SANITA': IL PULMINO DI ENEA PER ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI
DIFFONDERA' NELLE PIAZZE CONOSCENZA CURE DOMICILIARI

Paolo M. Alfieri


(ANSA) - MILANO, 14 DIC -
Avvicinare l'opinione pubblica al tema della disabilita' e della non autosufficienza e diffondere la conoscenza delle cure domiciliari, che favoriscono la permanenza degli anziani nel loro ambiente familiare. E' questo lo scopo della 'Campagna di sensibilizzazione sulla vecchiaia non autosufficiente' promossa dal Centro Studi Cure Domiciliari (Cscd), che grazie ad un pulmino itinerante sara' presente nel 2005 nelle piazze dei Comuni italiani che aderiscono all'iniziativa.

'Il pulmino di Enea', che nel nome rende omaggio al gesto dell'eroe epico che porta in salvo sulle spalle il padre Anchise, sara' utilizzato da gruppi di volontari, che raccoglieranno e filmeranno le testimonianze dei cittadini sui problemi della cure e dei servizi agli anziani. Le registrazioni saranno poi lo spunto per i dibattiti che il Cscd organizzera' nei Comuni coinvolti e saranno integrate da una serie di filmati che testimoniano le diverse situazioni di assistenza ai non autosufficienti.

Prime tappe della Campagna saranno le citta' di Alessandria, Brescia e i Comuni della Provincia di Milano, che ha patrocinato l'iniziativa. ''La nostra intenzione e' favorire il confronto e il dialogo su questo tema'', ha detto Vito Noto, dirigente geriatra del Pio Albergo Trivulzio e fondatore del Cscd, ''La non autosufficienza puo' coinvolgere tutti in qualsiasi momento. E' una condizione che, pertanto, obbliga ciascuno di noi a riflettere e cercare le soluzioni migliori per viverla serenamente''.

Testimonial della Campagna sara' Iva Zanicchi. ''Sono originaria di un paesino di provincia, dove rinchiudere un anziano in un ospizio era considerata una grande vergogna'', ha dichiarato la cantante e conduttrice televisiva, ''per quanto e' possibile ritengo che le persone in eta' avanzata vadano curate e aiutate in famiglia, grazie alle cure domiciliari, ed e' per questo motivo che ho aderito a questa iniziativa con molto entusiasmo''.

Secondo il Cscd sono circa due milioni in Italia le persone che necessitano di assistenza sanitaria a lungo termine.
Di queste solo una piccola parte, circa 300mila, vivono in strutture ad hoc (le cosiddette 'case-riposo'), mentre le altre vivono in famiglia. Gianbattista Guerrini, Responsabile sanitario dei Servizi per anziani del Comune di Brescia, ha sottolineato che ''a questi nuclei familiari va garantita una serie di servizi e competenze operative per gestire al meglio i problemi posti dalla malattia e dalla dipendenza''.

(ANSA) 14/12/04


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