Tra il dire e il fare c'è di
mezzo "e il".
Elio e le Storie tese ("Carro")
IT'S
TIME TO GO!
Salve ragazzi! Per citare l'Ulisse di Joyce, "Come va?".
Da oggi, fino a non so quando, curerò lo spazio musicale di questo
simpatico sito che parla di un simpatico gruppo di simpatiche persone.
Vi aspetterete quindi uno simpatico a scrivere su questo sito, se 2+2
fa 4. Proprio così! Chi vi scrive viene descritto dal webmaster
di codesto sito come uno che non riesce a stare cinque minuti serio.
Ed è vero. Ma quando si parla di musica so esserlo, anche per
un discreto lasso di tempo.
Ma veniamo a noi. Innanzitutto perché
"It's time to go"? I fans più sfegatati dei Pink Floyd
lo avranno già capito. "It's time to go" è una
frase assai ricorrente nei pezzi di Roger Waters e soci come "Point
me at the sky"o"Comfortably numb", e resta un mistero
che il gruppo non ha mai svelato. E dato che il mistero ce piace e,
specie nella musica, è molto affascinante, l'ho messo come titolo
di questa rubrica. D'altronde chi non è mai restato colpito dalle
ghost track degli album (e in questo Elio e le storie tese sono maestri)
o dalla leggenda che alcuni testi dei Beatles letti al contrario contengano
messaggi satanici?Per non parlare dei Black Sabbath, sputtanatissimi
o sempre di Elio, di cui segnalo il simpaticissimo messaggio satanico,
presente sull'indimenticabile primo album "Elio Samaga Hukapan
Kariyana Turu"? Ringrazio il mio amico Giuseppe Lisi, uno dei massimi
esperti salentini in materia di Pink Floyd, nonché fine conoscitore
di musica decadente.
Spiegato il perché del titolo,
continuiamo a parlare di musica. Questa rubrica presenterà settimanalmente
(o quasi) delle recensioni su nuovi album o su concerti che ho visto
o più in generale su novità nel mondo della musica. C'è
però una limitazione: non aspettatevi che vi parli di Britney
Spears, Cristina Aguilera, Tiziano Ferro, Ramazzotti o altre menate
del genere Per quelli basta guardare cazzate tipo "Top of
the pops" o altro pattume catodico.
Il 2003 è stato di certo un anno
che ha proposto tante novità ma che ha soprattutto visto il ritorno
sulla scena di tanti protagonisti che si erano momentaneamente allontanati
dalla scena. In Italia qualcosa si muove certo, ma se in classifica
continuano a trovarsi Tiziano Ferro (per favore, qualcuno lo abbatta
quando canta quello strazio di Sere nere), Gigi D'Alessio, Ramazzotti,
Nek, Renato Zero, qualcosa non va, la gente compra poco e male.
Ma qualcosa c'è: il disco di Elisa non è male, i Linea
77 spaccano, Marco Parente è una rivelazione assoluta, i Perturbazione
ricordano il senso del paradosso del primo Silvestri, per non parlare
del solito Roy Paci che con i suoi Aretuska ha confezionato un nuovo
disco capolavoro. E tutta la scena ska italiana è in grande fervore.
Vi segnalo tra i nuovi, i Madagaskà, potente gruppo ska lucano,
gli Amanita Muscaria, milanesi, gli Skagnozzi, di Siena, Spasulati Band,
i Kontea, che traggono ispirazione dai mitici Skatalites, i Boo-Boo
vibration, ottimo gruppo reggae da Lecce, ma che suona stabilmente qui
a Bologna e tanti altri, il rock raffinato degli Evagarde, sempre da
Lecce (scena che conosco bene visto che sono salentino), che hanno ottenuto
importanti riconoscimenti nazionali.
Purtroppo sono nomi che navigano nella semi-oscurità dell'autoproduzione,
vuoi perché non vogliono sputtanarsi per una multinazionale,
vuoi perché (soprattutto) perché le varie Universal, Bmg,
Virgin preferiscono puntare su artisti più commerciali o bamboline
simil Britney Spears o bambocci inutili e coglioni tipo quel pirla che
canta Verofalso .puah!
Si parlava di questo 2003 che a livello
internazionale è stato molto fertile di nuovi prodotti. Mi piacerebbe
stilare una classifica, dalla 15 alla 1, dei dischi che hanno segnato
quest'anno appena passato, con una breve recensione. Sono tutti dischi
che ho ascoltato,chiaramente, nei modi più disparati: comprandoli,
masterizzandoli, scaricandoli, ascontadoli da Nannucci o dalla Virgin.
