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Paola Cortellesi
TGCOM HA
INCONTRATO L'ATTRICE DI MAI DIRE GRANDE FRATELLO
Paola Cortellesi:
"Mascia
l'unica donna vera della Casa"
"Quest'anno i
ragazzi sono meno spontanei", dice
Paola Cortellesi, romana, classe 1973, comincia a
studiare recitazione nel 1993. L'anno successivo inizia la sua carriera a
teatro, dove continua a lavorare ancora oggi alternandolo con la tv e il cinema.
Artisticamente cresce con Sabina Guzzanti e Serena Dandini con le quali approda
sul piccolo schermo, ma il vero successo lo raggiunge con Mai Dire Gol e
Mai dire Grande Fratello, in onda su Italia 1, grazie alle sue strepitose
imitazioni, da Daria Bignardi a Mascia, da l'inviata di Michele Cucuzza al
ministro Moratti. TGCOM l'ha incontrata.
Cosa pensi del Grande Fratello e perché hai deciso di imitare proprio
Mascia?
Mascia è tanta, bella, simpatica, sensuale, provocante. Ha questa
femminilità tanto aggressiva ma nello stesso tempo io la trovo anche tanto
maschile, così compagnona e goliardica. Le piace stare con gli altri e fare
discorsi un po' da uomini. Ora, parlare di carisma è forse un po' troppo
azzardato, perché in fondo si tratta pur sempre del Grande Fratello, però lei
dimostra di avere una certa personalità. Poi, oltretutto, non credo che sia una
presenza fastidiosa per le donne. Ho visto la prima puntata del GF insieme ai
ragazzi della Gialappa's Band, con pizza e birra, e l'abbiamo notata subito.
Come fai a non notarla?
Quali differenze hai riscontrato tra i ragazzi della prima edizione del GF e
quelli di quest'anno?
Io guardo il programma tecnicamente e con occhi diversi da chi lo segue
per curiosità o per divertimento. E' chiaro che quelli di quest'anno sono più
consapevoli. L'anno scorso nessuno aveva idea del successo che avrebbe avuto. La
mamma, Emanuela per esempio, lei era molto consapevole di essere sotto le
telecamere. Pure troppo. E quando è così, da casa forse non ti piace più.
Vedi che non c'è naturalezza. Penso che paghi il fatto di essere tranquilli, di
lasciarsi andare e di stare lì così rilassati. Finisce così che quelli più
rilassati sono quelli che vanno avanti. La curiosità è verso un'umanità
credibile ed è tale quando i ragazzi se ne escono con cose tipiche della loro
età, ma che magari non si vedono normalmente in televisione. Per esempio:
Mascia che parla del "cric" fa ridere, detto da lei che ha la quinta
di reggiseno. Ma chissà quante altre ragazze lo dicono e ne parlano
abitualmente
Per chi fai il tifo? Chi vorresti che vincesse i 500 milioni?
Mascia di sicuro. Mi piace proprio, è come Taricone l'anno scorso.
Quando è uscita Serena, Mascia l'ha acchiappata, l'ha portata in bagno e come
una delle Pink Ladies di Grease, e l'ha truccata. Come a dire: Sì, vabbè esci,
ma almeno il mascara te lo vuoi mettere? E poi credo che lei quei soldi li
spenderebbe bene.
Parliamo delle tue imitazioni. Cosa ti fa decidere per un personaggio
piuttosto che per un altro? Quali sono le caratteristiche che ti colpiscono?
In certi casi rimango colpita da un vezzo, da un piccolo dettaglio che mi
diverte e che mi diverto a rappresentare. Per esempio Silvana, l'inviata di
Cocuzza, è un personaggio che non esiste, ma che ben rappresenta quel mondo
televisivo, quel genere di programmi e quel tipo di giornaliste. Una Bignardi
sado-maso in realtà non esiste. E' una parodia dell'impossibile, ma è
divertente. L'imitazione della Moratti, invece, sebbene a Mai dire Grande
Fratello, o Mai dire gol, non facciamo satira politica, è importante. Questo è
un momento in cui c'entra. Ci sono un paio di cose, che la Moratti va dicendo,
che ti fanno pensare. Sai, io ho frequentato solo scuole pubbliche, appartengo a
quella minoranza di esseri "primitivi".
