Londra, "Il capo di Scotland Yard deve dimettersi"

Ian Blair respinge l'accusa di aver tentato di insabbiare l'inchiesta sull'uccisione, per errore, del giovane brasiliano nel metrò.

Paolo M. Alfieri

Non stava correndo, non aveva con sé uno zainetto, non aveva saltato i cancelli della metropolitana. Non indossava nemmeno un giaccone pesante, sotto il quale avrebbe potuto nascondere una bomba, ma una semplice giacca di jeans. E allora perché quel 22 luglio, il giorno successivo alla seconda ondata di attentati terroristici a Londra, l'elettricista di origine brasiliana Jean Charles de Menezes venne freddato dalla Metropolitan Police con 8 colpi sparati a distanza ravvicinata? E chi decise di attuare lo "shoot-to-kill", "sparare per uccidere" il giovane scambiato per Hamdi Issac, l'attentatore di Shepherd's Bush che verrà rintracciato poi a Roma, se lo stesso comandante delle squadre speciali aveva ordinato che il sospetto fosse catturato vivo? Domande inquietanti, che investono Scotland Yard e soprattutto il capo della polizia londinese, Sir Ian Blair, all'indomani della pubblicazione di un rapporto sulla vicenda da parte della Independent Police Complaints Commission (Ipcc), l'organo chiamato a indagare nei casi di morte provocata da poliziotti. Un documento che smentisce seccamente la ricostruzione ufficiale di quei 50 minuti che intercorrono tra l'uscita di casa di de Menezes, che ha la sfortuna di abitare proprio in Scotia Road, sorvegliata da decine di agenti, e la sua morte in un convoglio della metropolitana di Stockwell, avvenuta dopo che il brasiliano era già stato immobilizzato da uno dei suoi pedinatori. Ian Blair aveva dichiarato, nelle ore successive all'uccisione, che l'elettricista era probabilmente legato al gruppo degli attentatori, salvo poi ammettere, qualche giorno dopo, che c'era stato un errore da parte degli agenti. A quel punto il capo di Scotland Yard avrebbe cercato di insabbiare le indagini per mezzo di una richiesta esplicita inviata a John Grieve, un alto funzionario del ministero dell'Interno. Richiesta che venne immediatamente respinta. I legali della famiglia di de Menezes hanno invocato con forza le dimissioni di Blair (il quale ha negato ieri questa versione dei fatti, "che colpisce al cuore l'integrità della polizia") ) e svelato altri particolari sulla vicenda. La polizia britannica avrebbe infatti contattato quel 22 luglio alcuni diplomatici brasiliani chiedendo loro di convincere i familiari dell'uomo ucciso a non richiedere ulteriori indagini. I familiari di de Menezes residenti a Londra vennero inoltre trasferiti in un hotel del Surrey e le linee telefoniche delle loro stanze vennero tagliate in modo da evitare che essi potessero contattare il resto della famiglia in Brasile per raccontare quanto successo.

Avvenire 19/08/05



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