VINICIO CAPOSSELA 
"...di fango fu la mia vita, di fango fu il mio amor..." 
 
 
 
 
 
 
 
"�i testi devono essere scritti col sangue,non con la testa�" (parola di Vinicio....)
"�l'arte è un'amante infedele,ti sorprende quando sei indifeso�"  
 
 
Se c�è un artista italiano che ha saputo richiamare alla mente di chi lo ascolta, di volta in volta, Paolo Conte, Kerouac, il tango argentino, Bukowski, i matrimoni e i funerali balcanici, lo spirito del blues e quello del rebetico (�è una danza greca, mi piace perché si canta in gruppo e si balla da soli guardando la gente negli occhi�"), il fantasma di Tom Waits e lo spettro di Céline, e molto altro ancora, quell�artista è proprio Vinicio Capossela. 
 
�All�una e trentacinque circa", il suo primo disco, esce nel 1990 e si aggiudica il premio Tenco come migliore opera prima. Se oggi, a tredici anni di distanza, sembra il figlio più fragile e indifeso della nidiata, ascoltarlo senza paragoni con le opere successive può farne apprezzare, al di là di una forma ancora acerba e derivativa nei confronti di generi musicali quali il jazz e il blues, l�attenzione al particolare, la strumentazione già ricca e i temi che poi verranno sviluppati nei lavori successivi (l�amore, lo smarrimento, la solitudine, i ricordi, le sbronze, le assenze, la poesia). Accanto a ballate malinconiche come �Una giornata senza pretese�, �Stanco e perduto� e �Scivola, vai via�, che diverranno �classici� del repertorio di Capossela dal vivo, il cantautore riesce a mettere in mostra le sue doti interpretative (anzi, decisamente recitative) anche in brani quali �Pongo sbronzo� (quasi un clone del Waits di �Step Right Up� nel finale, con tanto di assolo di sassofono). Oltre a sassofoni, violini, viola, violoncello e hammond, compare il bandoneon, che oltre ad arricchire la splendida �Scivola vai via�, fa presagire quell�amore per i ritmi sudamericani che verrà sviluppato nel disco successivo.
 
"�nella vita e nella musica io mischio. Risultato? All'inizio provo un'euforia micidiale, il giorno dopo non riesco ad alzarmi dal letto�"  
 
�Modì� (1991), titolo e copertina (�Nu couché�) dedicati ad Amedeo Modigliani e al suo stile bohemièn di vita, mostra già una tavolozza di colori più ricca ed intrigante. Oltre alle solite ballate malinconiche, Capossela riesce a mostrare la sua abilità nel creare pastiche linguistico-ritmici che attendono solo di sciolgliersi in nervosi �scat� appena abbozzati o richiamati in brani quali �Notte newyorkese�. Se le percussioni latineggianti impreziosiscono �La regina del Florida�, in gran parte del lavoro è presente, come nel successivo, il contrabbasso di Ares Tavolazzi, ex contrabbassista degli Area. Infine, la struggente �Ultimo amore� impreziosirà tutte le performance dal vivo del nostro fino ad oggi.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
"�l'assenza è come una donna che ha un armadio con infiniti abiti di lusso, l'assenza è nella musica, tutta la musica. A me piace incontrarla molto spesso nelle mie canzoni�"  
 
Se �Modì� è molto più personale di �All�una e trentacinque circa�, il successivo �Camera a Sud� (1994) è il disco in cui Capossela mette più carne al fuoco, con i suoi 13 brani ampi e dilatati, impreziosito da una strumentazione molto ricca dal punto di vista di timbri e ritmi, e dal cameo di Paolo Fresu in �Amburgo�. �Camera a Sud� è il disco di �Zampanò�, di �Che cossè l�amor�, �Il fantasma delle tre� (che dal vivo verrà poi trasfigurata in una versione per sola voce e contrabbasso). �Furore� e �Ma l�America� invece ci mostrano un Capossela che arricchisce il  proprio fraseggio vocale con interpretazioni strascicate, a impreziosire di insicurezza quella certa malinconia tipica delle sue ballate di pianoforte come dei pezzi in cui la malinconia viene trasfigurata in un�illogica � ma umanissima � allegria.
"�essere rancorosi o confratelli,non è una scelta,è un destino�"  
 
E� �Il ballo di S.Vito� il primo acclamato capolavoro di Capossela. Ballo di San Vito come metafora di quell�irrequietezza che lo stesso autore definisce con semplice sublimità quando afferma "�la vita è troppo triste per divertirsi di continuo,e troppo intensa per non divertirsi affatto.La prima parte è di Kerouac,la seconda è mia, non ci sta male!�". Ma è anche sintomo della varietà stilistica del disco, cui sono complici musicisti come Tavolazzi e il chitarrista Marc Ribot e una tavolozza che incorpora anche strumenti più tradizionale (tammorre, sonagli, bombarde) e persino un piano preparato. Non ostante tutto, Capossela tiene fermamente in mano le redini della forma canzone, tanto che �Il ballo di S.Vito� è il suo disco più vario e omogeneo al tempo stesso. Quasi tutti i brani diverranno dei classici (�La notte se n�è andata�, �Il corvo torvo�, �Contrada chiavicone�, �L�accolita dei rancorosi�).
 