Allora, siete pronti?!Via!
15 DARKNESS - PERMISSION TO LAND
Eccola qua, con tanto di "parental
advisory" l'ultima (e più clamorosa ) sorpresa d'Inghilterra.
Altro che mal di vivere, nichilismo, spleen. I Darkness, in "I
believe in a thing called love" cantano la gioia dell'amore, senza
parodie, falsi messaggi o finti pudori. L'album al primo ascolto suona
un po' come un cazzeggio organizzato, qualche accordo imparato in un
giorno e via, ma è potenzialmente un album che potrebbe sfornare
tutti singoli: vortici di riff, sezione ritmica con poca fantasia ma
tanta pompa, un cantante con falsetti e vezzi glam, lontanissimo dal
pop finto glamour degli Ark ma molto più vicino al Noddy Holder
anni '70 degli Slade che cantava "Coz I luv you". Notevoli
"Get your hands off my woman" e la conclusiva "Holding
my own, un vero e proprio inno all'onanismo. Bene, bravi, bis.
7
Se ti piacciono ascolta anche:
Queen * Sheer heart attack
Slade * Slayed
LINK: www.thedarknessrock.com
14 mars volta - deloused in the comatorium
Conosciuti per molto tempo come band
di supporto dei Red Hot Chili Peppers. Con questo disco assurgono a
band autonoma e con un sound potente e vagamente stoner. E'un disco
complesso, definito dall'autorevole "Rolling Stones" "miscellaneous":definizione
che c'azzecca in pieno. Di partenza è hard rock ma si affacciano
anche intarsi reggae, squarci art-metal, virtuosismi da rock progressivo
(tentate Petruccianate!). E a volte si poga. Devastante "Roulette
Dares", vicina al melodramma elettrico dei Muse.
La ballata "Eriatarka"offre crepe di metal anni 80. Emoziona
e stupisce "Cicatriz Esp", annegata tra il nu-metal e l'ambient.
Tornata in superficie,un samba elettrico .Stupefacenti in
tutti i sensi!Sembra (e probabilmente lo è)un disco fatto dopo
una dose massiccia di skunk.
8 (10 alla roba usata !)
Se ti piacciono ascolta anche:
Muse * Origin of simmetry
Led Zeppelin * IV
LINK: www.goldstandardlabs.com/marsvolta/
13 MUSE - ABSOLUTION
Sono tre i Muse ma a sentirli suonare sembrano i Police: tutt'altro
genere bene intesi, ma come Sting e soci sembrano un esercito di musicisti
a sentirli suonare. L'apocalisse sonora che si scatena all'ascolto di
questo strepitoso cd nasce dalla rabbia per un'altra apocalisse, quella
che si scatenava in Iraq. Nel primo pezzo "Apocalypse please"
Matthew Bellamy canta il bisogno di un risveglio generazionale in un
crescendo armonico di chitarre distorte, pianoforte, basso, batteria,
sintetizzatori (vedi Flavio Premoli, PFM), al servizio di un formidabile
saliscendi vocale in falsetto. Anche "Time is running out"
esprime l'urgenza di ribellarsi al sonno della ragione ( il nostro
tempo sta per finire/non puoi ficcarlo sottoterra/non possiamo fermarlo
urlando ). Più pacata "Sing for absolution", ballata
alla Coldplay. Absolution è un opera sontuosa, travolgente, monumentale
a tratti, mai banale.
Piccolo paradiso dello spleen. Raccomandata per quelli "profondi".
8.5
Se ti piacciono ascolta anche:
Radiohead * The bends
JJ 72 * To sky
LINK: www.muse-official.com
12 SIZZLA - RED ALERT
Da dieci anni è l'artista reggae più ascoltato, discusso
e controverso. Niente e nessuno sembra in grado di fermarlo. Sizzla
continua a pubblicare dischi a ritmo vertiginoso. "Red Alert"
si va ad aggiungere a una carriera luminosa, ricca di successi e di
prestigiose collaborazioni. Il disco è molto vario come nel più
classico stile Sizzla: rocksteady, roots, un pizzico di ska vanno a
condire un disco esplosivo dove episodi quali "Burn the herb",
"Stay clean" e "Beautiful" dimostrano quanto Sizzla
sia ancora capace di restare al centro del ring, o meglio della dancehall,
al pari dei suoi "compari" Buju Banton, Anthony B, Capleton.
