Violenza in Indonesia:
uccisa una religiosa


I killer hanno sparato in chiesa: 4 i feriti. Sospetti concentrati su estremisti islamici

di Paolo M. Alfieri

Un nuovo terribile episodio di violenza ha sconvolto l'Indonesia. Un commando di almeno cinque uomini armati ha fatto irruzione domenica sera in una chiesa presbiteriana nella città di Palu durante una funzione. Attimi di tensione per un centinaio di persone all'interno dell'edificio, poi una raffica di mitra ha lasciato a terra senza vita Susianti Tinolele, una giovane donna pastore protestante di 29 anni, e ferito gravemente quattro adolescenti. I cinque killer si sono poi dileguati in tutta fretta, fuggendo a bordo di alcune motociclette, mentre tra i fedeli si diffondeva il panico.

Secondo le prime ricostruzioni il commando farebbe parte di un gruppo estremista islamico. "Quando l'obiettivo di un agguato è un religioso, è ovvio che i sospetti ricadano su elementi di altre religioni", ha detto il ministro della Sicurezza Hari Sabarno, che ha definito gli autori dell'omicidio "esseri inumani". La caccia ai killer prosegue senza sosta da 36 ore, ma finora non ha dato nessun risultato.

L'episodio ha fatto ritornare indietro il Paese di qualche anno. A quel 1999 indelebilmente segnato dalle violenze interreligiose, quando gli scontri tra musulmani e cristiani - soprattutto nella città di Poso, non distante da Palu, dove è avvenuto l'attacco di domenica - erano all'ordine nel giorno. Tanto che a fine anno si contarono almeno duemila vittime tra i due "schieramenti". Una lotta invero abbastanza impari, se si pensa che dei 220 milioni di indonesiani, addirittura l'85% è di religione musulmana e solo in alcune aree orientali, come la provincia di Sulawesi, il cristianesimo tocca percentuali di diffusione intorno al 50%.

Nuovi campanelli d'allarme erano comunque già risuonati la scorsa primavera. Ad aprile durante alcuni incidenti erano rimaste gravemente ferite sette persone, tra le quali una bambina di quattro anni. E ancora, a maggio, un'importante personalità protestante era stata uccisa dopo aver partecipato a una sessione di letture della Bibbia.

Secondo gli inquirenti non c'è alcun dubbio sul fatto che il motivo dell'attacco di due giorni fa sia quello di alimentare la tensione nel Paese, soprattutto in un momento cruciale nella storia dell'Indonesia, chiamata ad eleggere il suo Presidente. Quello in carica, Megawati Sukarnoputri - figlia di Sukarno, il presidente fondatore dell'Indonesia -, ha chiesto la massima allerta alle forze dell'ordine, "per mantenere sicurezza e stabilità politica fino alla fine delle elezioni presidenziali".

Appena due settimane fa infatti gli indonesiani si sono recati alle urne per il primo turno elettorale. Il ballottaggio del prossimo 20 settembre vedrà di fronte la stessa Megawati e il generale Yudhoyono. Il timore è che la violenza riesca non solo a minare la convivenza tra cittadini di diverse religioni, ma anche a condizionare il processo elettorale.

Avvenire 20/07/04

 

Indietro
Home page

[email protected]
Hosted by www.Geocities.ws

1