 
 
 
 
 
 
 
"�come stai vivendo il successo?Benissimo,perché mi fa risparmiare tanti soldi al bar�" 
 
"�c'è la strada e c'è il deragliamento:inevitabili quantunque�"  
 
 
E� il momento di capitalizzare il successo che inizia a baciare il nostro�. La migliore celebrazione possibile è un live (�Liveinvolvo�), registrato nell�ottobre del �97 con la presenza della Kocani Orkestar, la più famosa banda di ottoni macedone. Se la prima parte è intima e struggente, con Capossela al piano accompagnato in punta di piedi da contrabbasso, percussioni, e chitarra, la seconda parte del disco è un vero tripudio, una festa (�that�s entertainment� è il via a una versione vorticosa di �Notte newyorchese� e a quel che segue, un circo indiavolato che culmina nell�inedito �Il pugile sentimentale�. Chiude un brano inedito in studio, sigla del programma televisivo �Scatafascio�.
"�Sono perito chimico, anche se c'entra pochissimo con il pianoforte e le canzoni... se non che' le idee nascono sempre per un processo di combustione!"  
 
Solo due anni dopo la pubblicazione del live, prende forma l�ultimo album di Capossela, �Canzoni a manovella� (2000), il più visionario e coraggioso. Se l�immaginario balcanico è ormai entrato, nel bene e nel male, negli occhi e nelle orecchie di molti, complici i film di Kusturica e le relative musiche di Goran Bregovic, il Nostro decide di aggiustare il tiro spostando l�orologio indietro di tre quarti di secolo, nutrendosi dell�immaginario e del linguaggio céliniano e di musiche est europee di diversa provenienza (Polonia, Grecia, Turchia), tra dirigibili e sommergibili, piani giocattolo e onde martenot, campisanti e Lubecca, soldati e marajà, glockenspiel, la chitarra di Ribot e la tromba di Roy Paci. Visionario come non mai, dalla copertina (Vinicio che guarda da quello che probabilmente è l�oblò di un sommergibile davanti, sul retro una fisarmonica suonata da un uomo in un�improbabile muta da sub da negozio d�anticaglie) alla musica, ai testi, è il disco di Capossela più, osannato dalla critica, e molto ben accolto dal pubblico. E Capossela si lascia alle spalle l�immaginario di sbronze notturne (ma, lo giuriamo, solo su disco!) e albe livide di solitudine, per dare il cambio al fantasma di Bardamù (il protagonista del �Viaggio al termine della notte� di Louis Ferdinand Céline).
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
"�un mio amico siculo mi ha imparato un motivetto popolare che diceva quando t'andava male qualcosa:ti portano al camposanto�"  
 
Di recente è uscita una raccolta, �L�indispensabile�, compilata dallo stesso Capossela ma voluta fortemente più dalla casa discografica che non dall�artista stesso. Vi compare un solo inedito: una versione di �Si è spento il sole� di Celentano che si fa quasi western alla Morricone. La celebrazione si è conclusa degnamente con un tour intitolato �Vinicio Capossela vs. L�indispensabile�, dove su un palco allestito come un ring da incontri di box, Capossela �sfida� il proprio passato musicale, aggrappandosi, per non soccombere, ora a un microfono che viene fatto calare dall�alto, ora a una birra, ora al gong che segna il termine della ripresa, agli scambi di battute col pubblico e al calore di quest�ultimo, che lo reclama campione a gran voce (almeno della serata).  
 
Non sappiamo, al momento, quali saranno i prossimi progetti di Vinicio. In una recente intervista ha dichiarato di aver già pronto materiale per altri tre dischi. E se un suo vecchio amico, il poeta di strada Cinasky, redarguisce l�amico baciato dalla fortuna a stare attento al prossimo passo (�perché potrebbe essere quello falso�), noi confidiamo nel fatto che lo scrigno dei tesori del nostro sia ancora ricco di regali, poesia e meraviglia.
 
 
 
"�non ho accettato la birra da un ragazzo,quand'ero sul treno,perché bevo solo sul lavoro�"  
 
Discografia 
 
All'una e trentacinque circa (CGD/Warner, 1990) 
IModì (CGD/Warner, 1991) 
Camera a Sud (CGD/Warner, 1994) 
Il ballo di S.Vito (CGD/Warner, 1996) 
Liveinvolvo (CGD/Warner, 1998) 
Canzoni a Manovella (CGD/Warner, 2000) 
L'indispensabile (raccolta, CGD/Warner, 2003)
 
 
 
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