Da segnalare,sempre di Sizzla, delle splendide interpretazioni di famose
riddim quali tribal war, angel, cuss cuss che troverete facilmente su
internet. Se trovate difficoltà chiamate il "winmixxaro",
cioè io.
8
Se ti piace ascolta anche:
Ward 21 * U know how we roll
Villa Ada Posse * Musically
LINK: www.jetstar.co.uk
11 joe strummer - streetcore
Così Joe stava tornando ai Clash: ma un tristissimo 22 dicembre
del 2002 Strummer è morto senza riuscire a cambiare il mondo.
Ma il suo spirito da "barricadiero" resta vivo ancora: "Coma
girl" è un salto nel tempo: sembra di essere dentro London
Calling. Con il reggae urbano di "Get Down Moses" si torna
ai tempi di Black market. Per Joe le strade bruciano ancora ("Burnin
streets") come ai tempi di London's burning. Qualcosa è
cambiato, certo:meno rabbia e più consapevolezza. Quella consapevolezza
che lo spinge a riscrivere in versione acustica "Redemption song"
di Bob Marley. Chiude una lungimirante country-ballad come "Silver
& Gold". E quello che resta è l'immagine di un city
cocker maturo. I Clash del duemila avrebbero suonato così. Forse.
8+
Se ti piace ascolta anche:
Clash * London Calling
Negazione * Tutti pazzi
LINK: www.hell-cat.com
10 yeha yeah yeahs - fever to tell
La 23enne Karen O scandalizza con le sue travolgenti trasgressioni:
entra in scene con calze a rete strappate, vestita solo a metà,
sputa sul pubblico, si mette ripetutamente le mani nella patonza, si
lecca le zizze. Ma gli altri due componenti, Nicolas Zinner e Brian
Chase non sono da meno con la musica. Poco più in là gli
Strokes fanno sfracelli (e ad aprire i concerti degli Strokes erano
proprio gli Yeah Yeah Yeahs). Grazie alle loro performance dal vivo
il trio si è guadagnato un posto al sole sulla scena di questo
2003 newyorchese particolarmente prolifico. Un gran riff, un giro di
basso indovinato, e un batterista che picchia sui tom ed ecco "A
date with the night", singolo devastante al primo ascolto e sempre
più convincente ai successivi. Disco brevissimo, ma non è
punk, è qualcosa di più eterogeneo che spazia dall'hardcore
allo skate-punk per arrivare allo sperimentale più puro. "No
No No" racchiude bene questo meltin'pot. Ha per caso riaperto la
Factory di Andy Wharol?
9-
Se ti piace ascolta anche:
Strokes * Is this it
Television * Marquee moon
LINK: www.yeahyeahyeahs.com
9 radiohead - hail to the thief
Il titolo è ispirato (anche se la band del leggendario "Ok
computer" nega) a uno slogan dei contestatori all'indomani della
controversa elezione di Bush). L'album è il sesto della clamorosa
saga Radiohead. La frase del titolo è nascosta tra i versi del
primo brano, "2+2=5", una lapidaria epigrafe che introduce
il tono dell'album: "Sei un tale sognatore da mettere il mondo
pre il verso giusto?Io starò a casa per sempre dove due più
due fanno sempre cinque". Nel disco ci sono di nuovo molte chitarre,
ma anche dissonanti e spigolosi suoni elettronici che talvolta rasentano
il disturbo fisico ("The gloaming"). Anche la luna ("Sail
to the moon") di rivela un rifugio amaro, lugubre, per malmessi
sopravvissuti e sopravviventi. Ma la,luna potrebbe anche simboleggiare
l'infanzia,rifugio sicuro.
Nel disco non c'è alcuna consolazione. Se Ok computer lasciava
spazi di interpretazione più ampi e ci regalava attimi dolcissimi
come "No surprises", l'ultimo lavoro di Yorke e band ha un
rigore che non accetta cedimenti. In "Backdrifts" Thom Yorke
canta: "Siamo tutti marci". Fuori dal rifugio creatosi ci
sono solo ladri, succhiatori di sangue, o famelici lupi ("A wolf
at the door"). Il disastro incombe, non c'è niente da fare.
Decadente. Baudelariano.
8-
P.S. 2 al commento sui Coldplay: "Fanno musica da salotto che si
ascolta nei loft sorseggiando Chardonnay davanti a un risotto, tipo
Norah Jones o Dido. Abbassa la cresta, vendendo milioni di dischi non
si diventa superuomini.
