del
sac. Salvatore Paparo.
Santità,
a quasi settantotto
anni di età (sono nato in Sicilia il 14 Agosto 1929), penso sia volontà di Dio che
io le esponga umilmente le misericordie che il Signore ha operato in me, ultimo
dei figli di Dio, depositario della sua “ OPERA CENACOLO FAMILIARE “.
Lo scopo di questa mia
fiduciosa apertura è di ottenere la sua benedizione e che faccia suo quanto le
espongo perché
Un intervento divino
particolare che segnò tutta la mia vita, lo esperimentai nel maggio del 1946,
quando giovane seminarista
diciassettenne studiavo presso lo scolasticato dei Padri Maristi, sito a
Cavagnolo, provincia di Torino.
Caddi gravemente ammalato: ero
agli estremi. Una sera i due medici curanti, dopo un breve consulto, dissero,
senza mezzi termini, al mio superiore: “ NON PASSERA’
Sorvolo sul resto, per
affrontare l’anno 1967.
In un corso di Esercizi
Spirituali, trascorso in particolare unione con il Signore, ebbi la seguente
luce divina:
“ L’ETA’ AUREA DEL
CRISTIANESIMO SARA’ ANCHE L’ETA’ AUREA DELLA FAMIGLIA: L’OBBLIGATORIETA’ DEL CELIBATO SACERDOTALE SARA’ ABOLITA E LE
FAMIGLIE DEI VESCOVI SPOSATI E DEI PRETI SPOSATI SARANNO FARI LUMINOSI PER LE
ALTRE FAMIGLIE CRISTIANE”.
La luce divina avuta durante
gli Esercizi Spirituali, l’ho espressa così :
1. DIO E’ UNA FAMIGLIA
TRINITARIA.
Solo Dio esiste da sempre, e Dio è AMORE.
In quanto Amore Dio non è un solitario ma una Famiglia Felicissima
composta da Tre Persone: dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo.
L’amore è dono, ricambio del dono, unione del dono e del ricambio del
dono, felicità.
Il Padre, Sommo Bene, dona
tutto se stesso al Figlio GENERANDOLO; il Figlio Sommo Bene ricevuto dal Padre,
ricambia il dono ricevuto donandosi a sua volta al Padre; lo Spirito Santo
PROCEDE dal Padre dono e dal Figlio ricambio del dono, unisce in Sé il Padre
dono al Figlio ricambio del dono, e il Figlio ricambio del dono al Padre dono;
Egli stesso è il dono e il ricambio del dono UNIFICATI.
DIO E’ UNO perché in Lui il dono e il ricambio del dono sono la stessa
realtà.
DIO E’ IN TRE PERSONE perché il Padre non è il Figlio; il Figlio non e
il Padre; e lo Spirito Santo non è né il Padre né il Figlio.
DIO E’ FELICISSIMO perché la
felicità proviene dal bene coscientemente posseduto, e il dono e il ricambio
del dono che si verificano in Dio E’ IL SOMMO BENE.
2. DIO CREO ‘ L’UOMO
FAMIGLIA.
Dio Amore decise di comunicare la sua felicità a delle creature e creò
l’uomo FAMIGLIA a sua immagine e
somiglianza: l’uomo e la donna sposati sono l’immagine del Padre Celeste SIA
COME SPOSO E SPOSA; SIA COME PADRE E MADRE. E qui dobbiamo fare un rilievo di
particolare importanza: il Padre Celeste è insieme SPOSO E SPOSA, PADRE E
MADRE. Creando la famiglia il Padre
Celeste si sdoppiò: comunicò all’uomo la sua immagine di sposo e di padre; e
comunicò alla donna la sua immagine di sposa e di madre. Evidentemente l’immagine
del Figlio Unigenito del Padre Celeste nella famiglia umana fu comunicata al
figlio della coppia uomo-donna.
Nella famiglia umana
l’immagine dello Spirito Santo ,dono e ricambio del dono Personificati, è
l’amore che unisce gli sposi tra di loro, i genitori al figlio e il figlio ai genitori. Per essere felici,
scopo della loro creazione, i membri della famiglia umana debbono quindi vivere
d’amore, debbono vivere reciprocamente di dono e di ricambio del dono.
Da notare che Dio creò la famiglia fondata sul matrimonio che è un
dono reciproco TOTALE, ESCLUSIVO E DEFINITIVO
tra un uomo e una donna. La famiglia, secondo il volere di Dio, è
monogamica e indissolubile.
3. PECCATO.
Purtroppo nella vita umana intervenne il peccato che è il tradimento dell’amore verso Dio eludendo l’osservanza dei suoi
comandamenti; ed è il tradimento
dell’amore verso il prossimo facendo agli altri non del bene ma del male.
Conseguenza del peccato fu la
perdita della felicità perché perdendo l’amore
si perse il bene che l’amore possedeva, e la perdida della vita perché
l’amore è vita e il peccato è morte.
