GIUSEPPE PARINI |
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IL PERICOLO |
| La trascrizione delle opere di
Giuseppe Parini viene offerta per far comprendere la grandezza artistica e l'attualit�
del Poeta. Tale trascrizione non ha per il momento alcuna pretesa di accuratezza
filologica, ma sarebbe desiderio del curatore di questo sito accettare correzioni e
suggerimenti e poter offrire anche uno spazio per annotazioni di carattere
filologico. Chiunque abbia qualcosa da dire, da aggiungere o da far sapere � vivamente
pregato/a di collaborare al miglioramento del sito. Grazie. |
IL PERICOLO |
| In vano in van la chioma |
| Qual, se parlando, eguale A gigli e rose il cubito Molle posava? Quale, Se improvviso la candida Mano porgea nel dir? E a le nevi del petto, Chinandosi da i morbidi Veli non ben costretto, Fiero dell'alme incendio! Permetteva fuggir? In tanto il vago labro, E di rara facondia E d'altre insidie fabro, Gia modulando i lepidi Detti nel patrio suon. Che pi�? Da la vivace Mente lampi scoppiavano Di poetica face, Che tali mai non arsero L'amica di Faon; N� quando al coro intento De le fanciulle Lesbie L'errante violento Per le midolle fervide Amoroso velen; N� quando lo interrotto Dal fuggitivo giovane Piacer cantava, sotto A la percossa cetera Palpitandole il sen. Ahim� quale infelice Giogo era pronto a scendere Su la incauta cervice, S'io nel dolce pericolo Tornava il quarto d�! Ma con veloci rote Me, quantunque mal docile, Ratto per le remote Campagne il mio buon Genio Opportuno rap�. Tal che in tristi catene Ai garzoni ed al popolo Di giovanili pene Io canuto spettacolo Mostrato non sar�. Bens�, nudrendo il mio Pensier di care immagini, Con soave desio Intorno all'onde Adriache Frequente voler�. |