Somalia,
bombe Usa sui covi di al-Qaeda
Il Pentagono: intervento necessario dopo le notizie su imminenti
attacchi in Africa Colpito Fazul Abdullah Mohammed, leader locale della
Rete e tra i responsabili degli attentati del 1998 contro le ambasciate
americane Il presidente Yusuf: "Washington ha diritto di colpire i
terroristi" Il segretario dell'Onu Ban Ki-moon ammonisce: ora si rischia
l'escalation. Anche civili fra le trenta vittime dei raid aerei: "Ucciso
un super ricercato".
di Paolo M. Alfieri
Con una serie di micidiali attacchi aerei gli Stati Uniti hanno fatto
una prepotente irruzione nel complicato scenario della Somalia attuale.
Dopo essersi finora sempre mantenuta dietro le quinte della caccia agli
estremisti che hanno trovato rifugio nel Corno d'Africa - sponsorizzando
tra l'altro l'avanzata delle truppe etiopiche contro le Corti islamiche
somale - Washington è così intervenuta direttamente nella
regione.
I primi raid sono stati effettuati l'altra notte da un AC-130 Hercules
appartenente al Comando operazioni speciali dell'Aeronautica Usa, partito
dalla base di Gibuti. La "cannoniera volante" - come è
soprannominato il velivolo per la sua potenza di fuoco - avrebbe preso
di mira almeno tre diverse località nella Somalia meridionale (i
villaggi di Badel e Hayo e l'isola di Badmado), con l'obiettivo di colpire
un gruppo di estremisti legati al network di al-Qaeda. "L'aereo ha
colpito il bersaglio con precisione", ha riferito il portavoce del
governo somalo, Abdirahman Dinari, secondo il quale "molta gente
è stata uccisa".
Lo stesso portavoce ha però ammesso che non si conosce l'identità
degli uccisi, che sarebbero almeno una trentina. "Non sappiamo chi
fossero le vittime. Il raid, però, è stato un successo".
Tra i morti si conterebbero anche molti civili: secondo alcuni testimoni
avrebbero perso la vita un bambino di appena quattro anni e i sei componenti
di una famiglia. Abdirizak Hassan, capo dello staff del primo ministro
somalo Ali Mohamed Gedi, ha riferito che sarebbe rimasto ucciso anche
uno dei principali ricercati, Fazul Abdullah Mohammed, ritenuto tra i
leader di al-Qaeda nel Corno d'Africa e tra i principali responsabili
degli attacchi terroristici del 1998 contro le ambasciate Usa di Nairobi
e Dar er Salaam.
L'operazione degli Stati Uniti, che già da settimane pattugliavano
il mare antistante la Somalia con navi da guerra, è proseguita
anche ieri con almeno altre due incursioni, attuate con elicotteri militari
vicino al confine con il Kenya. "Sono passati due elicotteri che
poi hanno sganciato alcune bombe su un villaggio vicino", ha raccontato
un abitante del villaggio di Afmadow. I raid, concentrati soprattutto
tra Afmadow, Dhoble e Chisimaio, sono stati confermati dal ministero della
Difesa somalo, ma non dal Pentagono. Stando a quanto dichiarato da Abdiqadir
Daqane, un deputato somalo, i bombardamenti avrebbero provocato la morte
di almeno 27 civili, "tra cui una coppia di giovani appena sposati".
Nel frattempo la portaerei Eisenhower si è avvicinata alle coste
somale: da qui sarebbero pronti a decollare altri jet dell'aviazione per
nuovi raid. Fonti di intelligence hanno peraltro ventilato l'ipotesi che
le incursioni già effettuate sarebbero servite anche a trasportare
truppe americane, in modo da inseguire i terroristi via terra.
L'accelerazione delle operazioni Usa nel Corno d'Africa si sarebbe resa
necessaria, secondo il Pentagono, perché al-Qaeda era prossima
all'attuazione di attentati contro obiettivi americani in Africa orientale.
Negli ultimi tempi si sarebbero diffusi sempre di più in Somalia
campi di addestramento del network di Ossama Benladen, grazie anche alle
armi filtrate da trafficanti dell'Europa orientale e ai fondi messi a
disposizione da gruppi estremistici attivi in Medio Oriente. Pochi giorni
fa, tra l'altro, il "numero due" di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri,
aveva minacciato gli Stati Uniti esortando i miliziani somali a combattere
le forze americane.
Le autorità somale hanno pubblicamente approvato i raid Usa. "Gli
Stati Uniti hanno tutto il diritto di bombardare sospetti terroristi",
ha sottolineato il presidente Abdullahi Yusuf. Ma il segretario generale
dell'Onu Ban Ki-moon ha espresso preoccupazione per le conseguenze dei
raid, che avranno l'effetto di produrre un'escalation delle ostilità
nella regione. Mentre il portavoce del commissario Ue allo Sviluppo e
gli Aiuti umanitari, Louis Michel, ha sottolineato che queste incursioni
non aiutano a migliorare la situazione di "lungo termine" in
Somalia.
Gli uomini del governo di transizione, appoggiati da truppe etiopiche,
stanno peraltro continuando a combattere contro gruppi di miliziani islamici,
rifugiatisi nel Sud dopo la sconfitta subita nel resto del Paese. Violente
battaglie sarebbero ancora in corso nei pressi di Ras Kiamboni.
A Mogadiscio, invece, è stato attaccato dalle milizie islamiche
a colpi di granate un edificio sede delle truppe governative ed etiopiche.
La dinamica dell'episodio è ancora poco chiara, ma, secondo le
prime ricostruzioni, alle esplosioni sarebbero seguite intense sparatorie.
Il timore degli analisti è che questo episodio segni l'inizio di
una guerriglia di stampo iracheno nella già martoriata capitale
somala.
Avvenire 10/01/07
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