GIORNALE DI VICENZA

GIORNALE DI VICENZA

Abbiamo incontrato Paola Cortellesi, personaggio-rivelazione del 41° 
Oscar della Tivù. L’esordio come corista in uno spettacolo di Baudo, 
poi «Macao» con Boncompagni, tanto cabaret con la Dandini sino 
a «Libero» dove è subentrata a Mammucari. «Chi non ha gradito gli 
scherzi? Asia Argento»
Va bene la tivù, ma la radio...

Roma. Ventotto anni, romana, Paola Cortellesi personaggio rivelazione 
dell'anno al 41°Oscar della tivù, si gode il suo momento di 
celebrità. 

«Sono sincera - afferma l'attrice - quando è uscita la 
notizia di "Libero" ero scoraggiata dai continui confronti con Teo 
Mammucari. Forte del mio temperamento, ho sorvolato sui timori con una 
considerazione: ognuno ha la propria personalità. Teo è straordinario 
nel suo genere, io ho dimostrato di essere diversa, forse altrettanto 
straordinaria, ma sicuramente con un'altra verve e un altro spirito». 


Le difficoltà iniziali. 
«Mi è sempre piaciuto sperimentarmi in cose diverse. La gente ama gli 
scherzi e io, armata di tanto coraggio e di un pizzico di imbarazzo 
iniziale, a poco a poco mi sono sciolta riuscendo a confezionare un 
programma divertente e anche diverso per stile, musicalità e toni da 
quello dello scorso anno». 


Perchè tante titubanze? 
« Non credevo che il programma mi appartenesse. Quando poi Giovanni 
Benincasa mi ha chiamato e mi ha detto che avrebbero voluto comporre un 
programma adatto alle mie capacità, allora ho accettato pensando che 
sarebbe stato bello fare le cose che non possono funzionare in Rai...». 


Lei in passato ha imitato tanti personaggi: qualcuno se l'è presa 
troppo? 
«Daria Bignardi si è divertita e insieme abbiamo lavorato anche in uno 
sketch. Asia Argento non ha gradito mentre, l'inviata invadente di 
Cucuzza in realtà è un mix di tante inviate. Io reinvento i personaggi, 
non li imito. È per questo motivo che posso entrare nelle vesti di 
Jennifer Lopez e di Britney Spears». 


Chi stima tra gli imitatori? 
«Quelli della Gialappa’s sono miei amici oltre che bravissimi comici. A 
questo gruppo devo molto. L'esperienza a "Mai dire gol" è stata 
efficace. Nutro una profonda ammirazione anche per i fratelli 
Guzzanti». 


Come è arrivata i televisione? 
«Quasi per caso. Nel 1997, sono stata notata mentre cantavo nel coro 
del musical di Pippo Baudo, "L'uomo che inventò la televisione". 
Boncompagni mi chiamò per sostenere un provino. Andò bene. "Mai dire 
gol", poi "La posta del cuore" di Sabina Guzzanti, nei panni della 
seduttiva Ameba Ruffo e, ancora, "Teatro 18" con Serena Dandini. Il mio 
maestro? Enrico Vaime con il quale ho condotto "Il programma lo fate 
voi" a Radiodue. La radio, insieme al teatro, è il mio grande amore«. 


Ama anche il cinema? 
«Moltissimo. ho fatto parte del cast di "Chiedimi se sono felice" di 
Aldo, Giovanni e Giacomo ricevendo grosse soddisfazioni. Adesso sta 
andando molto bene il film di Giulio Manfredonia, "Se fossi in te", con 
Emilio Solfrizzi, Gioele Dix e Fabio De Luigi. Una commedia sofisticata 
e divertente dove tre uomini, insoddisfatti della propria vita, 
decidono di cambiarla». 

 


Lilia Gentili

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