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Immigrazione,
bocciato il ministro: no al rimpatrio dei cristiani iraniani
Paolo M. Alfieri
Almeno per ora il piano di Rita
Verdonk, ministro per l'Immigrazione e vera lady di ferro della politica
olandese, non solo è fallito, ma ha spaccato la stessa coalizione
di governo dell'Aja. Pochi giorni fa, infatti, il partito del premier
Jan Peter Balkenende (Cda) e i democratici del D66 si sono opposti alla
proposta del ministro liberale, riguardante l'espulsione dai Paesi Bassi
di un gruppo di convertiti al cristianesimo e di alcuni omosessuali originari
dell'Iran.
I due partiti si sono uniti all'opposizione nel chiedere un'indagine accurata
sulle condizioni di vita che cristiani e gay sperimentano nel Paese islamico,
sottolineando le intimidazioni e gli abusi di cui essi sono vittime. Per
la sharia, la legge coranica in vigore in Iran, sia la conversione dall'islam
al cristianesimo che l'omosessualità costituiscono reati punibili
con la sentenza capitale. L'Olanda, quindi, secondo la gran parte dei
parlamentari dell'Aja, dovrebbe riconoscere a queste categorie di rifugiati
il diritto d'asilo.
Dal canto suo la Verdonk, che della lotta all'immigrazione irregolare
ha fatto uno dei propri cavalli di battaglia, prova da tempo a replicare
che i cristiani possono professare la loro religione in Iran senza conseguenze,
e che i pochi casi di intimidazioni e minacce hanno riguardato soltanto
coloro che conducono attività di evangelizzazione.
Basandosi su di un rapporto ministeriale, la Verdonk ha ribadito che la
sola conversione al cristianesimo non comporta automaticamente alcuna
persecuzione. Allo stesso modo, niente da temere avrebbero i gay, purché
non rivelino pubblicamente la propria omosessualità. Secondo il
ministro non ci sarebbe stato motivo, dunque, per rimandare le espulsioni
verso Teheran.
Eppure, alla fine, la Verdonk ha dovuto cedere. "Per ora non ci sarà
nessuna espulsione - spiega ad Avvenire il suo portavoce - Il ministro
ha deciso di aspettare i risultati di una ulteriore indagine sulla situazione
iraniana, dopodichè si presenterà in Parlamento con una
nuova proposta". Difficilmente, comunque, verrà garantito
asilo a tutti i richiedenti. "La nostra politica d'asilo si basa
su casi individuali e non su interi gruppi - continua il portavoce - Ogni
singola richiesta viene esaminata per capire se davvero esiste nel Paese
d'origine un pericolo nei confronti del richiedente".
"La verità è che per la Verdonk è fondamentale
mostrare polso fermo con gli immigrati, visto che mira alla leadership
del suo partito - evidenzia ad Avvenire Annerieke Dekker, rappresentante
del Consiglio olandese per i rifugiati - L'opinione pubblica olandese
è contraria alle espulsioni verso l'Iran, ma alcuni movimenti di
destra, che ripropongono gli slogan di Pim Fortuyn, premono per l'allontanamento
forzato, indipendentemente dall'eventuale violazione di diritti umani
da parte di Teheran. Noi crediamo che questo vada contro la Convenzione
di Ginevra sui rifugiati".
Difficile dire come lo stallo verrà risolto. Per avere i risultati
della nuova indagine sulla situazione dei cristiani e degli omosessuali
in Iran sarà necessario aspettare qualche mese. Fino a quel momento
tutti i richiedenti asilo resteranno in Olanda, sperando in una soluzione
indolore a questa intricata vicenda.
Avvenire 16/04/06
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