AFTERHOURS 
...mentre ti uccido l'anima 
(proprio come tutto il resto ha fatto già)... 
 
 
Manuel Agnelli è stato, negli anni '90, una delle incarnazioni più convincenti del rock alternativo.  
Nel 1989 fonda la Vox Pop, assieme a Giacomo Spazio e Mauro Ermanno Giovanardi (allora nei Carnival of Fools, oggi nei La Crus), entrando nella 'crema' dell'intellighentja rock milanese. Per quell'etichetta incidono Ritmo Tribale, Casino Royale, Mau Mau, Africa Unite, i summenzionati Carnival of Fools e la 'creatura' di Agnelli, gli Afterhours
 
Con alle spalle un mini ("All the good children go to hell") per la Toast, recensito entusiasticamente sul New Musical Express, Manuel decide con gli 'amici' di fare un salto di qualità. La Vox Pop vuole, un po' ambiziosamente, essere una specie di 'Factory'. Resterà attiva per sette anni. 
 
Quello stesso anno, Afterhours (prima formazione: Manuel, voce e chitarra, Paolo Cantù, chitarra, Lorenzo Olgiati, basso, Roberto Girardi, batteria) divide un 45 giri con i Carnival. Una cover dei Joy Division ciascuno: Shadowplay ai primi, Love will tear us apart ai secondi. 
 
A fine anno il primo Lp, "During Christine Sleep's", nuovamente incensato in patria e all'estero, primo di una triade di dischi cantati in  inglese (gli altri due sono il mini lp "Cocaine Head" e "Pop Kills Your Soul") che portano agli After sempre una maggiore popolarità, soprattutto negli USA, dove le recensioni di Alternative Press sembrano portare le major ad incuriosirsi del 'fenomeno'. Altri cambi di formazione portano alla chitarra Xabier Iriondo (più in là anima dei più sperimentali Six Minute War Madness), Alessandro Zerilli al basso e Giorgio Prette alla batteria. 
 
 
Poi, il cambiamento. Complice anche la cover di "Mio fratello è figlio unico" di Rino Gaetano e l'esperienza dei Ritmo Tribale (uno dei primi gruppi rock a risultare convincenti pur utilizzando l'idioma di Dante), il disco successivo degli After sarà in Italiano. 
 
"Ci siamo trovati di fronte al bivio: rimanere l'ennesimo gruppo rock'n'roll o aspirare a qualcosa di più complesso ma anche stimolante. Le mie esitazioni sul come muovermi mi hanno spinto subito verso il cut-up [...] L'idea che a decidere cosa scrivere non fossi io ma il caso -o, meglio, 'la magia' - mi permetteva di attribuire la responsabilità alla magìa stessa, nonché di sbeffeggiare la 'sacralità' del processo creativo" (M. Agnelli) 
 
Dopo un'altra rilettura (stavolta tocca a "La canzone popolare" di Fossati), è la volta del battesimo del fuoco: 
"Germi". Per molti la storia degli After inizia qui, anche perchè la miscela esplosiva di testi e musiche anfetaminiche è qualcosa di unico e inedito. Il disco si apre con Nadir, chitarre al vetriolo che si chiudono a riccio per lasciare spazio al brano successivo con la sua intro di batteria, Germi: 
 
"Sono la stasi che cambia vestito, qui per te 
Sono l'inganno che non vuoi scoprire, qui perché 
I mutamenti sono dei servi 
Ed è un grande padrone che ora vuole il tuo nome" 
(Germi) 
 
Il disco alterna brani tesi e nervosi (Siete proprio dei pulcini, Vieni dentro, Posso avere il tuo deserto?) a melodie ruvide che diventano da subito inni, sia che si tratti della stupenda ballata Dentro Marylin (originariamente Inside Marylin Three Times , da Pop Kills Your Soul, ripresa qualche anno fa da Mina come Tre volte dentro me), Strategie o Pop (Una canzone Pop). Il tutto alternato a 'scherzi' come Siete proprio dei pulcini e Giovane coglione
 
"Muore l'idea di me che c'è nella tua mente 
Perciò è meglio che tu non pensi a niente 
Mentre ti uccido l'anima 
Proprio come tutto il resto ha fatto già" 
(POP - Una canzone pop) 
 
Anche la strumentazione si arricchisce, e spesso ai muri di feedback chitarristico si sostituisce la viola.
 
