Pista
curda per l'attentato in Turchia
Un'autobomba fa cinque vittime. Il governatore Hikmet Tan, obiettivo
dei terroristi, è rimasto illeso. Il Congra Gel (ex Pkk), indicato
dagli inquirenti come autore dell'atto, ha declinato ogni tipo di responsabilità.
E al momento non si registra nessun altra rivendicazione.
Di Paolo M. Alfieri
Gioia e dolore. Sentimenti fortissimi
e mai così contrastanti hanno segnato la giornata di ieri in Turchia.
Il nuovo attentato che ha sconvolto il Paese non ha lasciato spazio al
sollievo per la liberazione dei due cittadini turchi da giorni nelle mani
di un gruppo terrorista in Iraq.
Erano le 9:15 (le 8:15 in Italia) quando una forte esplosione ha sconvolto
il centro della città di Van, nell'est del Paese, mandando in frantumi
i vetri dei palazzi circostanti e provocando un denso fumo nero. Cinque
persone sono rimaste a terra senza vita, mentre altre 24, gravemente
ferite, sono state trasportate a sirene spiegate verso gli ospedali più
vicini.
È rimasto illeso invece Hikmet Tan, governatore della regione,
vero obiettivo dell'autobomba fatta deflagrare al passaggio della sua
Mercedes nera. L'ordigno, sistemato in un'auto parcheggiata, è
esploso grazie ad un comando a distanza. Solo l'intervento degli artificieri,
che hanno disinnescato una seconda bomba, ha inoltre impedito che il numero
delle vittime fosse più consistente.
L'attentato non è stato ancora rivendicato. Eppure un portavoce
della polizia ha dichiarato che le autorità ritengono che dietro
l'attacco ci sia il Congra-Gel, il gruppo nato dalle ceneri del Partito
dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) di Abdullah Ocalan. La risposta
degli indipendentisti curdi non si è comunque fatta attendere.
"Atti del genere non fanno parte del nostro concetto di legittima
difesa, per cui non abbiamo nulla a che fare con l'attacco", ha dichiarato
il portavoce Zubeyri Aydar all'agenzia Mesopotamia.
Gli inquirenti sembrano in ogni caso decisi a seguire la pista curda,
anche perché lo stesso Congra-Gel, appena un mese fa, aveva dichiarato
la fine del cessate il fuoco che durava da cinque anni e minacciato nuove
violenze proprio nel sudest - a maggioranza curdo - della penisola anatolica.
Lo stesso Tan ha però dichiarato che le modalità dell'attentato
sembrano portare la firma di al-Qaeda, visto che l'ex Pkk non ha m
ai fatto uso di autobomba nei suoi trent'anni di attività. Il governatore
ha comunque aggiunto di non escludere una lavoro congiunto tra i due network
terroristici.
L'esplosione ha avuto come principale conseguenza quella di accrescere
una preoccupazione già altissima in Turchia sulla questione sicurezza.
Un funzionario ferroviario ha riferito che, ancora ieri, a causa di
una segnalazione sulla presenza di una bomba, le autorità hanno
fatto fermare un treno che viaggiava tra Ankara e Istanbul. L'informazione
si è però rivelata infondata, i controlli della polizia
non hanno portato al rinvenimento di nessun ordigno.
Negli ultimi giorni anche i militanti di estrema sinistra del Partito
comunista marxista leninista (Mlkp) avevano ripreso le loro attività
in coincidenza del vertice Nato di Istanbul. All'Mlkp sono stati attribuiti
l'attentato con un pacco-bomba esploso il 24 giugno nei pressi dell'albergo
di Ankara dove avrebbe soggiornato George W. Bush e quello esploso su
un aereo vuoto della Turkish Airlines il 29.
Ieri intanto è stata fatta finalmente chiarezza su un altro tentativo
di attentato. Due quotidiani turchi hanno infatti rivelato che lo scorso
25 giugno la polizia ha disinnescato una bomba nascosta in un veicolo
parcheggiato nell'aeroporto di Istanbul. La notizia era stata data
dalla Cnn turca, ma era stata sempre smentita dalle autorità. Che
hanno dovuto però fare ieri una clamorosa marcia indietro a causa
delle nuove dichiarazioni dei due quotidiani.
Avvenire 03/07/04
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