gbflag.gif (1599 bytes)

A few words for our English-speaking friends

GIUSEPPE PARINI

L'IMPOSTURA

La trascrizione delle opere di Giuseppe Parini viene offerta per far comprendere la grandezza artistica e l'attualit� del Poeta. Tale trascrizione non ha per il momento alcuna pretesa di accuratezza filologica, ma sarebbe desiderio del curatore di questo sito accettare correzioni e suggerimenti e  poter offrire anche uno spazio per annotazioni di carattere filologico. Chiunque abbia qualcosa da dire, da aggiungere o da far sapere � vivamente pregato/a di collaborare al miglioramento del sito. Grazie.
mail.gif (14893 bytes)


LA IMPOSTURA
 

     Venerabile Impostura,
Io nel tempio almo a te sacro
Vo tenton per l'aria oscura;
E al tuo santo simulacro,
Cui gran folla urta di gente,
Gi� mi prostro umilemente.

 

     Tu de gli uomini maestra
Sola sei. Qualor tu detti
Ne la comoda palestra
I dolcissimi precetti,
Tu il discorso volgi amico
Al monarca ed al mendico.

 

     L'un per via piagato reggi;
E fai s� che in gridi strani
Sua miseria giganteggi;
Onde poi non culti pani
A lui frutti la semenza
De la flebile eloquenza.

 

     Tu dell'altro a lato al trono
Con la Iperbole ti posi:
E fra i turbini e fra il tuono
De' gran titoli fastosi
Le vergogne a lui celate
De la nuda umanitate.

 

     Gi� con Numa in sul Tarp�o
Desti al Tebro i riti santi
,
Onde l'augure pot�o
Co' suoi voli e co' suoi canti
Soggiogar le altere menti
Domatrici de le genti.

 

     Del Macedone a te piacque
Fare un dio, dinanzi a cui
Paventando l'orbe tacque:
E nell'Asia i doni tui
Fur che l'Arabo profeta
Sollev�ro a s� gran meta.

 

     Ave dea. Tu come il sole
Giri e scaldi l'universo.
Te suo nume onora e cole
Oggi il popolo diverso:
E fortuna a te devota
Diede a volger la sua rota.

 

     I suoi dritti il merto cede
A la tua divinitade,
E virt� la sua mercede.
Or, se tanta potestade
Hai qua gi�, col tuo favore
Che non fai pur me impostore?

 

     Mente pronta e ognor ferace
D'opportune utili fole
Have il tuo degno seguace:
Ha pieghevoli parole;
Ma tenace, e quasi monte
Incrollabile la fronte
.

 

     Sopra tutto ei non oblia
Che s� fermo il tuo colosso
Nel gran tempio non staria,
Se qual base ognor col dosso
Non reggessegli il costante
Verosimile
le piante.

 

     Con quest'arte Cluvieno,
Che al bel sesso ora � il pi� caro
Fra i seguaci di Galeno,
Si fa ricco e si fa chiaro;
Ed amar fa, tanto ei vale,
A le belle egre il lor male.

 

     Ma Cluvien dal mio destino
D'imitar non m'� concesso.
Dell'ipocrita Crispino
Vo' seguir l'orme da presso.
Tu mi guida o Dea cortese
Per lo incognito paese.

 

     Di tua man tu il collo alquanto
Sul manc'omero mi premi:
Tu una stilla ognor di pianto
Da mie luci aride spremi:
E mi faccia casto ombrello
Sopra il viso ampio cappello.

 

     Qual fia allor s� intatto giglio
Ch'io non macchj, e ch'io non sfrondi,
Dalle forche e dall'esiglio
Sempre salvo? A me fecondi
Di quant'oro fien gli strilli
De' clienti e de' pupilli!

 

     Ma qual arde amabil lume?
Ah, ti veggio ancor lontano
Verit� mio solo nume,
Che m'accenni con la mano;
E m'inviti al latte schietto,
Ch'ognor bevvi al tuo bel petto.

 

     Deh perdona. Errai seguendo
Troppo il fervido pensiere.
I tuoi rai del mostro orrendo
Scopron or le zanne fiere.
Tu per sempre a lui mi togli;
E me nudo nuda accogli.


non culti pani: cibo ("pani") non frutto di lavoro (di "coltivazione") - torna al testo

celate: non � un participio, ma un indicativo, il cui soggetto sono Impostura e Iperbole - torna al testo

Gi� con Numa in sul Tarp�o: Numa Pompilio sul Campidoglio ("Tarp�o") diede ai Romani ("al Tebro", Tevere) il rito ingannevole dei vaticini - torna al testo

Macedone: Alessandro Magno, anche in riferimento al suo farsi passare per figlio di Giove Ammone - torna al testo

Arabo profeta: Maometto - torna al testo

E virt� la sua mercede: il merito perde ("cede") i suoi diritto davanti all'impostura e cos� la virt� perde il suo premio - torna al testo

quasi monte Incrollabile la fronte: l'impostore ha il viso (la fronte) imperturbabile, come una montagna che non croller� mai; "faccia di bronzo", diremmo oggi - torna al testo

costante Verosimile: l'impostore non dimentica che l'impostura non starebbe in piedi se non avesse sempre un minimo di verosimiglianza (il "costante verosimile" che con la sua schiena fa da base su cui poggiano i piedi del "colosso"-impostura) - torna al testo

Cluvieno: i commentatori fanno solitamente riferimento a un Cluvieno, personaggio a noi ignoto che Giovenale, (Sat., I, 80) cita come poeta da strapazzo; non � molto chiaro perch� il Parini lo citi, per giunta come medico ("fra i seguaci di Galeno"); � forse pi� facile immaginare che "Cluvieno" possa adombrare, forse per assonanza del nome, qualche medicastro in voga tra la "gente bene" (la nobilt�) dell'epoca. - torna al testo

Crispino: l'ipocrita per antonomasia (Orazio, Serm., I, 1, 120; Giovenale, Sat., IV, 1) - torna al testo


Torna all'Indice

Hosted by www.Geocities.ws

1