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Aids/2 - Zambia, "No ai progetti calati dall'alto. Bisogna sostenere le comunità" Paolo M. Alfieri Combattere l'Aids "dal basso". E' il tentativo che dal 1998 la Comunistà Papa Giovanni XXIII ha avviato nello Zambia con il progetto Raimbow. E' lo sforzo di sostenere il più possibile le comunità locali promuovendone l'autosufficienza economica, anche attraverso interventi di microcredito, e fornendo cure di base contro l'Aids. Una battaglia durissima in un Paese in cui oltre il 16% della popolazione è affetto da Hiv, con conseguenze sociali gravissime, dovute alla morte delle generazioni più produttive. "Lavorare dal basso significa innanzitutto chiedere umilmente un confronto", dice ad Avvenire Elisabetta Garuti, cinque anni passati tra gli slum di Ndola e la convinzione che sia necessaria "una logica diversa da quella attuale se vogliamo che la politica degli aiuti sia veramente efficace". Il tono delle sue parole si fa appassionato: "E' ora di finirla con i grandi progetti calati dall'alto, per sconfiggere l'Aids servono criteri nuovi, serve il coraggio di chiamare le cose con il loro nome, serve la volontà di cercare le risposte e scovare le risorse che sono già sul territorio". Sono necessari, insomma, interventi sostenibili con le realtà locali, che sfocino in prospettive di sviluppo vere e durature. "Sto parlando di un ponte tra Nord e Sud del mondo, su interventi di larga scala diretti ai bambini - continua la Garuti - L'Occidente deve e può fare qualcosa. Pensiamo alla grande mobilitazione che c'è stata per le vittime dello tsunami nel Sud-Est asiatico. Ebbene, in Africa l'Aids ogni anno equivale a 30 onde anomale, onde dietro alle quali ci sono persone e famiglie che vivono situazioni estremamente complesse". E proprio la famiglia, la famiglia allargata, è uno degli obiettivi principali degli operatori del progetto Raimbow, che cercano di evitare che gli orfani da Hiv finiscano negli orfanotrofi o che i sieropositivi vengano allontanati dalla famiglia. "Lottiamo contro la disgregazione sociale e l'impoverimento dei valori familiari", sottolinea Elisabetta, "Dal basso - conclude - si può". Avvenire 13/03/05 |