Se ti piace ascolta anche:
Radiohead * Ok computer
Tim Buckley * Starsailor
LINK: www.radiohead.com
8 ben harper - diamonds on the inside
Toh chi si rivede il ragazzo che suona la chitarra in orizzontale
giunge al suo quinto album in studio e si presenta con un singolo "positive
vibration", reggae strumentale, hammond sinuoso: "With my
own two hands", che appare come manifesto programmatico del suo
credo artistico, umano e umanitario. Ottima anche la title track, imprevedibile
ballata dylaniana molto radiofonica. Tante sono le sorprese che l'artista
di Kingston offre ai fan. "When she believes", sostenuta da
fisarmonica e orchestre, ha il sapore di una musica parigina immersa
tra Mont-Martre e i suoi pittori, "Brown eyed blues" e "Bring
the funk" hanno il sapore di omaggi galvanizzati a Stenie Wonder.
E tutto intorno riecheggiano delizie acustiche e galoppate elettriche,
voci d'angelo e sussurri dell'anima. Un disco mai banale, a tratti intimo,
da ascoltare con calma. Non ve lo consiglio per una canna, troppo elaborato,
l'orecchio presta troppa attenzione, il cervello non si libera.
P.S. Ho avuto la fortuna di vedere Harper dal vivo. A parte il prezzo,
un grande.
9+
Se ti piace ascolta anche:
Jack Johnson * Brushfire Fairytales
Pearl Jam * No Code
LINK: www.benharper.net
7 SUD SOUND SYSTEM - LONTANO
Ritorno in grande stile per "li vagnuni" di San Donato di
Lecce (alto Salento, 2 km da casa mia ), paese che ha dato i natali
anche a Fabrizio Miccoli, il "Romario" del Salento e Pasquale
Bruno, indimenticato stopper fine ed elegante, detto 'o animale, che
vanta il record di maggiori espulsioni in un singolo campionato
Ma uscendo dall'excursus, ben figurano i Sud nella nuova scena reggae,
loro che sono tra i pochi gruppi di successo a cantare in dialetto,
(vedi anche Pitura Freska), con collaborazioni di tutto rispetto (Africa
Unite, Villa Ada Posse, Almanegretta, i primi Articolo 31 ). Il
gruppo del primo "Tradizioni", storica icona del reggae italiano,
datato 1991 (tra i pochissimi casi di disco con etichetta indipendente
a superare le 250.000 copie) si è andato via via scremando e
ora vede la presenza di tre voci(Don Rico, Terron Fabio e Papa Gianni),
batteria, basso, chitarra, tastiere e la preziosa collaborazione di
un re delle dance-hall italiane come Dj War. L'arpeggio di chitarra
di "Le radici ca tieni" che apre l'album ricorda "Crueza
de ma"di De Andrè, e nel pezzo viene sottolineata la multiculturalità
di questa terra, porta d'occidente, che ogni anno vede l'arrivo di molti
popoli diversi, ma che rappresenta un eccelente caso di integrazione
multirazziale.
Il raggamuffin dei Sud brucia di coerenza, come in "Lu salentu
brucia", e ora è ancora più robusto, popolare e splendente.
I Sud si mostrano da sempre anche sensibili ai grandi temi (collaborano
anche con il "Manifesto") e in "La gente povera"
sferrano un deciso attacco ai potenti del mondo ("le mani loru
l'ha guardare, suntu sporche de lu sangue te la gente ca sta more").
Con "Vita mia" ricordano i "Third World", il David
Bowie reggae o "Don't look down"di Iggy Pop.
Ottimo disco quindi, anticipato da una grandiosa presentazione live
alla tenda Estragon il giugno scorso, dove hanno rivisitato anche pezzi
storici come "Erba erba" in chiave hard-core. Stupefacenti in
tutti i sensi
9
Se ti piace ascolta anche:
UB 40 * Signing off
Africa Unite * Mentre fuori piove
LINK: www.sudsoundsystem.com
6 roy paci & aretuska - tuttapposto
La voce suona potente come quella del Padrino: "Com'è picciotti,
tuttapposto?". Segue risata satanica, e via con la musica: classico
"Ciuri Ciuri" servito in salsa ska, con una brass section
dirompente e un'energica chitarra in levare. Inizia così il secondo
disco da titolare del campagnolo Roy Paci, la tromba più richiesta
d'Europa (da Manu Chao a Capossela) finalmente libero di impegnarsi
a tempo pieno su un progetto che gli calza a pennello come il gessato
proverbiale che esibisce nei live. Nei 15 scoppiettanti pezzi, si mescolano
mille generi che creano un effetto "miscellaneous" molto gradevole:
rocksteady, reggae e ska su tutti ma anche swing, jive, shuffle, folk,
marcette, patchanka degna della Mano Negra (v. il singolo "Yettaboom")
e soprattutto buongusto. Roy sfodera una voce corposa e autorevole e
virtù di bandleader incontenibile, capace di condurre i suoi
ospiti (Tony Scott, Cristina Cavalloni) verso impressionanti vette creative,
tra brani originali e cover preziose.
