|
L'Olanda alle urne:
test sulla xenofobia
Prima verifica sulla tenuta della coalizione governativa
in vista delle politiche del 2007. Il primo ministro Balkenende studia
nuove alleanze. Le amministrative sono il banco di prova dei movimenti
razzisti e di estrema destra che tentano di espandersi
Paolo M. Alfieri
Tornata elettorale importante
quella di martedì per i Paesi Bassi. Sebbene infatti verranno rinnovate
soltanto le cariche amministrative locali, il voto da una parte rappresenta
un test sulla tenuta della coalizione governativa in vista delle politiche
del 2007 e dall'altra servirà a misurare l'appeal di nuovi movimenti.
Un sondaggio indica che solo un quarto degli elettori baserà il
suo voto su temi locali. Grande attenzione, invece, per l'andamento dell'economia,
l'occupazione, la sicurezza, i rapporti con gli immigrati, tutte questioni
con le quali l'esecutivo del primo ministro Jan Peter Balkenende ha incontrato
difficoltà di approccio.
All'interno del governo, poi, sembra siano iniziate le prime manovre per
inedite alleanze. Ad esempio i liberali del Vvd, partner dell'attuale
premier, non hanno escluso di entrare in una futura coalizione con i laburisti
del PvdA - ora all'opposizione - , il cui leader, Wouter Bos, aspira a
battere Balkenende il prossimo anno. E proprio i laburisti, secondo i
rilevamenti della vigilia, faranno registrare una discreta avanzata in
tutto il Paese. A Rotterdam dovrebbero passare dagli attuali 11 seggi
a 17, all'Aja da 10 a 14, ad Amsterdam (dove già nel 2002 risultarono
il primo partito) da 15 a 18.
L'esito del voto di martedì dipenderà anche dall'eventuale
crescita di partiti locali che sembrano ben intercettare le esigenze di
parte dell'elettorato, scosso dall'omicidio del regista Theo van Gogh
per mano di un estremista islamico e quindi sempre più attento
alla questione immigrazione. A Rotterdam spera in un risultato clamoroso
Marco Pastors - già delfino di Pim Fortuyn, il leader populista
de "l'Olanda è piena" assassinato nel 2002 -, che ha
non ha lesinato in campagna elettorale invettive contro gli stranieri.
L'anno scorso Pastors venne estromesso dalla giunta della città
dopo aver rilasciato alcuni commenti sui "musulmani che usano la
loro religione per giustificare atti criminali". Il Leefbaar (sezione
locale della lista Fortuyn) potrebbe confermare i 17 seggi attuali, o
addirittura incrementarli. Se ciò dovesse accadere, Pastors ha
annunciato la fondazione di un nuovo partito nazionale, per garantirsi
maggiore visibilità.
Non potrà comunque contare sul sostegno di Geert Wilders, islamofobo
e anti-europeista, campione della "sovranità olandese",
che ha istituito un proprio movimento, il Partito della libertà.
Tra le novità del panorama politico va poi segnalata la crescente
attenzione rivolta ai partiti di estrema destra. Uno di essi, il Nieuw
Rechts, ha dovuto rimpiazzare centinaia di manifesti perché quelli
affissi precedentemente erano stati ricoperti di svastiche e scritte anti-naziste.
Un attacco che ha fatto discutere, perché è sembrato agli
analisti il segno più evidente delle finora inedite spaccature
ideologiche con cui l'Olanda deve, da qualche tempo, fare i conti.
Avvenire 05/03/06
|
 |