| Vanzan,
sono ferme le indagini a Nasiriyah
di Paolo M. Alfieri
Saranno puniti quando li prenderanno.
Se li prenderanno. Al momento, questo è certo, le indagini delle
autorità irachene sull'identificazione e la cattura dei responsabili
degli scontri di metà maggio a Nasiriyah sono ferme. Scontri nei
quali perse la vita il 23enne caporalmaggiore Matteo Vanzan.
Ad ammettere che in Iraq nessuno si sta attualmente occupando dell'inchiesta
sono stati ieri gli attuali responsabili della sicurezza della provincia
di Nasiriyah. Il nuovo capo della polizia Hamid Abdullah Ibrahim, in carica
da un mese, ha dichiarato ad alcuni giornalisti italiani che non si
sta occupando del caso poichè è avvenuto prima del suo insediamento.
"Del filmato in cui sono stati ripresi alcuni dei guerriglieri si
è occupato il mio predecessore. Dovreste chiedere a lui",
è stato il suo commento.
Eppure appena pochi giorni fa proprio Ibrahim aveva invece affermato che
le indagini erano in corso e che la polizia avrebbe fatto il possibile
per catturare i responsabili dell'attacco.
A schivare la patata bollente è anche il colonnello Hamed Kafi
Al Zayadi, a capo della Guardia nazionale, il contingente che si occupa
della sicurezza fuori da Nasiriyah. Al Zayadi ha infatti dichiarato
che i suoi uomini si occupano soltanto "della sicurezza lungo le
vie di comunicazione". Affermazione falsa, visto che compito
della Guardia nazionale dovrebbe essere anche il controllo di tutte le
aree extraurbane. E quindi anche dei villaggi del Nord della provincia
di Dhi Qar, dalla quale, secondo i nostri Carabinieri, provenivano gran
parte dei guerriglieri.
Il governatore dlela provincia Sabri Hamid Al Rumayad ha invece rilasciato
una dichiarazione quantomai generica sulla "legge che si applica
a tutti". E quindi, quando e se saranno assicurati alla giustizia,
anche agli autori dell'attacco ai militari italiani.
Nei giorni scorsi il generale Corrado Dalzini, comandante della task force
italiana in Iraq, aveva ammesso che molte segnalazioni sui responsabili
dell'attacco si erano rivelate infondate. E aveva poi aggiunto che
le indagini dei militari italiani relative alla morte di Vanzan continuavano
senza sosta. Indagini che hanno finora portato all'identificazione
di tre miliziani nonchè dell'autore del video sull'attacco alla
base Libeccio, Anwar Jlood, e al suo "aiuto-operatore",
John Sawaka, di padre italiano e madre irachena. Quel video che racconta
la morte di un caporalmaggiore di 23anni, venduto per pochi soldi nei
bazar di Nasiryah.
Avvenire 02/07/04
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