Come effetto nefasto del peccato si registrò pertanto la dissoluzione della
famiglia: i suoi membri divennero infelici perché anziché amarsi e scambiarsi
il bene incominciarono a odiarsi e a farsi reciprocamente del male; il
matrimonio perse le caratteristiche della monogamia e della indissolubilità. FU
UN VERO DISASTRO!
4. REDENZIONE.
Dio Amore Misericordioso Famiglia Trinitaria Felicissima però non ci
abbandonò alla nostra triste sorte di peccatori condannati all’odio, al dolore,
alla malattia e alla morte, ma ci venne incontro con la mirabile invenzione
DELL’INCARNAZIONE: Dio Figlio, fattosi Uomo in Gesù di Nazaret, con la sua
passione, morte e risurrezione distrusse il nostro odio, la nostra morte e ci
ridonò la vita dell’amore: la famiglia umana è stata redenta da Gesù: gli
sposi, i genitori, il figli hanno nuovamente la possibilità di ricostruire in
sé l’immagine della Famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio
Spirito Santo: anzi, alla luce della Parola di Dio, dobbiamo affermare che
gradualmente arriverà l’ Età Aurea del Cristianesimo. Essa si realizzerà quando
Dio incatenerà Satana per mille anni (PER UN LUNGHISSIMO PERIODO DI TEMPO) nel
mondo sotterraneo: allora le famiglie redente da Gesù brilleranno di santità
riflessa della santità della Famiglia Trinitaria di Dio; allora la Chiesa, in
particolare la Gerarchia Cattolica, vedrà FINALMENTE l’eccelsa dignità della
famiglia, abolirà l’obbligatorietà del celibato del clero, e le famiglie dei
Vescovi Sposati e dei Preti Sposati saranno fulgido modello delle altre
famiglie cristiane.
5. FAMIGLIA DI NAZARET.
Dio, Famiglia Trinitaria, nel suo ineffabile piano provvidenziale creò
UNA SINGOLARE FAMIGLIA TRINITARIA UMANA:
Gesu’ è lo stesso Figlio del Padre Celeste fattosi uomo, e nella sua
natura umana rende visibile la sua
perfezione filiale che si esprime nella perfezione dell’amore: amò il Padre
facendo della volontà di Lui il suo cibo quotidiano fino alla morte e alla
morte di croce; amò i suoi genitori Maria Santissima e San Giuseppe stando loro
sottomesso e ricolmandoli di gentilezze; amò noi suoi fratelli minori dandoci
per redimerci il supremo gesto dell’amore: il sacrificio della sua vita.
MARIA SANMTISSIMA è
SAN GIUSEPPE, singolare immagine del Padre Celeste, è veramente Sposo
di Maria e Padre di Gesù. Amò il Padre Celeste eseguendo sempre la volontà di
Lui con prontezza e generosità; amò con somma perfezione la sua Vergine
Sposa Maria Santissima ed il suo
verginale Figlio Gesù.
Adesso mi permetto, Santità, di insistere su di un punto particolare di
massima importanza. Certo il celibato per il Regno di Dio è un carisma
proclamato solennemente da Gesù. E sono convinto che questo dono Dio, nella bimillenaria storia del Cristianesimo,
l’ha concesso ad una immensa schiera di sacerdoti che l’hanno fatto
fruttificare operando un incalcolabile bene per l’edificazione del Corpo di
Cristo che è
Ma il carisma del celibato
doveva restare carisma, cioè un dono gratuito di Dio che soltanto I PRESCELTI
potevano accogliere e vivere. Purtroppo, però,
Io spero che
“NON ABBIAMO ANCHE
NOI IL DIRITTO DI PORTARE CON
NOI UNA MOGLIE
CREDENTE COME L’HANNO GLI ALTRI
APOSTOLI E I
FRATELLI DEL SIGNORE E PIETRO ? “
(1Cor. 9,5).
Qui, Santità, vorrei proporle alcune Riforme che, secondo me,
Durante la mia vita ho spesso
avuto questa luce divina:
“PRIMA CHE
L’OPERA CENACOLO FAMILIARE INCOMINCI
AD AVERE IL
SUO NATURALE SVILUPPO, DOVRAI
AFFRONTARE UNA
MALATTIA MORTALE”.
La luce si è avverata: il 28 Novembre 2005 sono stato sottoposto ad un
delicatissimo intervento chirurgico in cui, a causa di un tumore maligno, mi sono
state asportate la vescica, la prostata, e mi è stata ricostruita la vescica
con parte del mio intestino. La malattia era mortale, ma Dio ha guidato le mani
del chirurgo dott. Vestita, per cui egli mi ha asportato radicalmente il male.
Grazie a Dio sono totalmente guarito. Non ho avuto bisogno né ho bisogno di
alcuna terapia, e tutti i controlli effettuati
nel corso dell’anno 2006 hanno avuto un ottimo esito.
Santità, Le
chiedo la sua Apostolica Benedizione perché io
possa essere un umile strumento di Dio
per la realizzazione
dell’Opera
Cenacolo Familiare.
Sac. Salvatore Paparo.