Birmingham,
afro-caraibici contro asiatici: la guerriglia delle minoranze
Paolo M. Alfieri
Prima gli afro-caraibici contro
gli asiatici. Poi una fantomatica "Nazione nera" contro i musulmani.
Birmingham, seconda città dell'Inghilterra, un milione di abitanti,
300mila immigrati, 58 moschee. E' qui più che in ogni altro posto
in Inghilterra che fattori quali identità etnica e religiosa, scarsa
integrazione e crescente disagio sociale determinano una difficilissima
convivenza.
Tre giorni fa una parte del cimitero riservata ai musulmani è stata
devastata: almeno una trentina le tombe profanate. Sul posto è
stato trovato un volantino inneggiante alla "Nazione nera".
Una provocazione, "un tentativo odioso di attizzare le tensioni nella
comunità", secondo il deputato laburista della città,
Khalid Mahmood. Le autorità locali hanno lanciato l'ennesimo appello
alla calma, condannando allo stesso tempo queste "degradazioni di
stampo razzista", come le ha definite il commissario di polizia Tom
Coughlan.
Il timore è che si riaccendano gli scontri di due settimane fa,
quando il sobborgo di Lozells è diventato teatro di una guerriglia
urbana che ha fatto ricordare la drammatica rivolta popolare del 1985,
scoppiata in seguito all'arresto di un ragazzo di colore. A scatenare
le sommosse, lo scorso 22 ottobre, è l'annuncio dell'arresto di
cinque persone di origine orientale, accusate dalla polizia di aver violentato
una ragazzina di 14 anni. Decine di giovani afro-caraibici si lanciano
così, per vendetta, in un violento assalto contro gli esercizi
commerciali gestiti dagli asiatici. E quando interviene la polizia in
tenuta antisommossa, la battaglia diventa un tutti contro tutti, con lanci
di bengala, sassaiole, auto rovesciate e date alle fiamme. Il bilancio
degli scontri è di un morto (un uomo di colore accoltellato), decine
di feriti e danni ingenti. E le stesse scene si ripetono la notte successiva,
con centinaia di giovani, in particolare di origine pachistana, che affrontano
la polizia. Uno di essi resta ucciso da alcuni colpi di arma da fuoco.
A scaldare gli animi, questa volta, era stata la notizia di un presunto
attacco a una moschea.
La tensione, a due settimane di distanza, resta altissima, tanto che un
migliaio di residenti di Lozells ha firmato un documento in cui si chiede
giustizia e sicurezza. E il dibattito sul tema dell'immigrazione è
tornato prepotentemente a occupare spazio nei dibattiti politici e sui
giornali britannici, perché Birmingham non è che la spia
di una situazione più generale che coinvolge l'Inghilterra intera,
da Bristol a Leeds, da Bradford a Nottingham. A ribollire sono soprattutto
le periferie, dove sono più diffuse povertà e alienazione
sociale. "Si parla di multiculturalismo e integrazione - fa notare
sul Guardian Salma Yaqoob, mediatrice culturale di Birmingham - Ma la
verità è che sono le disuguaglianze economiche a scatenare
le violenze".
Avvenire 06/11/05
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