Mai dire gol

Mai dire gol. E neppure Cortellesi

MILANO — «Sei contento?» E' bastata una battuta apparentemente banale per consegnare Paola Cortellesi all'olimpo dei nuovi comici. Per chi non fosse attento ai titoli di coda, Paola Cortellesi ha impersonato (meravigliosamente) Daria Bignardi a "Mai dire Grande fratello" e, per fortuna, continua a farlo a "Mai dire gol" (Italia 1, il giovedì alle 20,40). «Sei contento?» fotografa in tutta la sua distaccata essenzialità la disarmante modestia della presentatrice-intervistatrice, chiamiamola così, del «Grande Fratello».
Come ti è venuto in mente di 'beccare' la Bignardi?
«Mah... non è che l'abbia studiata granché... L'avevo proposta alla Gialappa's per il "Mai dire gol" di gennaio. Poi, quando hanno fatto "Mai dire grande fratello", mi hanno chiamato in tutta fretta: facciamola subito, hanno detto... Ci divertiva 'abbassarle' il livello. Lei che è così elegante, sobria, intellettuale... ci divertiva immaginarla arrabbiarsi come una bestia quando qualcuno diceva che Marina era più carina, oppure immaginarla in abiti sadomaso...»
E la presunta 'cotta' per Lorenzo?
«E' nata dal fatto che pronunciava 'Lorenzo' in un modo assurdo, che ci faceva ridere... Le abbiamo anche chiesto se avesse preferenze per qualcuno del GF, ma non ci ha voluto rispondere».
Allora si è fatta sentire...
«Sì, subito dopo la prima puntata. Mi ha telefonato e per prima cosa mi ha detto: "Sei contenta?"»
A "Mai dire gol" fai anche la cantante di jingle della bambola Trippi, un altro sketch esilarante. E' così vera che viene il sospetto che anche tu abbia fatto quel mestiere...
«Da piccola, avevo 13-14 anni, frequentavo gli studi di registrazione di Claudio Mattone, facevo di tutto perché ero brava a tirare fuori vocine, vocette... sono stata io a incidere la canzone del 'Cacao Meravigliao', quella di 'Indietro tutta'. Questa dei jingle è una cosa che mi fa ridere... non so, prendi la canzoncina dei 5 cereali. Mi immagino una band di rockettari brutti sporchi e cattivi che si mettono a cantare 'i 5 cerealiiiii'... Poi oggi i giocattoli sono sempre più complicati. Una volta c'era la Barbie e basta. Adesso invece ha tutti gli accessori possibili, persino le gemme tra i capelli! Diventano sempre più simili alle persone, tra un po' avranno anche i peli sulle gambe...»
A proposito: tu da bambina giocavi con le bambole?
«No, con le pistole. Avevo una sorella, ma aveva 7 anni di più. Allora giocavo con il fratello maschio...»
Cosa vuoi fare da grande?
«Ma sono già grande! La comica è nata per caso. Al Sistina avevo fatto un personaggio argentino, e sono finita a fare "l'argentina" a 'Macao' di Boncompagni. Poi è venuta la 'Posta del cuore' con la Guzzanti, "Teatro 18" con la Dandini, e alla radio ho lavorato con Vaime, che è un genio, a "Il programma lo fate voi"».
Che ne pensi dell'"Ottavo nano", in pratica i vostri concorrenti?
«Un bel programma. Corrado Guzzanti è un genio, Serena Dandini pure. Mi dispiace solo di non poter fare tutti e due i programmi».
Per "L'ottavo nano" ci sono state polemiche, s'è invocata la censura...
«Mah... una volta c'erano pochi programmi comici, oggi ce ne sono molti, qualcosa forse può risultare esagerato. Però non trovo mai cadute di gusto in Guzzanti. E poi, insomma, è tutto per far ridere un po' la gente, andiamo, è la cosa più sana che ci sia...»
Nessuno ha mai invocato la censura per te?
«No, ma una volta Dario Argento è arrivato arrabbiatissimo in studio, e ti garantisco che è molto peggio... A Teatro 18 imitavo la figlia. Ci rimase male. Salì sul palco protestando: "Mia figlia non è così volgare". E' vero che io continuavo a ripetere "'sti ca...", ma mi ero strettamente attenuta a quello che Asia stessa aveva detto in un'intervista. Comunque corsi a nascondermi nei camerini, lui con quegli occhi spiritati correva in giro a cercarmi dappertutto. Fermava quelli che incontrava chiedendo: Sei tu l'autore? E loro, vigliacchi, negavano...»

di Piero Degli Antoni

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