Se fossi obbligata a vivere cento giorni in una Casa con altre dieci persone,
con chi sceglieresti di essere rinchiusa?
Soffro di claustrofobia e quindi non lo farei proprio, ma se ci fossi
costretta, allora vorrei essere rinchiusa insieme a dei grandi, che sotterrerei
di domande, per imparare cose nuove e per conoscerli meglio. Personaggi come
Martin Scorsese, Monicelli e, se fossero ancora vivi, Prokofiev, Anna Magnani,
Totò, e così via. Entrerei con carta e penna e cercherei di fare quante più
domande possibile.
La comicità femminile. E' ancora difficile accettare un comico donna. Cosa
ne pensi?
Penso che sia vero, ma che non sia necessario andare a cercare una
parità in questo senso. Di sicuro la donna è più adatta a parti femminili,
sensuali, romantiche. Poi c'è chi ne è privo, come me. Comunque io non faccio
cabaret e nei ruoli che mi invento non interpreto me stessa. Posso parodiare,
posso mostrare il lato grottesco di un certo costume italiano, come quello
affrontato nel personaggio
Il 2001 è stato per te un anno molto importante. Hai lavorato su vari
fronti: cinema, teatro, televisione. Il film, Se fossi in te, ha avuto un
ottimo successo di pubblico e critica. Che esperienza è stata?
E' stato molto divertente. Ho lavorato con Fabio De Luigi e Gioele Dix,
che sono cari amici, prima che colleghi. Il ruolo poi era carino. Era una
commedia sobria e io mi sono sentita molto a mio agio, grazie anche a
Manfredonia (il regista, ndr). Fare l'attrice, recitare, non significa
sempre essere a proprio agio. Anzi. Dalle situazioni di tensione e di sfida si
impara sempre tanto. Per esempio quando lavoro in teatro, sono sempre tesa.
Anche se ripeto uno spettacolo per due mesi consecutivi, non smetto mai di stare
in tensione. E mi piace.
Nella scora stagione hai preso il posto di Teo Mammuccari alla conduzione di Libero
su Raidue. Hai dovuto sopportare paragoni, giudizi, critiche?
Il paragone è durato molto poco. Io sono una donna e sono dieci anni
più giovane di Teo. Lui è un grande showman ed è colui che in un certo senso
si è inventato il programma, con Giovanni Benincasa. Hanno chiesto a me di
farlo proprio perché molto diversa da lui. E' andata bene. Mi sono divertita a
giocare con le voci e con i personaggi. Se avessi dovuto fare come lui, prendere
in giro o distruggere qualche personaggio, non avrei mai accettato, perché non
ce l'avrei fatta.
E' un'esperienza che ripeteresti?
Credo che Libero sia un'esperienza chiusa. Non lo rifaranno e se dovessero
cambiare idea, mi piacerebbe lo affidassero a qualcuno di ancora più giovane.
Stai girando un film con Carlo Mazzacurati. Quando uscirà nelle sale?
Il film è quasi terminato. Mancano solo due scene che gireremo non in
Italia. Non so quando uscirà. Lavorare con Carlo e con Fabrizio Bentivoglio è
stato fantastico. Ecco, sono altre due persone con cui mi farei chiudere in
casa. Ho imparato tante cose da entrambi. Carlo è un regista discreto ma
preciso, sa quello che vuole da un attore e lo pretende. Fabrizio può fare
quello che vuole. Io non posso che stimarlo immensamente. Il film è la storia
di Guido, un uomo adulto, non vecchio, ma adulto, che da giovane è stato un
playboy. Finisce con l'innamorarsi di Antonella, che sono io, una ragazza molto
più giovane che ha una bambina. Si amano, e ne combinano di tutti colori
insieme. Carlo è bravissimo a raccontare le vicende di queste vite
"basse", un po' miserabili povere. I due sono sconclusionati e
finiscono tutti soldi che hanno, così tentano una rapina all'IKEA. Lui viene
preso e chiuso in galera. Non ti racconto come va a finire.
Quali programmi hai per il 2002?
Ancora niente di definitivo. Tutto in embrione. Una cosa che mi
piacerebbe fare è il teatro. Con la mia compagnia di Roma. E' una compagnia
molto off e lavoriamo insieme da quando avevamo 18 anni.
FONTE BY: TGCOM.IT
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