(c) 2005 Federico Illarcio
I VAGABONDI DEL DHARMA
Come un'ossessione cresce dentro un
sentimento di oppressione
Come cuore che non batte fuori dal suo baricentro
Una carezza sul tuo seno stilla piano il suo veleno
La tua pelle come un velo, come un cielo senza stelle
Piano piano va in salita la saliva sulla lingua
Puoi sentirne la dolcezza, lieve ebbrezza di vittoria
Risa, abbracci, triste gioia, scorre il sangue nelle vene
Prima vuote ed ora piene di sostanze misteriose
Giro giro giro giro, volo volo volo volo
Prego ma non c'è perdono, guardo attorno e sono solo
Grido grido grido grido, muoio muoio muoio muoio
Cerco invano e non mi trovo,
Io mi cerco e trovo solo te
Come una vertigine crescente nella mente si
fa chiaro
Il ricordo forse amaro di una vita precedente
Stringi i denti e stringi forte, alle porte della notte
Non si sentono lamenti, cose vive o cose morte
Li nel buio solo un fiato, forse un bacio sopra il collo
Si, barcollo ma non mollo, tengo dentro ciò che è stato
Questo è il succo della storia: niente boria, niente trucchi
Si ricade dentro ai flutti dove è persa la memoria
Giro giro giro giro, volo volo volo volo
Prego ma non c'è perdono, guardo attorno e sono solo
Grido grido grido grido, muoio muoio muoio muoio
Cerco invano e non mi trovo,
Mia Salvezza, trovo solo te
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