| Boston,
città off-limits
di Paolo M. Alfieri
Sofisticate telecamere a raggi infrarossi. Interi quartieri chiusi al
traffico. Controllo dei documenti per tutti le persone sospette. Le
misure di sicurezza che gravitano sulla Convention dei democratici sembrano
aver trasformato Boston, città tra le più vivaci degli Stati
Uniti, nella Londra orwelliana di "1984".
Sono moltissimi i bostoniani che hanno raccolto l'invito delle autorità
a lasciare la città per recarsi in vacanza proprio durante questa
settimana in cui mezza America affiderà a John Kerry il compito
di scalzare George W. Bush dalla Casa Bianca. Tutti quelli che sono
rimasti cercano di continuare la vita di sempre. Non deve essere semplice.
La North Station, quella dalla
quale partono e arrivano quasi tutti i treni dei pendolari, è chiusa.
E sbarrate sono anche tre fermate della metropolitana. Perfino molti negozi,
esercizi pubblici e bar sono serrati. Più che il rischio attentati
qui ha colpito la mancanza di rifornimenti. D'altronde 80 chilometri
di strade che portano a Boston sono off-limits, e la circolazione è
stata ridotta anche sulle due grandi arterie che corrono verso Ovest e
verso Sud.
Le pattuglie della Guardia costiera continuano a sorvegliare il golfo
su cui si affaccia la città. E otto caccia bombardieri F-16
a sorvolare il cielo sotto il controllo diretto dei servizi segreti.
Dal centro della città sono sparite anche le cassette della posta
e i cassonetti dell'immondizia. Troppo forte il timore che potessero "ospitare"
ordigni pronti a esplodere.
A poca distanza dal centro attenzione
massima all'aeroporto Logan, quello dal quale partirono l'11 settembre
il volo 11 dell'American airlines e il 175 della United schiantatisi sulle
Torri gemelle.
Migliaia di militari della Guardia Nazionale e delle Forze armate americane
sono pronti a entrare in città in caso di necessità.
Per ora, comunque, i tremila agenti della polizia locale sembrano bastare.
Lavorano senza sosta, soddisfatti dell'aumento di stipendio ottenuto dal
sindaco Thomas Menino pochi giorni fa dopo due anni di vertenze. Troppo
imbarazzante, per le autorità cittadine, affrontare una protesta
dei sindacati di polizia proprio durante i giorni della convention. E
così l'accordo c'è stato, anche se al ribasso.
Le misure di sicurezza sono ovviamente massime nei dintorni del Fleet
Center, il palazzetto dello sport prestato alla politica che durante l'anno
ospita le gare Nba dei Celtics. Metal detector spuntano ad ogni cancello.
Le code sono lunghissime. Il vero terrore degli organizzatori della Convention
però sembra essere rappresentato dagli hacker. In molti temono
infatti che i pirati informatici possano sottrarre informazioni riservate
sulla campagna elettorale di Kerry, o addirittura mandare in tilt la complessa
struttura informatica che sta gestendo la Convention. In molti sperano
che la speranza racchiusa nello slogan di Kerry "Più forti
nella difesa interna" cominci ad avverarsi proprio da qui.
Avvenire 27/07/04
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