 
Un arricchimento timbrico che prosegue con il lavoro successivo, il più osannato da critica e pubblico. Si tratta di un doppio album, dal titolo "Hai paura del buio?". 
Il disco è senz'altro più maturo e sperimentale del precedente. Alle consuete tirate chitarristiche (Dea, Lasciami leccare l'adrenalina, Male di miele, Veleno, Sui giovani d'oggi ci scatarro su) e alle nuove ballate (su tutte spicca Voglio una pelle splendida)  si affiancano sperimantazioni giocose come Simbiosi (un arpeggio di chitarra e un testo sussurrato scanditi da una 'discussione' da serata al bar tra amici sulla schizofrenia e i segni zodiacali...), Questo pazzo pazzo mondo di tasse, dove gli archi sintetici lirizzano un testo, per contrasto, grottesco, o la finale Mi trovo nuovo, con pianola raddoppiata fuori sincrono. 
I testi sono più ironici, visionari e, spesso, drammatici, come in Punto G , o amari e geniali, come nel singolo - un vero e proprio 'successo' - Male di Miele 
 
"La sicurezza ha un ventre tenero 
ma è un demonio steso tra di noi 
ti basta e quindi puoi non crederlo 
ma io non mi sentivo libero 
(...) 
E la grandezza della mia morale 
è proporzionale al mio successo 
così ho rifatto il letto al meglio, sai, 
che sembra non vi abbian dormito mai" 
 
che diventa per molti la Smells like teen spirit italiana. 
Inutile dire che il tour che segue in tutta Italia è trionfale, con 113 date e le 600.000 presenze al 'concertone' del primo maggio.  
 
Eppure, non è una novità, proprio all'apice del successo incominciano le difficoltà e i ripensamenti. Manuel non si trova nei panni di 'voce generazionale', e Xabier scalpita per lavorare a materiale più sperimentale (di lì a poco lascerà infatti la formazione per dedicarsi totalmente ai 'suoi' Six Minute War Madness
 
"All'inizio era magia pura, ma dopo un po' facevamo fatica a onorare la nostra vocazione di 'disturbatori' perché qualsiasi cosa ci inventassimo per dar fastidio generava tripudio (durante il tour i nostri entravano sul palco vestiti in doppiopetto nero e con la maschera di Pluto... NdR).... Accadevano cose grottesche... a Firenze una tipa mi ha strappato i pantaloni e si voleva portare il mio uccello a casa, lo tirava mentre io cantavo 'razionalità, razionalità'.... qui ho realizzato che avevamo perso il controllo della nostra gestualità e che dovevamo recuperarla prima di diventare dei burattini" 
(M. Agnelli) 
 
Frattanto, Manuel produce i dischi d'esordio di Scisma , Pitc(h) e Cristina Donà
 
Nel '99 esce il nuovo album, "Non è per sempre", e di cambiamenti ce ne sono, eccome.... 
 
Prodotto dallo stesso Manuel, il disco abbonda di elettronica, a partire dall'iniziale Milano Circonvallazione Esterna (un incubo motoristico alla Neu!), per seguire con la canzone più pop del gruppo, quella Non è per sempre che diventa anche il primo singolo dall'album. Non mancano brani diretti, come La verità che ricordavo, Non si esce vivi dagli anni '80 e L'inutilità della puntualità, eppure il disco è improntato a una maggiore riflessività e malinconia (Tutto fa un po' male, Oceano di gomma), seppure più inquieto e ironico (Oppio, Baby Fiducia). Non è sicuramente un disco commerciale, anzi, nella ricercatezza della produzione (più elettronica e più effetti, ma anche più chitarre acustiche) si sente senz'altro il desiderio di staccarsi dalla 'sbornia' del disco precedente.  
 
