|
Nuova pagina 7
Cortellesi: la mina vagante
del sabato sera
Mentre su Raiuno debutta lo show abbinato alla Lotteria Italia, Paola
Cortellesi, novità tra le più attese del varietà di Morandi, ci parla
del suo ruolo. Gianni? È come lo conosciamo. Fiorello? Inarrivabile.
Biagi e Santoro? Assolutamente da salvare
Uno di Noi, lo show abbinato alla Lotteria Italia del sabato sera
debutta il 28 settembre su Raiuno. Un palcoscenico prestigioso per
Paola Cortellesi "esordiente di lusso", al fianco dei veterani Morandi
e Cuccarini, nello spettacolo più prestigioso della rete ammiraglia.
Ti
hanno descritto come una sorta di "elemento di disturbo" del grande
varietà?
«Più o meno sarà così: il mio ruolo è quello di far giocare Gianni e
Lorella; e a mia volta giocherò con loro. Si tratta di una parte a metà
fra l'umanistico e l'ironico, ma spero soprattutto che sia gradevole
per chi ci guarda».
Com'è il dietro le quinte del programma più atteso dell'anno?
«I rapporti sono belli e riusciamo anche a divertirci. Per vincere la
tensione ci mettiamo perfino a fare gli scemi durante le prove. In
particolare Gianni è come lo conosciamo tutti, simpaticissimo e comico
e ha un'infinità di aneddoti da raccontare».
Il tuo duetto con Fiorello in Stasera pago io ha fatto divertire
milioni di telespettatori.
«Se è per questo ha fatto divertire anche me. Con Fiorello ho provato
un senso di protezione totale; mi intriga tantissimo la sua capacità di
trasformare ogni battuta in oro. Lui rappresenta il rigore, la pulizia,
anche nell'immagine e nel rapporto con gli ospiti. In più è elegante e
questo si nota nella qualità dei numeri che mette in scena. Fiorello è
un po' il Walter Chiari dei giorni nostri, lo showman completo. Se
dovessi scegliere tre aggettivi per lui lo definirei: essenziale,
efficace, tagliente».
Uno di noi prende il posto dello show di Panariello che tante polemiche
ha suscitato. Tu credi che lui sia stato sacrificato in nome di una tv
meno 'deficiente'?
«Non voglio dare punti di riferimento né tanto meno fare nomi, comunque
non mi piace la volgarità gratuita. Facendo anch'io questo mestiere so
perfettamente quanto sia difficile fare comicità evitando di essere
volgari. Tuttavia non amo neanche quelle trasmissioni che speculano sui
dolori della gente».
La tua gavetta è stata il teatro. Qual è il tuo giudizio su programmi
come Saranno famosi o Operazione Trionfo?
«Secondo me si tratta di fenomeni di costume, di una moda e proprio per
questo è giusto che ci siano. Non va però dimenticato che esiste una
selezione naturale del talento».
C'è qualche programma che salveresti nella tv di oggi?
«Due a caso: Sciuscià di Michele Santoro e Il Fatto di Enzo Biagi. Sono
decisamente i miei programmi di approfondimento giornalistico targati
Rai preferiti.»
Torniamo a Uno di noi. Qual è l'ospite che vorresti in studio con tutte
le tue forze?
«La scelta è imbarazzante, ma se proprio devo faccio i nomi di Sting,
che ho già conosciuto e al quale ho anche cantato una sua canzone in
italiano, e Martin Scorsese. Intanto speriamo che venga Benigni: sono
pronta ad accoglierlo con una calorosissima stretta di mano».
|