Dal vivo poi (strepitosa una sua recente esibizione al Tpo) è
un mostro, suona la tromba divinamente e ha una sezione di fiati allucinante,
da brividi, corroborata da un ottimo bassista e da discrete percussioni.
Tutti rigorosamente in gessato nero, camicia bianca, cravatta e occhiali
neri. Bonjour finesse.
9.5
Se ti piace ascolta anche:
Skatalites * Ball of fire
Manu Chao * Radio bemba sound system
LINK: www.etnagigante.com
www.aretuska.com
5 strokes - room on fire
Il disco più atteso e più chiacchierato del 2003 dura
31 minuti e contiene 11 tracce che sono potenzialmente 11 singoli. Basta
ascoltare due volte l'album e le canzoni ti si sono già infilate
sotto la pelle. Gli Strokes masticano idee a ritmo vertiginoso. Poi
le infilano in canzoni brevissime (Reptila, Automatic stop, 12:51).
In due minuti e mezzo citano di tutto, da Lou Reed alla Motown, e raccontano
New York con la stessa indolenza colta dell'era Velvet Underground.
Rispetto al cd d'esordio i ritmi sono rallentati, ma l'effetto finale
è ancora più ipnotizzante. Se vogliamo prendere un singolo
di riferimento dell'abbagliante "Is this it?"credo che "Last
night" (meraviglioso viaggio negli anni'70 con ritmi da festicciola
al college) vada bene. L'acceleratore va giù solo alla fine (I
can't win) e va giù duro. Suonano meno "garage" dei
White Stripes, ma alla fine è proprio la loro falsa serenità
a stravolgere le regole. Un po' come i Velvet di "Waiting for my
man": non rabbia ma inquietudine. Il tempo è dalla loro
parte. Piccoli geni crescono.
9.5
Se ti piace ascolta anche:
Velvet Underground * The Velvet Underground & Nico
Libertines * Up the Bracket
LINK: www.thestrokes.com
4 white stripes - elephant
Elephant. Fatto in due settimane nei
Toe Rag studios di Londra. Costato poco meno di 20.000 euro. Copie in
vinile per la loro promozione. Loro che in copertina sembrano la parodia
di un duo country sfigato del Tennessee. Persino una cover di Bacarach
(I just don't know what to do with myself). Ma sarà tutto così
semplice così sembra? Dove comincia la farina del loro sacco
e finisce il revival del power punk, del garage? Sara vero ciò
che dice Jack dice, "avevo opinioni che non stavano in piedi, avevo
un cervello che sembrava una frittella"? Di sicuro c'è che
questa poltiglia di modernità e di vecchiume (la quasi soffocante
apertura di "Seven Nation Army", con il riff che Kurt Cobain
non ha mai scritto, o una traballante ballata come "You've got
her in your pocket") suona come deve suonare: rapida come un treno
in ritardo, coinvolgente come un gol della tua squadra del cuore all'ultimo
minuto contro la Juve. Tossica, di certo, ma solo per chi non usare
questi ingredienti. Magari i nuovi eroi del garage in bianco e rosso
non faranno miracoli, magari (nessuno glielo augura) finiranno nel marasma
di gruppi come Hives, The Ataris. Intanto si beccano gli applausi dei
Radiohead, dei RHCP, degli U2 e udite udite di Elton John. Un paio d'anni
fa avrebbero riso a una notizia del genere, giudicandola come la stronzata
di un vecchio ubriaco. Ora pure ridono. Ma sopra.
10-
Se ti piace ascolta anche:
Wayne Kramer * The hard stuff!