Il tour si divide in due parti, in mezzo alle quali Manuel si concede il lusso di produrre altri due dischi (Nido sempre per Cristina Donà e Club Privé dei Massimo Volume, col cantante dei quali Agnelli cementerà una solida amicizia e progetti collaterali, ovvero readings e un viaggio in India) e che si conclude con un disco dal vivo, ironicamente intitolato "Siam tre piccoli porcellin"
 
Poche date per promuovere il disco, e invece l'estate 2001 è dedicata al Tora!Tora! Festival, tentativo di costruire un festival itinerante sul modello dell'americano Lollapalooza, con gruppi che cambiano ad ogni data. 
 
Il 2002 è l'anno in cui Xabier lascia definitivamente la band per dedicarsi ai già ricordati Six Minute War Madness e agli A Short Apnea. Manuel produce il nuovo album di Marco Parente , poi si dedica alla nuova creatura della sua band. 
 
"Il tema (del disco, dal titolo Quello che non c'è, NdR) è la chiusura, la fine di tante cose importanti: ideali, convinzioni, illusioni, sogni che si costruiscono per accettarsi. E anche la necessità di essere sinceri ancora più che in passato, perché in passato c'era una schiettezza cruda ma sempre ironica mentre adesso non ci sono pacche sulle spalle. L'album è cupo perché è cupa l'epoca storica nella quale stiamo vivendo, ma tende al romanticismo". 
 
I toni sono più dilatati; si sente sicuramente la mancanza della chitarra di Xabier, l'anima 'sperimentale' del gruppo. Manuel rimane l'unico a occuparsi di chitarre, (oltre che di hammond, sintetizzatori e voce). Entrano in pianta stabile Dario Ciffo (violino, synth, hammond) e Andrea Viti al basso. 
Nei testi Manuel rinuncia al cut-up che aveva caratterizzato i vecchi brani per una scrittura più lineare, ma non per questo meno densa di metafore o pungente. 
 
"La tua primavera è un incubo 
In cui lo stato cede il posto alla pornografia 
Il niente e il niente da distinguere 
Finché non sai più casa sentire 
... 
E come può il mio amore essere limpido 
Se è la mia nazione che l'inquina" 
("Sulle labbra") 
 
Fino a Ritorno a casa, lungo racconto in cui si nota l'influsso dei Massimo Volume, seppure elaborato in maniera personale. A Emidio Clementi sono dedicati anche due brani, il cui tema è il viaggio in India affrontato dai due. 
 
"Sai Mimì che la paura è una cicatrice 
Che sigilla anche l'anima più dura 
Non si può giocare con il cuore della gente 
Se non sei un professionista, ma io ho la cura" 
("Bye bye, Bombay") 
 
C'è spazio anche per il rock di Non sono immaginario e Varanasy baby, l'altro brano dedicato a Clementi, ma in generale si può forse dire che Quello che non c'è sia forse il disco più 'psichedelico' degli After (pur non in senso strettamente tecnico), come nella lunga coda della title track e nell'impianto dell'atmosfera generale dell'album. 
Il tour promozionale non si è ancora concluso, ma a sancire il successo del gruppo, prima della tournée vera e propria, ci sono i concerti di apertura per i Mercury Rev, gruppo che, seppur antitetico ai Nostri per estetica sonora, condivide con Manuel e gli altri una certa 'attitudine' nei confronti della dilatazione del suono (in linea con Quello che non c'è, sebbene la musica dei Rev sia più sognante ed eterea, meno terracquea rispetto all'ultima incarnazione degli Afterhours). 
Discografia 
 
All the good children go to hell (Toast 1989, mini-lp) 
During Christine's sleep (Vox Pop, 1990, lp) 
Cocaine Head (Vox Pop 1992, mini lp/cd) 
Pop Kills Your Soul (Vox Pop/BMG 1995, cd) 
Germi (Vox Pop/BMG 1995, cd) 
Hai paura del buio? (Mescal/PolyGram 1997, cd) 
Non è per sempre (Mescal/Universal 1999, cd) 
Siam tre piccoli porcellin (Mescal/Universal 2001, 2cd live) 
Quello che non c'è (Mescal/Sony 2002, cd)
 
 
 
 
 
 
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