Paura in Olanda: fiamme
in una scuola cattolica


Il Paese è sotto choc. Il governo inasprirà le norme anti-terrorismo. I due arrestati nel blitz dell'Aja sono legati agli attentati di Casablanca

Paolo M. Alfieri

Non conosce pause in Olanda l'escalation di violenza a sfondo razziale innescata, lo scorso 2 novembre, dall'omicidio del regista Theo Van Gogh per mano di un estremista islamico. L'altra notte una classe di una scuola cattolica di Eindhoven, nel Sud, è andata distrutta a causa di un incendio appiccato da sconosciuti. Le immagini delle fiamme sono state trasmesse da tutti i network tv, facendo crescere l'allarme in tutto il Paese.

Tensione anche al Nord, dove le mura di una moschea sono state tappezzate di scritte e simboli razzisti
, tra i quali anche alcune svastiche. La polizia è riuscita invece a sventare un attacco diretto contro un'altra moschea: due gli uomini finiti in manette.

Intanto novità importanti sul fronte della sicurezza sono state annunciate ieri dai ministri della Giustizia e dell'Interno, Johan Remkes e Piet Hein Donner, che in una lettera indirizzata al Parlamento dell'Aja hanno illustrato nuove misure anti-terrorismo, contenute in un progetto di legge che mira ad <isolare e combattere il radicalismo violento>.

Il pacchetto prevede di ritirare la cittadinanza olandese a chi possiede doppia nazionalità e <reca offesa agli interessi vitali della nazione>. In sostanza l'identikit dell'assassino di Van Gogh, Mohammed Bouyeri, titolare di un doppio passaporto marocchino-olandese.

Previsto inoltre un aumento della sorveglianza delle persone implicate in attività terroristiche: sarebbero circa 200 gli estremisti islamici giunti in Olanda per reclutare volontari per la Jihad. Il governo ha inoltre annunciato la creazione di nuove unità di polizia specializzate nelle indagini antiterrorismo e la possibilità di procedere alla chiusura delle moschee sospettate di essere al centro di attività contrarie all'ordine pubblico. Di pari passo verranno emanati provvedimenti che combattano la discriminazione verso i giovani di origine straniera, per evitare che diventino facile preda della propaganda estremista.

Nella stessa lettera i due ministri hanno confermato i collegamenti esistenti tra il gruppo radicale di Bouyeri e gli autori della strage di Casablanca del maggio 2003. Bouyeri sarebbe stato inoltre a lungo in contatto con Samir Azzouz, un diciottenne accusato di aver pianificato un attacco contro l'aeroporto Schipol di Amsterdam.

Legati in qualche modo al massacro di Casablanca sembrano essere anche gli arresti effettuati due giorni fa a l'Aja. Dopo un blitz durato 14 ore in carcere sono finiti, con l'accusa di <attività terroristiche a scopo di omicidio>, due islamici di 19 e 22 anni. Uno di loro comparirebbe in una lista trovata in possesso di Abdeladim Akoudad, catturato un anno fa a Barcellona e sospettato di appartenere al gruppo islamico Salafia Jihadia, implicato nella strage marocchina. Le autorità non hanno invece confermato il legame tra gli arrestati - oltre ai due dell'Aja altri cinque uomini sono stati bloccati ad Amsterdam e Amersfoort - e il gruppo che ha pianificato l'agguato a Van Gogh.

Avvenire 12/11/04


 
 

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