Virus dei polli in Vietnam: "L'epidemia si allarga"

Salite a 7 le vittime. L'Oms: il contagio potrebbe già essersi diffuso ai Paesi confinanti

Paolo M. Alfieri

E' salito a sette in Vietnam il conto delle vittime dell'influenza dei polli dall'inizio dell'anno. Fonti mediche di Hanoi hanno infatti annunciato ieri che i test condotti sul cadavere di un uomo morto lo scorso 9 gennaio hanno evidenziato il contagio con il virus H5N1. Il fatto che altri due fratelli della vittima fossero risultati positivi al virus aveva fatto scattare l'allarme su un possibile primo caso di trasmissione da uomo a uomo. Secondo i giornali locali, però, tutti e tre avevano consumato carne d'anatra (uno degli animali più a rischio) durante una festa in famiglia lo scorso 29 dicembre.

Il responsabile in Vietnam dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Hans Troedsson, ha assicurato che finora non si è avuta "alcuna indicazione" che il virus abbia subito quella mutazione che causerebbe il contagio dell'uomo senza il contatto diretto con animali infetti. Un'eventualità che, se dovesse verificarsi, potrebbe causare un'epidemia di dimensioni bibliche. Le vittime, sottolineano fonti di Hanoi, potrebbero essere "milioni".

L'Oms ha rilevato che le persone morte in Vietnam sono state colpite da una forma particolarmente pericolosa del virus e ha inoltre lanciato l'allarme per tutto il Sud-est asiatico. L'epidemia potrebbe infatti essersi già diffusa in Cambogia, Laos e Myanmar. "Ci potrebbero essere casi non accertati o non segnalati", ha detto Peter Cordingley, portavoce dell'Oms per la regione del Pacifico occidentale. Finora le uniche certezze riguardano - oltre al Vietnam - la Thailandia. Bangkok ha annunciato che il virus è stato individuato tra galline e galli di combattimento nelle province di Rayong e Phitsanulok, anche se finora non è stato segnalato nessun contagio con l'uomo.

Le autorità vietnamite stanno combattendo in ogni modo il diffondersi dell'epidemia. Dall'inizio dell'anno sono già stati abbattuti oltre 250mila polli, anatre e altri uccelli infetti. Proibite anche le importazioni avicole, per la maggior parte provenienti dalla Cina. Il primo ministro Phan Van Kai ha imposto maggiori controlli sull'applicazione del divieto di trasporto dei polli nelle e dalle zone in cui si è manifestata l'influenza.

Misure particolari sono state decise in vista del trasporto di grandi quantità di uova e pollame verso la città di Ho Chi Minh in occasione dei festeggiamenti per il Tet Festival - la più importante festa nazionale vietnamita -, che si celebra in febbraio. Lungo le principali vie di collegamento con la città sono state predisposte stazioni mobili di quarantena, mentre per le spedizioni dei prodotti avicoli saranno utilizzati mezzi speciali.

Avvenire 22/01/05

















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