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Corriere
della Sera "Faccio ridere come se fossi tra amici" Paola Cortellesi: la mia comicità è istintiva, nessuno si arrabbia e mi pagano pure ROMA - Il successo può avere un sapore anche tardo-infantile. Chiedere per conferma a Paola Cortellesi, 27 anni, spiritosa romana filiforme, che molti ritengono il nuovo astro nascente della comicità televisiva al femminile. In "Libero" il programma reso famoso l' anno scorso dal "malvagio" Teo Mammucari e in cui, coccolata dagli ascolti e dalla critica, ha esordito mercoledì scorso su Raidue, Paola ripropone in modo più smaliziato uno dei divertissment favoriti al tempo delle mele: lo scherzo telefonico. "Sì, quando i miei erano fuori casa, mi trovavo con le amiche e si passava il pomeriggio chiamando questo e quello. C'era da morire dal ridere... Oggi è un po' la stessa cosa, soltanto che mi pagano, non c'è il rischio di prendere scapaccioni e qualcuno dice pure che sono brava". Maglietta, jeans, giubbotto di pelle, telefonino impertinente con la suoneria di Charlie' s Angels, la "cattiva" ragazza che ha fatto il verso a Daria Bignardi (aumentandone la popolarità) e ha arricchito la galleria dei Gialappa interpretando Silvana, inviata speciale svagatamente trash e Mapi, fidanzata annoiata di calciatori allegramente cornificati, riceve nell'arena vuota degli studi De Paolis, dove domani sera riproporrà la seconda puntata di "Libero" in Cortellesi-style. Per l'occasione alzerà il tiro degli scherzi, ballerà ancora più sgangheratamente con l'attempato corpo di ballo, si muoverà con provocatoria agilità fra le teste delle comparse interrate per misteriosi motivi alla maniera degli Apache. E forse alzerà ulteriormente anche gli ascolti. Allora Paola, condurre "Libero" è un po' come fare carriera tornando ragazzina. "Straordinario. Sono riuscita perfino a cantare quei motivetti kitch che nei primi anni '80 accompagnavano i cartoons giapponesi. Quelli della mia generazione sono cresciuti mangiando merendine e ascoltando le tremende colonne sonore interpretate in originale da "I cavalieri del re". Sogno ancora di incontrarli". Dopo il "Scei contentoo?" della Bignardi, le comparsate con la Gialappa e la conduzione di "Libero" dicono che lei abbia un futuro radioso. Dia una definizione del suo umorismo. "Non ne sono capace. Gioco con l'istinto, dico cose che mi divertono, come fossi fra amici a una cena. Credo funzioni molto più che programmare e razionalizzare troppo le battute". Lei ha cominciato cantando a 13 anni "Cacao Meravigliao", sigla di "Indietro tutta", ha fatto teatro ma ha sfondato in tv. Le piace davvero la televisione di oggi? "Mah, insomma... La mia fortuna, pur non avendo fatto molto, è d'essere capitata in trasmissioni che mi piacciono e che avrei visto anche da spettatrice". Parliamo invece dei molti orrori: che cosa la disgusta? "Le esibizioni gratuite di miseria e difficoltà. E' spregevole strumentalizzare situazioni imbarazzanti per commuovere o attirare l'attenzione". Nomi e cognomi, prego. "Non mi va e poi queste cose si trovano dappertutto. Anche in certi talk-show". Con le aspirazioni di cantante e di attrice teatrale ha chiuso? "Mi piace la musica: avevo anche un gruppo rithm and blues e io cantavo quasi, molto quasi, come Aretha Franklin. Alla fine abbiamo litigato e la band si è disfatta come nel film The Commitments". E il teatro? "Faccio tuttora parte della compagnia drammaturgica "Area Teatro". Fra i miei compagni c'è Claudio Santamaria, uno degli attori de "L'ultimo bacio" ed era in lizza per il Donatello". Ci parli dei suoi miti. "Potrei dire Woody Allen ma non è un grande sforzo. Preferisco stare in Italia e fare due nomi: Totò e Anna Magnani. Insieme, nella parte di due sfigatoni in "Risate di gioia" di Monicelli, sono semplicemente stratosferici. Un esempio di umorismo amaro d'alta classe". C'è un'ampia letteratura sulla rivalità in tv. Detesta o invidia in modo particolare qualche sua collega? "Spiacente di deludere: no. Ne stimo invece molte: Anna Marchesini è la caposcuola. Sabina Guzzanti una gran professionista. Straordinarie Marina Massironi e Luciana Littizzetto che è pure una cara amica e che presto conto d'avere ospite a "Libero". Una speranza di tarda primavera? "Sta per uscire "Se fossi in te", film carino dove ho come partner Gioele Dix. Spero piaccia". Gian Luigi Paracchini |