L'Olanda farà l'esame
di lingua ai cittadini


Pronto un giro di vite per arginare il terrorismo. Previsti test di educazione civica per chi vuole risiedere nel Paese. Inasprite le norme contro i gruppi terroristi.

Paolo M. Alfieri

La controffensiva del governo olandese contro l'estremismo - innescata dall'omicidio del regista Theo Van Gogh e dai seguenti episodi di violenza interreligiosa - passa anche da una rivoluzione culturale senza precedenti. Il ministro per l'Immigrazione Rita Verdonk ha infatti annunciato, in una lettera inviata al Parlamento dell'Aja, un piano che prevede l'obbligo del superamento di un esame di lingua olandese e di educazione civica per tutti coloro che non abbiano alle spalle almeno otto anni di istruzione scolastica nel Paese.

Un provvedimento che era sì nell'aria da qualche settimana, ma che ha sorpreso in molti, in quanto non saranno solo gli immigrati a doversi sottoporre al test (come previsto in un primo momento), ma anche gli stessi cittadini olandesi. Una modifica resasi necessaria per evitare accuse di discriminazione e quindi un ulteriore acuirsi della tensione interetnica.

"Chiunque voglia vivere per lungo tempo in Olanda - si legge nella lettera - deve essere in grado di padroneggiare l'olandese in maniera sufficiente da poter partecipare alla società".

Severe le misure previste per coloro che dovessero fallire il test: si va dal pagamento di multe salate fino all'espulsione. Ma è anche vero che per superare l'esame - che riguarderà circa 750mila persone - sono concessi, almeno ai nuovi arrivati, ben cinque anni di tempo. Il piano costerà al governo olandese 260 milioni di euro l'anno, perché se è vero che saranno i "candidati" a sostenere inizialmente i costi della prova, questi verranno in gran parte rimborsati in caso di esito positivo.

Sul fronte antiterrorismo, l'Aja ha annunciato un progetto di legge che prevede provvedimenti rigorosi nei confronti non solo dei gruppi estremisti recensiti nelle liste dell'Unione europea, ma anche verso quelle organizzazioni giudicate dalla magistratura olandese attive contro l'ordine pubblico. Un primo esempio della nuova intransigenza adottata dall'esecutivo si era già riscontrato poche settimane fa, quando con un blitz erano stati arrestati 22 militanti del Pkk, la cui attività, fino agli episodi di violenza dello scorso novembre, era stata a suo modo "tollerata" dalle autorità.

Ha suscitato inoltre polemiche la decisione di due famiglie musulmane di presentare un esposto alla giustizia olandese per bloccare la realizzazione del seguito di "Submission", il film di denuncia contro le violenze subite dalle donne nel mondo islamico che era stato il movente dell'omicidio di Van Gogh. Secondo il legale delle due famiglie la pellicola potrebbe contenere "espressioni offensive per i musulmani".

Avvenire 09/12/04

 

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