Sudan, il regime non dà tregua
alla stampa indipendente


Nel mirino del governo anche l'emittente araba Al-Jazeera. Il Paese é al 142° posto nel mondo per la libertà di stampa.

Paolo M. Alfieri


Khartoum - Mahjoub Mohamed Saleh, caporedattore del quotidiano indipendente sudanese "al-Ayyam", è stato arrestato dalla polizia di Khartoum, secondo quanto riferisce l'agenzia francese "Afp". L'accusa ufficiale mossa a Saleh sarebbe quella di aver evaso le tasse per un totale di 60mila dollari.

In realtà il quotidiano in lingua araba per il quale lavora era stato sospeso a tempo indeterminato dalle autorità nel novembre del 2003, accusato di "minacciare la sicurezza e la stabilità" del Paese. In quell'occasione, Saleh aveva denunciato all'organizzazione "Reporter senza frontiere", che si batte per la libertà di stampa, l'intenzione delle autorità di far crollare economicamente il giornale. Le parole di Saeh erano state molto dure: "Al governo non piace la nostra linea, che è quella della trasparenza, della democrazia, del rispetto dei diritti umani. Il nostro giornale ha sempre supportato i colloqui di pace sin da loro inizio".

Il governo di Khartoum e il "Sudan Liberation Movement" si confrontano infatti in un conflitto nel sud del Paese dal 1983. Una lunga guerra civile che ha portato alla morte di decine di migliaia di persone. I negoziati di pace di questi giorni sono iniziati con una precisa presa di posizione da parte del Presidente sudanese Omer Hassan Al-Bashir (nella foto in alto), che ha sostenuto che non negozierà con i "ribelli" alcuna disputa territoriale.

L'arresto di Saleh é solo l'ultimo di una lunga serie di abusi nei confronti della libertà di stampa che il regime islamico sudanese commette sempre più di frequente. Negli ultimi mesi altri tre giornalisti erano stati arrestati e almeno una dozzina interrogati dalla polizia. Altri hanno ricevuto multe pesanti, che hanno portato alcuni quotidiani a gravi crisi finanziarie.
Alla fine del 2001 il governo aveva abolito la censura preventiva su tutti i quotidiani eccetto che per quelli indipendenti, ovvero Khartoum Monitor (anglofono), Al Horriya, Al Watan e As Sahafa. Sotto accusa sono finiti articoli riguardanti ad esempio l'Aids, l'infibulazione o i colloqui di pace tra il regime e i ribelli.

Di recente anche l'emittente del Qatar "Al Jazeera" ha subito la violenza del regime di Al-Bashir. Il suo ufficio di corrispondenza a Khartoum é stato chiuso dalla polizia, molte attrezzature tecniche sono state sequestrate e il direttore Islam Salih (foto a sinistra) imprigionato per una settimana. Le autorità hanno accusato la Tv di lingua araba di aver trasmesso false informazioni in un reportage riguardante le vittime di tubercolosi in Sudan e un'intervista ai membri del "Sudan Liberation Movement".

Nella classifica riguardante la libertà di stampa stilata da "Reporter senza frontiere", il Sudan è al 142esimo posto nel mondo per i gravi limiti posti alla libertà d'informazione. Per questo motivo molte sono state le condanne giunte dalle organizzazioni internazionali per la salvaguardia dei diritti umani al governo di Omer Hassan Al-Bashir.

Ifg online 15/01/04


 

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