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cavalca l'effetto-Fortuyn Paolo M. Alfieri Non è un caso che i suoi sostenitori siano invitati a elargire le loro donazioni in forma anonima. Appoggiare pubblicamente le sue idee equivale infatti a iscriversi ad una simbolica "lista della morte". La stessa sulla quale Geert Wilders ha inciso da tempo il proprio nome. Con le sue invettive anti-islamiche, con le arringhe contro gli immigrati, con le esortazioni a difendere la "sovranità" degli olandesi. Con il ritorno a "L'Olanda è piena", lo slogan creato da Pim Fortuyn, e le critiche all'Islam, religione "arretrata"e "intollerante". Wilders si è così "guadagnato" le minacce degli integralisti musulmani, diventando uno degli obiettivi del gruppo di Hofstad, la cellula estremista alla sbarra per l'omicidio Van Gogh. Ex membro del partito liberale, sette mesi fa Wilders ha fondato un gruppo che porta il suo nome e che guida la campagna per il "no" alla Costituzione europea. E' lo spauracchio dell'ingresso della Turchia nella Ue, con i suoi 80 milioni di cittadini islamici, la giustificazione usata dal "nuovo Fortuyn" nei suoi discorsi contro l'Unione, "il superstato inefficiente". E' lo spettro della perdita di peso della piccola Olanda in settori come l'immigrazione e la sicurezza. E' la richiesta di chiudere le moschee ed espellere senza processo i sospetti simpatizzanti dell'estremismo. Messaggi forse semplicistici, ma che trovano il loro consenso tra i tanti olandesi che appoggiano la definizione data da Wilders della tolleranza, "un'illusione ignorante e naif come l'idea che qui fosse possibile liberalizzare tutto e vivere felici".
Avvenire 25/05/05
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