Roosevelt batte Jefferson 635 a 0

Per 1465 volte gli inquilini della Casa Bianca hanno detto "no" al Congresso

di Paolo M. Alfieri


Ha detto "no" al Congresso per la prima volta da quando è entrato alla Casa Bianca. George W. Bush ha scelto l'intricata questione della ricerca sulle cellule staminali embrionali per disiscriversi da un particolarissimo "club", quello dei presidenti Usa che non hanno mai usato durante il loro mandato il veto sui provvedimenti legislativi. Sette in tutto: il primo fu John Adams, in carica dal 1797 al 1801, il più celebre Thomas Jefferson, che nel 1809 concluse i suoi due mandati con l'abolizione della tratta degli schiavi, l'ultimo James Garfield, nominato presidente il 4 marzo 1881 e assassinato meno di tre mesi dopo.
Bush ha terminato il suo primo quadriennio alla Casa Bianca con zero niet all'attivo, ma ieri non ha avuto dubbi, ricorrendo a quella settima sezione dell'articolo 1 della Costituzione americana che prevede la possibilità per il presidente di respingere le leggi. Il primo veto dell'era Bush dimostra quanto l'attuale amministrazione abbia fatto del rifiuto al finanziamento pubblico delle staminali embrionali una sorta di caposaldo della propria azione di governo.
Se si pensa ai 635 veti posti da Franklin Delano Roosevelt, ai 584 di Grover Cleveland o - per restare ai suoi più immediati predecessori - , ai 37 di Bill Clinton e ai 44 del padre George sr., George W. rischiava di passare alla storia come una mosca bianca. Ma quando, come in questa occasione, c'è stato da alzare la voce, lo ha fatto, opponendosi a muso duro a quella maggioranza repubblicana che aveva approvato, con 63 voti a favore su 100, la nuova legge sulla ricerca.
In passato il veto presidenziale era stato usato per le questioni più disparate. Nel 2000 Clinton lo utilizzò per opporsi a un provvedimento diretto ad abolire le tasse federali sull'eredità; nel 1989 Bush sr. stroncò sul nascere una legge sull'aumento del salario minimo; nel 1974 Richard Nixon contrastò la concessione di fondi pubblici per l'acquisto di autobus di linea.
Tra i veti più ricordati, quello del 4 maggio 1822 sul Cumberland Road Bill: l'allora presidente James Monroe negò l'appoggio federale agli ideatori di una delle prime grandi vie di comunicazione stradali del Paese, ritenendo incostituzionale il pagamento del pedaggio, sistema previsto per far fronte a manutenzione e sviluppo del progetto.
Tra le questioni più spinose si ricorda il veto posto nel 1986 da Ronald Reagan, contrario all'imposizione di dure sanzioni nei confronti del Sudafrica dell'apartheid. Il Senato però ribaltò il "no" del presidente con 78 voti favorevoli a 21, risultato ben più largo dei due terzi dei consensi necessari per rendere nullo il niet della Casa Bianca. Un evento, quello del ribaltamento, verificatosi nella storia americana per 106 volte sui 1485 veti espressi fino ad oggi.

 

Avvenire 20/07/06


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