Foo Fighters * There's nothing left to lose
LINK: www.whitestripes.com
3 CARMEN CONSOLI - L'ECCEZIONE
Come I Traffic e I Fairport Convention negli anni '60, come gli Zeppelin
del terzo album: che ad un certo punto decidono di scappare dalla città
, ritirandosi dalla in campagna e nella vita in comune per spremere
da sé i migliori succhi creativi e assecondare la suggestione
arcana dei luoghi. Carmen Consoli e la sua band hanno sperimentato qualcosa
di simile, asserragliandosi per un anno in un casolare alle pendici
dell'Etna. E così sono la natura e le stagioni siciliane, piogge
primaverili, estati assolate e inverni nostalgici, a dettare ritmi e
umori dell'album, a generare le sue variegate tonalità cromatiche,
a suggerire un passo mediamente più disteso e riflessivo che
nei dischi precedenti.
Carmen abbina magicamente dialetto catanese ed ambientazione popolaresca
ad un un'elettronica lo-fi molto alla moda ("Masino") oppure
trasporta in Brasile la saudade e l'umanità operosa sicula al
ritmo di una bossa nova mixata, unendola a un cool pop che ricorda gli
Style Council o i primi Everything but the girl ("Pioggia d'Aprile";
il successo di "Parole di Burro" ha evidentemente aperto un
nuovo orizzonte stilistico).
Un sottile filo segna quest'album, pervaso per gran parte da un senso
di nostalgia per la caducità effimera della vita: dissimulato
però sotto diverse sembianze. Spiazzante è "Matilde
odiava i gatti" distesa su un alienante loop robotico e furibonde
distorsioni chitarristiche quasi hard-core punk italiano anni '80 (aleggiano
i fantasmi nabatiani). Più nello stile Consoli 2000 è
"Moderato in re minore", adagiata sugli archi e i fiati diretti
dal fido Paolo Buonvino (di cui segnalo peraltro la bellissima colonna
sonora di un gran film, "Come te nessuno mai"), un ensemble
elegante che colora anche lo "Chardonnay-pop" (v. Coldplay
e Thom Yorke) della title track e gli umori jazz e parigini di "Venti
del Nord".
L'album rivela quindi una straordinaria versatilità e grande
ricchezza di arrangiamenti, tra il simil-star psichedelico di "Eppur
si muove" (un applauso al testo, sulla violenza repressiva del
dogmatismo religioso), le chitarre jingle jangle di "L'alleanza"(il
cui attacco ricorda "Light my fire") e i fiati sintetici di
"Fiori d'arancio": Jobim, Janis Joplin, R.E.M., Paul Weller,
Modugno, PJ Harvey, Patti Smith che convivono in un sol disco, insomma.
Matura, superlativa, impegnata a tratti Carmen giunta al quarto album
in studio mette da parte i tratti acerbi dell'esordio, "Due parole"(1996),
raccoglie il meglio che aveva proposto nel suo album più bello,
"Confusa e felice"(1997), elimina l'esagitato e troppo tirato
passo intermedio di "Mediamente isterica"(1999), (nel cui
tour a Gallipoli, concluse con "Voglio un cuore cane bastardo,
il suo pezzo più isterico, spaccando la chitarra sull'amplificatore
e mostrando il medio al pubblico ), e attinge a pieni mani al rilassato
ma non troppo "Stato di Necessità"(2000). La migliore
cantante italiana. Senza se e senza ma.
10--
Se ti piace ascolta anche:
Alanis Morrisette * Jagged little pill
Janis Joplin * Mercedes Benz
LINK: www.carmenconsoli.it
2 MORGAN - CANZONI DELL' APPARTAMENTO
Con i Bluvertigo ha ripreso la lezione dell'elettro-pop anni 80 dichiarandosi
nemico del post-rock, del post-modernismo, facendo proseliti (i primi
Subsonica, La Sintesi). Per il suo esordio solista ha scelto un'altra
strada senza compromessi: quella della nostalgia estetizzata con una
spruzzata di glam. Ma anziché realizzare delle cover, ha giocato
al paradosso con le sue canzoni fino a farle sembrare pezzi rifatti:
gli unici rifacimenti veri sono quelli di "Non arrossire"
di Gaber e di Se (If) dei Pink Floyd riletta in una fantastica chiave
surf con tradizione quasi letterale. Un miscuglio di stili attraversano
quest'album registrato con strumenti antichi: soul, shuffle, psichedelic,
surf, western all'italiana, tex-mex e così via. Un album completo,
studiato, originale, in tipico stile Castoldi, con una strepitosa copertina,
che vede un dipinto di Cerruti ("Case popolari, zona centro sud,
Porta Ticinese" Milano, 1950). Un disco "da camera" come
va tanto di moda oggi, ma perfetto per estraniarsi dal rumore della
città, sparandoselo nel lettore cd portatile: il pathos di "Altrove"
(una delle più belle canzoni italiane degli ultimi 15 anni),
la malinconia di "Canzone per Natale", l'incedere familiare
di "The baby" (testo da studiare), la psichedelia glamour
di "Aria" (forse il brano migliore) sono espressioni estetiche
impossibili da equivocare. Particolare un pezzo di "Heaven in my
cocktail",splendido esempio di un rock-lounge che solo Morgan può
esprimere: "Gli inglesi sono gentiluomini che scattano Polaroids
/ (titolo di un pezzo dei Japan) quando non considero il colonialismo
/ li saluto con riconoscenza / ma è come non pensare all'elefante."
