E'
inoltre diverso nel caso che si utilizzi il metodo corretto o
quello "non corretto", secondo la definizione di EP10-T2.
Possono essere definiti almeno tre approcci per l'accuratezza:
L'accuratezza da ottenere viene espressa
come scostamento (bias) massimo a ciascun livello di concentrazione,
sia come numero assoluto che in percentuale.