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L'Aja, assedio
ai terroristi:
due arrestati
Blitz legato alle cellule islamiche. Granata contro gli agenti: tre feriti.
Poi l'azione delle truppe speciali. La polizia non rivela l'identità
dei due uomini catturati. Un fermo è stato compiuto anche a Utrecht.
L'operazione è stata condotta in grande stile: interrotto per ore
anche lo spazio aereo.
Paolo M. Alfieri
Un'intera giornata col fiato
sospeso. L'Olanda ha vissuto ieri il primo atto di quella <guerra>
al terrorismo evocata nei giorni scorsi dal vice premier olandese Gerrit
Zalm. Per 14 ore due uomini ricercati dalla procura nazionale hanno resistito
alla cattura tenendo sotto scacco un intero quartiere dell'Aja.
Erano le 2:45 del mattino quando circa 200 agenti di polizia, unità
anti-terrorismo e uomini specializzati nella gestione della presa di ostaggi
hanno circondato un edificio nei pressi della stazione ferroviaria di
Holland Spoor. La polizia riusciva a bloccare una persona sospetta,
mentre in un appartamento si asserragliavano altri ricercati, che reagivano
al blitz facendo esplodere una granata in direzione delle forze dell'ordine.
Tre agenti rimanevano feriti nello scoppio, due dei quali in modo grave.
Le autorità, probabilmente convinte che il gruppo fosse numeroso,
attuavano misure di sicurezza imponenti. Così, dopo aver bloccato
le strade d'accesso alla zona e fatto evacuare i residenti, decidevano
di chiudere anche lo spazio aereo sopra la città, mentre tiratori
scelti si piazzavano sui tetti degli edifici circostanti dando il via
a uno scambio di colpi di arma da fuoco con i ricercati.
Un maxi-assedio che si concludeva solo intorno alle 17 con la cattura
di due uomini, mentre un terzo arresto legato alla stessa indagine sarebbe
stato effettuato a Utrecht, secondo quanto riportato dai media olandesi.
Le autorità non hanno confermato se il blitz sia scattato in
relazione alle indagini sull'omicidio di Theo Van Gogh, il regista
assassinato il 2 novembre nel centro di Amsterdam. Due giorni fa, nella
capitale, centinaia di persone avevano sostato all'esterno del cimitero
Nieuwe Ooster durante i funerali del cineasta. <Ho paura per il futuro
di questo Paese>, aveva detto la madre di Van Gogh, ucciso perché
<colpevole> di essere l'autore del film <Submission>, nel
quale veniva denunciata la repressione vissuta dalle donne musulmane.
Agli arresti sono finite 7 persone di origine nordafricana, ma
il sospetto è che l'ordine di uccidere sia partito da un gruppo
terrorista spagnolo. La morte del regista è stata solo il primo
atto di una settimana ad alta tensione in tutto il Paese, nel quale è
divampata improvvisa la rappresaglia anti-islamica. Diversi sono
stati infatti gli attacchi contro moschee e centri di immigrati. L'ultimo
appena due sere fa, con un incendio appiccato ad una scuola musulmana
di Udem, nel Sud. Un messaggio ritrovato nelle vicinanze, <Theo riposa
in pace>, non ha lasciato dubbi sulle motivazioni che hanno spinto
gli autori del gesto.
Sembrano insomma essere caduti nel vuoto gli appelli alla distensione
lanciati dalla comunità islamica olandese, che ha condannato fermamente
il terrorismo anti-Occidentale. Proprio durante i funerali di Van
Gogh decine di immigrati musulmani avevano sfilato in corteo indossando
magliette con scritte che rimarcavano la loro distanza dagli estremisti.
Il premier olandese, Jan Peter Balkenende, ha sottolineato ieri che <l'atmosfera
che si è creata deve essere spazzata via> e che è un
dovere di tutti <mettere in guardia le giovani generazioni contro il
pericolo della radicalizzazione religiosa>.
Avvenire 11/04/04
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