Iraq, riunioni a porte chiuse a Palazzo di Vetro

Paolo M. Alfieri


New York - Le Nazioni Unite si apprestano a ridefinire il loro ruolo sul futuro dell'Iraq e a rientrare sul suolo iracheno molto prima del previsto. Le Nazioni Unite avevano lasciato il Paese ad ottobre, due mesi dopo l'attentato nel quale aveva perso la vita Sergio Vieira de Mello (nella foto con Kofi Annan), capo missione a Baghdad. Molto probabilmente la decisione di non tornare in Iraq prima di luglio 2004 verrà rimessa in discussione già nella prossima settimana.

Per lunedi 19 sono infatti previste a Palazzo di Vetro, sede dell'ONU, due importanti riunioni. Una vedrà di fronte i membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e Mahdi Hafedh, Ministro per la Pianificazione e la Cooperazione allo Sviluppo del governo provvisorio iracheno. Ad annunciarlo è l'ambasciatore cileno Heraldo Munoz, presidente del Consiglio in carica, che sostiene di aver ricevuto la richiesta del meeting dallo stesso ministro iracheno.

Nelle stesse ore, a qualche porta di distanza, rigorosamente chiuse agli occhi delle telecamere e ai taccuini dei reporter, il segretario generale Kofi Annan avrà un colloquio con il premier provvisorio iracheno e almeno altri tre rappresentanti dell'Autorità Provvisoria di Coalizione.
John Negroponte, ambasciatore USA presso l'ONU, ha annunciato che il governo degli Stati Uniti sarà "adeguatamente rappresentato" al meeting.

Annan spera in un esito positivo di un incontro che dovrebbe accorciare i tempi per un rientro dell'ONU in Iraq. Il New York Times ha annunciato che Kieran Prendergast, sottosegretario per gli affari politici delle Nazioni Unite, ha comunicato con una lettera allo stesso Negroponte che entro due settimane quattro esperti, due di affari militari e due di sicurezza, verranno inviati da Palazzo di Vetro a Baghdad per mettere a punto un piano di rientro anticipato.

Il tutto si inserirebbe alla perfezione nello scenario internazionale che l'Amministrazione americana sta pianificando per il 2004. Il ritocco in politica estera di George W. Bush è già partito con il vertice di Monterrey (Messico) tra i leader americani, durante il quale il Presidente USA ha annunciato che alle nuove gare di appalto per la ricostruzione irachena potranno partecipare anche aziende del Canada, paese contrario alle operazioni militari contro Saddam Hussein, e molto probabilmente anche quelle di Francia e Germania.

L'attentato del 19 agosto 2003 aveva colpito la sede centrale delle Nazioni Unite a Bagdad, provocando la morte di 22 persone. L'Onu era stata costantemente sotto bersaglio degli attentati perché la sua presenza veniva sentita dalla resistenza irachena come facente parte di una coalizione che illegittimamente stava occupando il suolo iracheno.

All'Onu dovrebbe essere assegnato un ruolo importante nelle elezioni di giugno che doteranno l'Iraq di un proprio governo. J. Adam Ereli, portavoce del Dipartimento di Stato americano, ha infatti affermato che l'"Onu ha un'esperienza incredibile per quel che riguarda processi elettorali e monitoraggio delle operazioni di voto. L'intero processo di costruzione di una democrazia è un compito che le Nazioni Unite svolgerebbero in modo egregio".

Ifg online 14/01/04

 

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