Sindrome
"terrorismo":
L'Aja usa il pugno di ferro
In cella ventinove militanti curdi del Pkk la cui presenza da tempo nel
Paese era tollerata: sono una minaccia. Smantellato un campo di addestramento
nel Sud. Altri nove bloccati dalla polizia all'aeroporto di Amsterdam. "I
due islamici arrestati nel blitz delle forze speciali preparavano un omicidio"
Paolo M. Alfieri
Ennesima giornata ad alta tensione
in Olanda. Dopo gli arresti seguiti all'omicidio del registra Theo Van
Gogh, dopo il blitz di qualche giorno fa a l'Aja, dopo i numerosi attacchi
incendiari contro chiese e moschee, ieri le autorità hanno effettuato
una maxi-operazione anti-terrorismo a Liempde, nel Sud del Paese, in una
località sospettata di essere utilizzata come campo di addestramento
dal Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), la formazione da anni
in lotta contro il governo turco. Agli arresti sono finite 29 persone,
per la maggior parte giovani di nazionalità turca.
L'addestramento sarebbe stato di tipo "teorico" e quindi
non avrebbe compreso l'uso di armi. <Queste persone sono state
arrestate perchè rappresentano un pericolo per la nostra società>,
ha dichiarato alla televisione olandese Jan Van Homelan, sindaco del comune
di Boxtel, un villaggio situato nelle vicinanze.
Le autorità hanno affermato che raid analoghi sono stati attuati
ieri anche in altre località del Paese, ma non hanno fornito ulteriori
dettagli. L'agenzia di stampa olandese ANP, citando una fonte turca, ha
comunque riferito che sarebbero state bloccate altre nove persone,
una delle quali nei pressi dell'aeroporto Schipol di Amsterdam.
Gli investigatori hanno precisato che l'indagine che ha portato agli arresti
sarebbe partita un anno fa e che non ci sarebbero quindi legami con l'inchiesta
sull'omicidio di Van Gogh. Eppure sono in molti a considerare il raid
come una prova della nuova politica di intransigenza che le autorità
olandesi hanno intrapreso in seguito ai fatti degli ultimi giorni, come
il corollario ideale alle nuove severe misure anti-terrorismo annunciate
due giorni fa dal governo in Parlamento.
Va inserito in questa ottica anche il ricorso avanzato dal ministro della
Giustizia olandese, Johan Remkes, contro una decisione presa all'inizio
di questa settimana da una corte dell'Aja, che aveva proibito l'estradizione
alla Turchia di Nuriye Kesbir, una leader del Pkk accusata di aver organizzato
e preso parte ad attacchi terroristici tra il 1993 e il 1995. La corte
aveva motivato il suo provvedimento sostenendo che Ankara non avrebbe
garantito alla Kesbir un giusto processo. La Kesbir era arrivata in Olanda
nel settembre del 2001 ed era stata subito arrestata.
Intanto emergono novità sul blitz che all'Aja, giorni fa, aveva
tenuto sotto scacco le forze dell'ordine olandesi per 14 ore. Fonti della
polizia locale hanno infatti rivelato che i due giovani arrestati sono
sospettati di aver organizzato un attacco omicida. Secondo il quotidiano
De Telegraaf, uno dei due sarebbe Jason Walker, un diciannovenne figlio
di un soldato americano e di una donna olandese, convertitosi all'islam
cinque anni fa. In una lettera indirizzata alla madre, il giovane avrebbe
scritto di essere <pronto a morire come martire della Jihad>
e a <combattere gli infedeli per creare uno stato musulmano>.
Ma la cronaca di ieri ha fatto registrare in mattinata anche un allarme
a Uithroom, vicino Amsterdam, dove un impianto chimico è stato
fatto evacuare. Una segnalazione anonima aveva indicato la presenza
di una bomba all'interno dell'impianto, un avvertimento rivelatosi poi
infondato.
E' stata la regina Beatrice a cercare ieri di allentare il clima
pesante che aleggia nel Paese. La regina infatti, accogliendo un invito
lanciato dal quotidiano Algemen Dagblad, ha visitato ad Amsterdam un centro
frequentato da immigrati marocchini e ha sottolineato i principi di solidarietà
e tolleranza che hanno da sempre caratterizzato l'Olanda.
Avvenire 13/11/04
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