Resta in vigore lo schiaffo "british"

E' stato confermato dalla Camera dei Lord il "diritto" a punizioni corporali sui figli, ma sarà mitigato. I genitori restano favorevoli.

Paolo M. Alfieri

Londra - La Camera dei Lord ha nuovamente confermato ieri con 250 voti a 75 la legge che autorizza le punizioni corporali verso i minori. Ovvero una normativa in vigore nel Paese dal 1860 che consente ai genitori di utilizzare la forza per insegnare la disciplina ai propri figli. È stato comunque approvato con 226 voti favorevoli e 91 contrari l'ammorbidimento dell'attuale interpretazione del principio di "punizione ragionevole". Sono ammessi quindi ceffoni e sculaccioni, purchè non causino danni fisici ai bambini, pena la segnalazione alle autorità.

Poco tempo fa il parlamentare David Hinchliffe denunciò che la politica del "chiudere un occhio" sulle punizioni avrebbe permesso la morte di almeno un bambino al mese. E che l'attuale normativa non avrebbe consentito un adeguato perseguimento penale proprio a causa del principio della "punizione ragionevole".

Downing street aveva confermato prima del dibattito che l'esecutivo è comunque contrario ad un divieto assoluto di schiaffo, ma aveva lasciato ai parlamentari piena libertà nella valutazione della proposta dei liberal-democratici.

Secondo un sondaggio pubblicato alla vigilia della discussione in aula, addirittura il 61% dei genitori del Regno Unito si oppone in modo deciso al cambiamento della legge, prova che lo "scappellotto educativo" resiste tenacemente nell'immaginario pedagogico britannico.

A sostenere la rottura con i metodi di epoca vittoriana sono invece movimenti come il Cau -Children Are Unbeatable- ("I bambini non possono essere picchiati"), organizzazione appoggiata da intellettuali e scrittori. Nei mesi scorsi proprio il principio della "punizione ragionevole" aveva procurato a Londra critiche da parte della Corte europea per i diritti umani.

Avvenire 06/07/04

 

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