I sette "sponsor" della Convention
a caccia di un peso politico

di Paolo M. Alfieri

Sono sette ma non sono nani. Sono giganti. Dominano i mercati globali. Producono computer, automobili, telefonini. Ma anche televisori, software, alcolici. Sono i sette sponsor ufficiali della Convention dell'elefantino. Scrivi politica, leggi business.

Ognuno di loro chiede a Washington qualcosa. In Campidoglio le loro lobby sono in azione da tempo, ma all'appeal del Garden, non potevano rinunciare. C'è la General Motors. Più di trecento automobili messe a disposizione del partito. Per gli organizzatori, i Vip, la sicurezza. E per una legislazione meno onerosa sui risparmi energetici delle auto. C'è la Nextel Communications. Fornisce i servizi telefonici, dai cellulari alle apparecchiature più sofisticate. Quei servizi per i quali chiede al governo l'abolizione di numerose restrizioni legislative. Ci sono Ibm e Panasonic. L'una ha invaso il tempio dei Knicks con decine di computer. L'altra l'ha incorniciato con un centinaio di televisori. In cambio dei cristalli liquidi si accontenterebbero di una buona dose di sgravi fiscali.

E c'è Microsoft, quella Microsoft che sembrava aver perso il suo smalto dopo le sentenza anti-monopolio. E che ora invece è lì, e alle batoste giudiziarie vorrebbe replicare con una vittoria nella sua battaglia sui diritti d'autore. E ancora la Monster, che bussa alla porta degli appalti federali con la stessa forza del software messo a disposizione del partito.Per finire con Allied Domecq, che fornisce vino e liquori e al Garden fa salire il tasso alcolico per puntare, nello stesso tempo, alla discesa delle tasse sugli alcolici.

Sono sette per un totale di beni e servizi per sessantaquattro milioni di dollari. Dollari puliti ed esentasse. Spese di rappresentanza che non influiranno sui bilanci. E che anzi "peseranno" nelle discussioni che contano. Quando si deciderà un appalto, quando si modificherà una legge.

Avvenire 02/09/04


Indietro
Home page

[email protected]

 

Hosted by www.Geocities.ws

1