Pakistan,
raid dei militari contro
al-Qaeda: 35 uccisi nella "zona tribale"
di Paolo M. Alfieri
Continua l'offensiva dell'esercito pachistano a caccia di combattenti
islamici stranieri nelle aree tribali al confine con l'Afghanistan. In
un blitz sferrato nella mattinata di ieri nel sud Waziristan dall'esercito
di Islamabad, condotto con mezzi di artiglieria pesante e il supporto
dell'aviazione, sono rimasti uccisi almeno 35 presunti militanti di al-Qaeda.
Il ministro degli Interni pachistano, Faisal Saleh Hayat, ha comunicato
che nell'attacco hanno perso la vita anche una quindicina di militari
pachistani e almeno 3 civili. La zona in cui è avvenuto il
raid era stata fatta evacuare nella notte per evitare ulteriore spargimento
di sangue: poi l'attacco, aperto dai bombardamenti dal cielo contro alcune
case ritenute covo di militanti di al-Qaeda. "Sono stati colpiti
i rifugi dei miscredenti", recita una nota dell'esercito.
Secondo il governo di Islamabad, sarebbero almeno 600 i taleban di diverse
nazionalità presenti nella regione, tra i quali spiccano per numero
arabi, ceceni e uzbeki. Una regione, quella vicina al confine afghano,
nella quale i miliziani godono di un relativo grado di sicurezza grazie
alla protezione garantita loro da alcune tribù e alla natura montagnosa
del terreno.
Contemporaneamente al blitz dell'esercito, la polizia pachistana ha arrestato,
durante un'irruzione in una scuola islamica di Karachi, cinque miliziani
appartenenti al Lashkar-e-Jhangvi, un gruppo di impronta sunnita ritenuto
connesso all'attività di al-Qaeda e responsabile della maggiorparte
degli attacchi contro obiettivi sciiti in Pakistan. I cinque sono sospettati
di aver preso parte a Karachi, tre giorni fa, all'attacco contro il convoglio
militare sul quale viaggiava il nuovo comandante dell'esercito, il
generale Ahsan Salem Hayat: 10 i morti, tra i quali alcuni soldati, mentre
Hayat, il vero obiettivo dei terroristi, era riuscito a mettersi in salvo.
Avvenire 12/06/04
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