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FORMAZIONE
Matteo - voce, chitarra
Enrico - chitarra, tastiere
Francesco - basso, voce
Dodo - tastiere
Otto - batteria
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BIOGRAFIA
Il percorso artistico dei marchigiani Yuppie Flu è probabilmente sintomatico della ricettività e della capacità di 'elaborazione' da parte della 'nuova scena' italiana di quanto accade all'estero: partendo da un sound che deve parecchio, sia in termini di forma che di sostanza, nei confronti di gruppi quali Pavement e affini, gli YF sono approdati a un sound più personale, fatto di scarne melodie, elettronica e orchestrazioni, sull'esempio di Grandaddy e Notwist.
Yuppie Flu esordiscono nel 1998 con l'album Automatic but Static, cui partecipa come ospite il chitarrista Amaury Cambuzat dei francesi Ulan Bator nel brano Turning Soup. Come già detto, il sound dell'album deve molto ai Pavement di Steven Malkmus: canto stonato, suono distorto e compresso, noise e pop mescolati assieme.
Nel 1999 la band partecipa a tour statunitensi come opening act di Moonshake, Fuck e Will Oldham, pubblicando poi il secondo album, notevolmente più equilibrato, Yuppie Flu at the Zoo. Tra le influenze segnalate dalla stampa, stavolta, compaiono anche i Mercury Rev e i Kraftwerk, vecchie glorie del krautrock. Dall'album vengono estratti due 7", entrambi condivisi con altre 2 bands, rispettivamente gli americani Fuck e i canadesi Three Pieces. Il '99 si conclude con un tour italiano condiviso con gli inglesi Quickspace e Tram.
Il Maggio 2000 vede la pubblicazione di un album per il mercato europeo, Hollow Beep, contenente alcune tracce del precedente YFatZ e alcuni inediti, pubblicato dalla tedesca DOXA, cui segue un tour promozionale proprio in Germania.
Dopo l'uscita di The Boat e.p. per la nostrana Homesleep (in cui il suono si ammorbidisce grazie ad un approccio più 'morbido' rispetto alle precedenti asperità) e di alcuni split con Tarwater e Giardini di Mirò, nel 2003 esce l'ultima creatura del gruppo, Days before the Day, il disco che segna l'entrata del gruppo nella maggiore età, grazie anche a una strumentazione che comprende synth, moog e mellotron e una varietà stilistica che dalla psichedelia spazia fino a soluzioni sinfoniche, corteggiamenti noise, modernariato elettronico e obliquità pop.
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DISCOGRAFIA ALBUM
Automatic but Static (Vurt Rec., 1998)
At the Zoo (Flop Records/Helter Skelter, 1999)
Days Before The Day (Homesleep/Sony, 2003)
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SITO WEB
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