La
Nigeria al voto: è il test decisivo per la presidenza
Elezioni chiave per il futuro della nazione nei 36 Stati:
si scelgono i governatori e gli amministratori. Rischia il partito di Obasanjo.
Paolo M. Alfieri
Se il piatto forte di questo
aprile elettorale saranno le presidenziali di sabato prossimo, un'attenzione
notevole in Nigeria gravita anche attorno al voto amministrativo di domani.
Perché per l'importanza che hanno nella gestione pressoché
esclusiva di ingenti fondi statali, in settori vitali quali la sanità,
l'istruzione e le infrastrutture, i governatori dei 36 Stati e i responsabili
delle 774 amministrazioni distrettuali che compongono la federazione nigeriana
svolgono un ruolo tutt'altro che secondario. Dietro alla tornata elettorale
di domani, spiegano gli analisti, sono in gioco notevoli interessi economici,
che si sommano alla necessità da parte dei partiti di oliare perbene
i propri gangli in vista delle successive presidenziali.
La tensione è molto alta, sia negli Stati islamici del Nord che
nel Sud a prevalenza cristiana. Da novembre a oggi 70 persone hanno perso
la vita nel corso di scontri tra sostenitori di partiti rivali. Le ultime
violenze si sono registrate due giorni fa ad Ibadan, capitale dello Stato
di Oyo, nel corso di un comizio elettorale organizzato da un partito di
opposizione.
Attualmente il People's Democratic Party (Pdp) del presidente Olusegun
Obasanjo è al potere in ben 28 dei 36 Stati della federazione.
I risultati del voto del 2003 vennero fortemente contestati dai suoi avversari.
In alcuni casi i governatori appoggiati da Obasanjo furono accreditati
di un numero di voti superiore a quello degli elettori recatisi alle urne.
Il timore che fattori "esterni" condizionino nuovamente il voto
è grande, ma alcuni osservatori ritengono che questa volta le cose
andranno diversamente. Soprattutto perché il partito del presidente
sta ancora soffrendo per la scissione interna provocata dalle dispute
tra lo stesso Obasanjo e il suo ex vice Atiku Abubakar. Il Pdp, insomma,
non avrebbe la forza per ripetere l'exploit del 2003. "L'elezione
dei nuovi governatori potrebbe essere questa volta maggiormente determinata
da fattori locali", sostiene l'analista Abdul-Raheem Tajudeen, secondo
il quale un buon risultato nella tornata di sabato costituirebbe inoltre
per le opposizioni uno sprone per una maggiore unità in vista delle
presidenziali, per le quali resta favorito il candidato del Pdp, Umar
Musa Yar'Adua.
Giocheranno il loro ruolo, alle amministrative ancor più che alle
presidenziali, le rivalità e gli antagonismi "storici"
di un Paese nel quale convivono tra tante difficoltà oltre 250
gruppi etnici. Gli osservatori hanno sottolineato più volte come
tali rivalità siano state alimentate "ad arte" da gruppi
di potere che hanno saputo sfruttare a proprio favore le contese razziali
e le differenze confessionali. Senza contare gli enormi interessi che
si celano dietro agli ingenti proventi petroliferi, in particolare negli
Stati "produttori" del Delta del Niger, che hanno diritto al
13% delle entrate generate dall'oro nero. Basti pensare che le risorse
di molti Stati sono spesso superiori ai budget nazionali della maggio
parte dei Paesi africani. In totale tra il 1999 e il 2006 i 36 governi
locali hanno ricevuto fondi pubblici per ben 35,6 miliardi di dollari,
mentre altri 23,4 miliardi sono andati alle amministrazioni distrettuali.
In quali rivoli si sia perso questo enorme flusso di denaro se lo chiede
ininterrottamente il 90% dei 140 milioni di nigeriani che vivono con meno
di due dollari al giorno. La risposta a questo interrogativo sta in un
inquietante rapporto della Commissione per i crimini economici e finanziari
della Nigeria, secondo la quale 31 dei 36 governatori attuali rischia
un'incriminazione per corruzione. In totale negli ultimi 40 anni quasi
400 miliardi di dollari in fondi pubblici sono stati "deviati".
"La corruzione dei governi locali ha un impatto diretto sullo stesso
diritto alla vita delle persone", ha denunciato la Commissione, e
questo per il fatto che gli Stati hanno competenza privilegiata su aspetti
quali l'educazione e la sanità. Non saranno tanto le elezioni di
domani, dicono gli analisti, a cambiare lo stato delle cose. "E'
l'intero sistema nigeriano a dover essere ripulito".
Avvenire 13/04/07
|
 |