5 euro a chi mi indovina il significato (che io so, ovviamente)
Bravo Marco. Redento.
10
Se ti piace ascolta anche:
Franco Battiato * Fleurs 3
Lucio Battisti * Emozioni
LINK: www.marcocastoldi.com
1 ELIO E LE STORIE TESE - CICCIPUT
E al primo posto svettano loro, il simpatico
complessino che ha fatto la storia della musica demenziale in Italia.
"Noi, che odoriamo dello spirito adolescenziale dei Blue, che abbiamo
come target di riferimento i giovani di Forza Italia ", solo
loro potevano essere i primi in assoluto in questo 2003. Era parecchio
tempo che la band mancava dagli studi di registrazione. L'ultimo "Craccracriccrecr"
risale al '99, e in questi anni, intervallati dal doppio live "Made
in Japan", la combriccola eliica deve aver rafforzato la convinzione
che, come sosteneva Freak Antoni, , "non c'è gusto in Italia
a essere intelligenti". Tanto vale togliersi qualche sassolino
dalle scarpe e fare un disco senza compromessi e senza porsi il problema
di chi lo compra, vero segreto del successo della band cresciuta nella
periferia milanese. Cicciput è un album musicalmente eccelso.
Cristian Meyer alla batteria si esibisce in una delle sue performance
più belle di sempre, non da meno è Faso al basso, discreto
Cesareo alla chitarra, si sente comunque la mancanza di Feiez (a cui
rendo un omaggio nella foto), che ci lasciò su un palco quattro
anni fa. Qualunque genere vi passi per la testa, lo fanno: dalla disco
alla parodia del nu-metal, al liscio al rock stile Mahavishnu orchestra,
dalla musica bulgara (ricordate il "Pippero"?) al classico
rock in 4/4 del successone "Sphalman", basata su un'aria del
'700 (lo sapevate?). A cantare, con Elio, ci pensano tanti ospiti, Morandi,
la Pausini, l'amico, Ruggeri, i Nomadi, Ike Willis (il grande ex di
Frank Zappa), il solito Mangoni, con ospitate di Crozza, Bisio, e Cavallo,
il leader dei Litfiba attuali.
Il disco comincia con "Cicciput", ovvero l'angelo dei soldi
che il mago Gennaro D'Auria (per maggiori informazioni seguite "Cordialmente",
Radio deejay, ogni lunedì dalle 23 all'1) consiglia di pregare
dalle 21 di sera per ottenere i benefici sperati. Assolutamente irresistibile
è "Cani e padroni di cani" sugli escrementi lasciati
dai cani per le strade (sarebbe bello diffonderla nei pressi di via
Petroni!), con i poveri passanti che vedono le loro scarpe "sportive"
nuove fiammanti regolarmente shpalmate di merda di cane e usano il bastoncino
dei ghiaccioli per ripulirle! Una piccola perla è "Gimmi
I", narra di Gimmi "il pedofilo" che fa una brutta fine
solo perché il suo cognome è "il pedofilo";
e così viene linciato dalla folla che lo scambia per un pedofilo
vero solo perché si chiama così, e di tutti quelli che
come lui hanno la sfortuna di essere "diversi", figli di un
cognome pericoloso che spinge le masse a fare giustizia sommaria, come
"Ammazzaneonati"o"Uxoricida". "Budy Giampi"
parla invece di una questione che da sempre divide l'opinione pubblica,
come la pena di morte. La ritmica assurda (in tempo dispari) il genere
e il testo mi consigliano di non dire altro: meglio ascoltarla di persona
più e più volte. Forse il pezzo migliore del disco. Si
va avanti con una "Fossi Figo"(degna erede della leggendaria
"Tapparella") alla Finardi cantata in duo con Morandi, e l'altro
pezzo forte dell'album "La follia della donna", con un testo
che ha momenti da sbellico puro e musiche che richiamano "Shine
on your crazy diamond" dei Pink Floyd nell'introduzione (su cui
troneggia un finto e drammatico Renato Zero) e un doppio James Taylor
nella parte acustica, con la chitarra che rievoca su un canale "Fire
and Rain" e sull'altro "Something in the way she moves",
confermate nel finale col piano che chiude con l'armonia di "Like
everyone she knows" che dire?Musicalmente Cicciput è
un capolavoro assoluto, i testi sono fantastici ,surreali e reali allo
stesso tempo. Vi segnalo "Pagàno", espressione di perplessità
verso le religioni, resa spettacolare da una struttura progressive tiratissima
e complessa, nell'impostazione sonica ricorda i King Crimson anni '80.
