Edo Zanetti: un'istantanea
Di Edo non voglio abbozzarne un ritratto, non
raccontarlo interamente, se non per scherzo feroce diretto a me
stesso; non saprei ne' sbeffeggiarlo ne' cantarne le lodi, non
ne coglierei l'intima bellezza. E allora mi affido ad
un'amatoriale istantanea, di cui i colori sbiaditi serviranno a
raccontare la sua lunga visita piu' per il piacere del racconto
che per la ricerca psicologica. Una visita attesa lungamente
quanto priva di preavviso, se vogliamo escludere quella
telefonata gioiosa in cui, alla seconda battuta, egli recitava
con dissimulato entusiasmo:
- Domani sono da te
ed io rispondevo perplessamente qualcosa come "OK, allora a
domani" e mi interrogavo cosa farne. E ne ho fatto il meglio
possibile, cioe' mi sono divertito moltissimo della sua
presenza e mi sono lasciato alla fine guidare nel tortuoso
labirinto della sua logica democratica. Edo e' stato, in quel
mese a cavallo di un secolo, una moglie perfetta, un idraulico
provetto, un falegname di grande creativita', una baby-sitter
premurosa, un solidale compagno di sedute psico-analitiche, un
disastroso giocatore di scacchi, insomma un po' tutto quello di
cui avevo bisogno e qualcosa di piu' e qualcosa di meno.
Riscoprendo l'amicizia composi i seguenti versi, sotto la
doccia:
we don't need no Edocation
we don't need balls control
there's much homosexuality in the bedroom
Edo please leave those kids alone
Hey, Edo leave those kids alone
on and on you're just another dick in the wall
(da cantare citando piu' o meno rigorosamente Another brick
in the Wall dei Pink Floyd ed avendo incise nella memoria la
sequenza di foto chiamate THE WALL realizzate da Roy Stuart)
Prima di proseguire, devo preparare la macchina allo scatto
di questa istantanea, c'e' poca luce, ed ho bisogno del flash.
Ecco, fra me e Edo c'e' una reciproca stima che sconfina
talvolta nella emulazione, in lui molto meno di quanto sembri,
in me molto piu' di quanto mi faccia piacere ammettere. Piu'
che di emulazione di Edo, dovrei parlare di pratica della
Edolazione. Nel mio caso consiste nel confrontare le mie idee
alle sue, rinfacciargli i suoi errori, i suoi scarti
prospettici, insultarlo poveramente fino ad arrivare alle
conclusioni del mio ragionamento-invettiva, accorgermi della
loro parziale erroneita', non ammetterlo se non dentro di me,
ed il tutto nella speranza di avergli convertito qualche giusta
convinzione in una sbagliata ed averne invece io ricavato il
meglio. L'edolazione e' quindi un processo dialettico molto
complesso in cui io, partendo da posizione piu' o meno opposte
a quelle di Edo, lo convinco, anche a costo di violenze
fisiche, alle mie idee, mentre contemporaneamente mi convinco
delle sue. Alla fine del processo ci ritroviamo ciascuno sulle
posizioni dell'altro, e comunque opposti.
E adesso che il flash e' pronto posso parlare di quei
giorni. Giorni nati anche dall'esigenza edica di fuggire da una
donna insignificante, che lui si ostinava a considerare la
donna della sua vita - a ragione pure, considerando che le
donne della vita sono sempre le peggiori. Le donne migliori
sono quelle che amiamo in una notte sbilenca ed alle quali mai
daremo da lavare le nostre mutande sudate - e che continuava a
rovinargli le ore. Ora, io so che Edo, da incosciente qual'e',
sta leggendo queste righe proprio con lei accanto, ed
accumulera' l'n-sima brutta figura (accucchiera' l'n-sima mala
cumpassa), ma la cosa mi solletica e diverte. Anzi, rivolgo un
messaggio a lei, donna offesa dal mio disprezzo: hai osato
porre la macchia del dubbio su Edo, hai deciso di non donarti
per paura di non poggiare piu' i piedi per terra. Errore
diabolico hai commesso, perche' solo il diavolo puo' rifiutare
cio' che piu' desidera.
Comunque mi sembro' che Edo non avesse voglia di perdere
tempo; al secondo giorno aveva gia' sostituito alla donna
insignificante una donna altrettanto insignificante ai nostri
intelletti ma molto piu' significativa per i nostri organi
erettili, tanto che finimmo per duellare al mattino, da bravi
spadaccini, a chi avesse composto il sogno piu' perverso. Ed a
questa aggiunse un altro paio di donzelle che ci capitarono
intorno in quei giorni: ragazzine, donne mature, bionde stupide
o brune accattivanti, leggiadre studentesse in caccia o
fidanzate conviventi. A proposito, vi ricordate quel
comandamento, come recitava, non desiderate la donna d'altri?
Per Edo e' solo uno scioglilingua mentale. Edo gioco' a
sostituire amori con amorini, fanciulle con donne, avventure
con flirt come in quel rompicapo con quindici tasselli numerati
da scorrere in sedici caselle fino a comporre la successione
naturale (troncata, ovviamente). E quando alla fine ricompose
il gioco, se ne disfece, si disfece di me e si rifece il
biglietto per tornarsene a casa.
O forse non fu cosi' che andarono le cose. No, successe
qualcosa al margine - uno di quei margini in cui la gente
annota cose del tipo: per questo teorema ho una dimostrazione
bellissima, ma qui non ci entra - deve essere stato un insulto
di troppo, o l'inverno che non si decideva ad arrivare, o la
totale assenza di stupidita'. Insomma Edo ando' via con la
stessa rapidita' con la quale giunse, all'apice della nostra
avventura, lasciandomi addosso a great feeling, een lekker
gevoel, come dicono qui, una sciarpa blu ed una cassetta.