"Adotta
una mamma: così si sconfigge la fame in India"
Samir Chaudhuri, medico fondatore del Cini: "Un bambino
su tre soffre di malnutrizione. Aiutando chi lo mette al mondo, si vince
il pericolo infezioni"
Paolo M. Alfieri
C'è una rivoluzione silenziosa
contro la fame e la malnutrizione che si sta facendo largo in India, Paese
che nonostante un'economia in forte crescita rimane, secondo la Banca
mondiale, al primo posto nel mondo per numero di poveri. A portarla avanti
è Samir Chaudhuri, medico nutrizionista fondatore del Child in
Need Institute (Cini), l'Istituto del bambino bisognoso che da anni opera
a favore dei bambini di strada di Calcutta. Lo abbiamo incontrato a Milano,
impegnato a illustrare il progetto "Adotta una mamma", che ha
come obiettivo quello di migliorare la qualità della vita delle
donne indiane fin dall'inizio della gravidanza.
"L'idea di base del programma è semplice: solo agendo tempestivamente
sulla madre è possibile salvare il figlio - spiega Chaudhuri -
In India un bambino su tre già alla nascita soffre di malnutrizione.
Essa comporta un drastico abbassamento delle barriere immunitarie e uno
sviluppo fisico e celebrale insufficiente, cosicché questi bambini
sono particolarmente esposti a varie infezioni. Il contributo che chiediamo
è di 8 euro al mese, una cifra molto bassa per la popolazione del
Nord del mondo, ma che per una mamma indiana significa avere una concreta
possibilità di vita per sé e per il proprio bambino".
Le attività del Cini non sono rivolte solo alla distribuzione di
aiuti alimentari, ma soprattutto al miglioramento educativo di tutti coloro
che beneficiano del progetto. "Per aiutare in profondità una
persona indigente è necessario insegnarle a gestire la propria
vita: é per questo che ci occupiamo della formazione delle donne
che assistiamo. Non ci limitiamo a spiegare loro come nutrire correttamente
il proprio bambino, ma ci occupiamo di ampliare le loro conoscenze in
modo che possano rendersi indipendenti. - sottolinea Chaudhuri -. In India
le donne hanno meno opportunità degli uomini: hanno un tasso di
alfabetismo di gran lunga inferiore, hanno meno potere, non guadagnano
abbastanza. Per questo tutte le nostre attività sono rivolte soprattutto
a loro".
Il centro ospedaliero creato nel lontano 1975 da Chaudhuri si trova a
Pailan, alla periferia estrema di Calcutta. Ci lavorano oltre 450 professionisti
sanitari, che si occupano della salute di decine di migliaia di persone
ogni anno. Ben l'80% del costo delle visite è coperto dalle donazioni.
"Riceviamo sostegno finanziario da ogni parte del mondo, ma siamo
particolarmente orgogliosi dei contributi che provengono dalle famiglie
indiane che possono permetterselo. Grazie a loro possiamo dire che, almeno
in parte, l'India riesce a far fronte autonomamente alle proprie emergenze",
osserva Chaudhuri.
Per la sua attività a favore dei bambini, il fondatore di Cini
India è stato premiato sia dal governo di New Delhi che dalla Commissione
Infanzia della Camera dei Deputati italiana. Lo spirito di solidarietà
che anima Chaudhuri lo ha portato a occuparsi anche delle vittime del
violento terremoto che ha colpito recentemente il Kashmir. Le squadre
di soccorso di Cini hanno provveduto a fornire, oltre a cibo e indumenti,
lamiere galvanizzate e materiali di isolamento per il suolo, preziosissimi
per affrontare l'inverno particolarmente gelido di quella regione.
Avvenire 23/12/05
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