Doverosa la scelta di mettere alla fine del disco la versione "karaoke"
che fa apprezzare in pieno l'impressionante sezione ritmica.
Citazione finale doverosa per la marcetta parafascista "Litfiba
tornate insieme" che auspica la pace tra Renzulli e Pelù.
Memorabile. Fate attenzione nell'ascolto anche agli stacchi tra un pezzo
e l'altro. Ci trovate Bisio che racconta il finale della barzelletta
del fantasma formaggino (vedi "Italian rum casusu çikty,
1992, Eelst, Hukapan Records), Crozza con un monologo assurdo sulla
Toscana, Elio che imita un prete (impedibile), il ragazzo calabrese
che vuole fare il parrucchiere, il signore che non ne puo' più
di vedere merda di cane per terra uno spasso.
Un album meraviglioso, con testi all'altezza dopo la parentesi negativa
dell'ultimo album (segnato comunque dalla tristezza per la morte di
Feiez), e tecnicamente tra i migliori in assoluto, con livelli di incisione
molto alti, bassi potenti (molto ben costruite le timbriche) e voci
curate attraverso un uso sapiente degli effetti.
Vi consiglio, se potete, di comprarlo originale perché il booklet,
come sempre, è strabiliante. Bentornati, Elii!!!
10+
Se ti piace ascolta anche:
Monthy Piton * Sings
Frank Zappa * The grand wazoo
LINK: www.elioelestorietese.it
Ma non finisce qui ecco un paio
di classifiche da osservare con attenzione.
Vecchi dischi da rispolverare
Manu Chao * Clandestino
Red Hot Chili Peppers * Blood Sugar Sex Magic
Bob Marley * One love
Dream Theater * Images and words
Carmen Consoli * Due Parole
Meganoidi * Into the darkness, into the moda
Nabat * Laida Bologna
Elton John * Goodbye yellow brick road
Negazione * Tutti Pazzi
Bluvertigo * Acidi e basi
Edoardo Bennato * Sembra ieri
Litfiba * Terremoto
Pfm * L'esperienza americana
Rem * Automatic for the people
Modena city Ramblers * Riportando tutto a casa
Offspring * Smash
Oasis * Definitely maybe
Moby * Play
Francesco Guccini * L'isola non trovata
Elisa * Pipes and flowers
Madness * One step beyond
Ska-p * Planeta escoria
Pino Daniele * Nero a metà
Cardigans * Granturismo
Elio e le storie tese * Eat the phikis
Santana * Supernatural
Peter Gabriel * Ovo
AA.VV. * Ernesto Che Guevara
Gotan project * La revancha del tango
Top of the flops (il peggio del 2003)
Le vibrazioni * Le vibrazioni
Linkin Park * Meteora
Gemelli diversi * Fuego (appunto dateve foco!)
Dido * Life for rent
Marylin Manson * The golden age of grotesque
Blue * One love
Eros Ramazzotti * 9
Gigi D'alessio * Buona vita
Tiziano Ferro * 111
Aventura * We broke the rules
Will Young * Friday's child
Nek * L' anno zero
Evanescence * Fallen
Laura Pausini * From the inside
Simply Red * Home
Neffa * I molteplici mondi
50 cent * Get rich or dir tryn'
Zwan * Mary star of the sea
Meganoidi * Outside the loop
Madonna * American life
Metallica * St. Anger
Beatles * Let it be naked
Cesare Cremonini * Bagus
Skin * Fleshwounds
Placebo * Sleeping with ghosts
Irene Grandi * Prima di partire