Ruanda, hutu e tutsi uniti dal pallone

La nazionale di calcio partecipa per la prima volta alla Coppa d'Africa. Giocatori di entrambe le etnie uniti per far sognare un Paese intero.

Paolo M. Alfieri


Tunisi - Nove anni fa ottocentomila tra hutu e tutsi, le due principali etnie del Ruanda, perdevano la vita in una guerra civile catastrofica che aveva spaccato il Paese a metà. Oggi, per la prima volta nella sua storia, la nazionale di calcio ruandese (nella foto a sinistra) prende parte alla Coppa d'Africa, partecipando al torneo con una squadra composta da calciatori appartenenti ad entrambe le etnie, ma che orgogliosamente oggi si definiscono "soltanto ruandesi".

Charles Jemsi, ex portiere della nazionale e oggi dirigente sportivo, dichiara: "Il calcio è un luogo in cui spariscono differenze di etnia, razza, credo e idee politiche. Ai tempi del genocidio ognuno di noi aveva una carta d'identità su cui era sottolineata l'etnia di appartenenza. Ora invece non sappiamo chi sia hutu o tutsi, e francamente non ce ne importa nulla".

La passione del popolo ruandese per il calcio è fortissima, e questo sport è sempre stato visto come un grande mezzo di promozione per la riconciliazione nazionale. Tanto è vero che la squadra ha avuto sempre il massimo supporto del Presidente Paul Kagame, che non esitò a scendere per le vie della capitale Kigali nel luglio scorso, insieme a migliaia di persone, per festeggiare la vittoria contro il favoritissimo Ghana che consentì al Ruanda la qualificazione alla Coppa. In quella partita il gol decisivo venne da Jimy Gatete, che oggi i tifosi ruandesi considerano una sorta di leggenda vivente.

Il regista di questa favola sportiva è Ratomir Dujkovic, un serbo che prima di allenare la nazionale ruandese aveva diretto quella venezuelana e, soprattutto, era nello staff tecnico di quella Stella Rossa che vinse la Coppa dei Campioni nel 1991. Dujkovic ammette di avere avuto qualche problema ad impartire rudimenti di tattica ai suoi calciatori, ma quello di cui va orgoglioso è "l'unità di intenti dei miei ragazzi".

A differenza di molte altre nazionali che partecipano alla Coppa d'Africa, che contano su atleti che partecipano ai migliori campionati europei, quelli ruandesi sono per lo più calciatori amatoriali. Quelli che sono riusciti a fare "fortuna", come il capitano Desire Mbonabucya, giocano nella serie B belga, non proprio il massimo della competitività.

La nazionale ruandese fa parte del girone A della 24esima edizione della Coppa. La partita d'esordio del 24 gennaio la vedrà opposta ai padroni di casa della Tunisia nello stadio di Rades, a 20 km da Tunisi. I successivi avversari saranno poi Congo e Guinea. A qualificarsi ai quarti di finale saranno le prime due del girone, e i ruandesi ostentano sicurezza per quanto riguarda il passaggio del turno. Le favorite per la vittoria finale del torneo sono il Camerun, che insegue il terzo successo consecutivo e il quinto in assoluto, la Nigeria, priva dell'interista Martins che ha rifiutato la convocazione, e il Senegal, che presenta 14 dei 23 giocatori che nel 2002 arrivarono fino ai quarti di finale della Coppa del Mondo. Ma la sua coppa personale, quella di una importantissima unità, il Ruanda l'ha già vinta.

Ifg online 23/01/04



 
 

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