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Islamici nel
mirino in Olanda
Ordigno contro una scuola musulmana. Tre moschee fra i bersagli degli
aggressori. Dopo l'omicidio di Van Gogh fiammata di violenza nel Paese.
Rafforzate le misure di sicurezza. Arrestate tre persone. L'estrema destra
pronta a fondare un partito anti-immigrazione.
Paolo M. Alfieri
Una settimana fa, nel centro
di Amsterdam, l'omicidio di Theo Van Gogh, autore del film <Submission>,
chiara denuncia contro la condizione di repressione vissuta dalle donne
musulmane. Nei giorni seguenti le indagini, che avevano portato all'arresto
di sette islamici, accusati di aver pianificato e attuato l'aggressione.
Tanto è bastato per accendere anche nell'angolo più tollerante
d'Europa la fiamma della ritorsione anti-islamica.
L'attentato dell'altra notte contro una scuola musulmana di Eindhoven
è stato infatti solo l'ultimo atto di un week-end all'insegna della
rappresaglia. L'esplosione dell'ordigno, avvenuta intorno alle 3:30
del mattino, non ha provocato vittime, ma ha danneggiato gravemente l'ingresso
della struttura. Un gesto <idiota>, secondo il sindaco di Eindhoven,
Alexander Sakkers, preoccupato di un aumento della tensione nella città,
definita <sotto choc per l'accaduto>. Ma l'inquietudine è
alta in tutto il Paese. Tre diverse moschee sono state infatti prese di
mira nei giorni scorsi. La polizia olandese ha arrestato tre persone
sospettate di voler appiccare un incendio nella notte tra venerdì
e sabato ad una moschea di Huizen, nell'Ovest del Paese, mentre altri
due tentativi analoghi, per mano di sconosciuti, sono andati a vuoto anche
a Breda, nel Sud, e nella città settentrionale di Rotterdam. Ancora
a Rotterdam un'altra moschea è stata tappezzata di scritte anti-islamiche,
mentre pennellate di vernice rossa hanno imbrattato l'esterno di un centro
per immigrati ad Amsterdam.
Nella capitale il commissario di polizia Bernard Welten ha ulteriormente
rafforzato la presenza di agenti in servizio nelle strade, una misura
che già era stata presa dopo l'aggressione di Van Gogh proprio
per prevenire episodi di violenza a sfondo razziale.
Intanto ieri il De Telegraaf, il maggiore quotidiano olandese, ha affermato
che l'indagine sull'uccisione del regista si è allargata alla
Spagna, perché da qui sarebbe giunto l'ordine di agire. Il
sindaco di Amsterdam, Job Cohen, ha inoltre annunciato che è a
rischio chiusura la moschea della capitale frequentata dal commando che
ha attuato l'agguato. Una moschea che sarebbe, secondo le autorità
cittadine, la facciata dietro alla quale avviene il reclutamento jihadista.
Due giorni fa il vice primo ministro olandese Gerrit Zalm aveva parlato
di <guerra> nell'evocare nuove misure contro il terrorismo islamico.
La polizia olandese ha poi arrestato due uomini che avevano lanciato pesanti
minacce di morte contro il parlamentare Geert Wilders nel nome dell'islam.
Lo stesso Wilders, ritenuto l'erede politico di Pim Fortuyn, esponente
dell'estrema destra ucciso il 6 maggio 2002 per mano di un attivista,
aveva annunciato la sua intenzione di voler fondare un partito anti-immigrazione
per ricordare la morte di Van Gogh.
Ma è tutto il mondo politico olandese a sentirsi sotto tiro. In
una lettera lasciata sul corpo del cineasta, il Parlamento e il governo
venivano accusati di essere succubi della componente di origine ebraica.
Il testo lanciava gravi minacce a numerosi esponenti politici, in particolare
alla liberale Ayaan Hirsi Ali, somala di nascita, <colpevole>
di essere l'autrice della sceneggiatura del <Submission> di Van
Gogh.
Avvenire 09/11/04
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