SPIRITUALITA’ DEI MEMBRI
DELL’OPERA
CENACOLO FAMILIARE
I membri della famiglia,
redenta da Gesù, possono quindi nuovamente amarsi, scambiarsi il bene dono di
Dio, e riacquistare la felicità perduta con il peccato.
Bisogna però affrontare la
realtà non in modo idilliaco ma con tutte le sue difficoltà pratiche: ciascun
membro della famiglia conserva certo i beni ricevuti da Dio e da donare
principalmente ai suoi familiari; ma, purtroppo, conserva anche i suoi limiti,
le sue carenze ed i suoi difetti. Per mantenersi nell’amore, pertanto, ciascun
membro della famiglia goda sì del bene che riceve dagli altri membri della
famigli; sappia, però, nello stesso tempo, sopportare con pazienza il negativo
della sposa o dello sposo, dei genitori o dei figli o dei fratelli. Per cui è
indispensabile che nessuno pretenda che il familiare condivida le proprie
convinzioni; tutti, invece, rispettino il punto di vista del congiunto. Ciò è
difficile: le forze umane sono impotenti: “SENZA DI ME NON POTETE FARE NULLA”
(Gv.15,5). La propria impotenza , però, può essere debellata con mezzi
spirituali appropriati. Fra questi dobbiamo annoverare LA PREGHIERA: i membri
della famiglia, perciò, preghino insieme durante la giornata. Così condivideranno
l’esperienza dell’Apostolo Paolo:” TUTTO POSSO IN GESU’ CHE MI AIUTA”.
Perché i membri della
famiglia vivano la vita d’amore della Famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio
Figlio, di Dio Spirito Santo è indispensabile non solo che preghino INSIEME, ma
anche e soprattutto che INSIEME partecipino ALLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA E SI
CIBINO DEL CORPO E DEL SANGUIE DI GESU’. Gesù, infatti, isitituì la Santa
Messa, cuore della vita della Chiesa, per trasformare in Se’ i singoli
cristiani ed i membri della famiglia in quanto famiglia. Essi partecipando alla
Santa Messa con fede viva raggiungeranno la vetta spirituale di San Paolo: “
NON SONO PIU’ IO CHE VIVO, MA E’ CRISTO CHE VIVE IN ME” (Gal. 2,20). E tutti
sappiamo che la vita di Gesù è una vita di amore.
E’ da sottolineare anche che nell’Eucarestia
Gesù misteriosamente e mirabilmente si rende presente nella sua Passione,
Morte, Risurrezione e gloriosa Ascensione al Cielo perchè i vari membri del
Corpo Mistico, cibandosi di lui, affrontino come Gesù e con Gesù la loro
passione, portando la loro croce quotidiana; muoiano santamente come Gesù;
risuscitino come Gesù con un corpo glorioso e con Gesù vivano eternamente
felici in Paradiso.
A. I MEMBRI DELL’OPERA
CENACOLO FAMILIARE
E LA CARITA’ FRATERNA.
I membri dell’Opera, secondo
l’insegnamento del divino Maestro, non escludono nessuno dal loro amore: essi
amano tutti, ma fanno cadere la loro preferenza su coloro che soffrono: ad essi
donano il loro aiuto materiale e spirituale secondo le loro possibilità, lasciandosi
guidare dalla convinzione di fede che chi aiuta il fratello in necessità, aiuta
Gesù:
“ IN VERITA’ VI DICO, QUALUNQUE COSA AVETE
FATTO AL PIU’ PICCOLO DEI MIEI FRATELLI,
L’AVETE FATTO A ME “
( Mt. 25,40 ).
I membri dell’Opera si
guardano bene dal giudicare e dal condannare il fratello che pecca perché “
COLUI CHE GIUDICA E’ SOLO IL SIGNORE “ (
1 Cor. 4,4 ). Certo se un fratello compie un’opera malvagia non si può dire che
compie un’azione buona; OGGETTIVAMENTE egli compie un’azione non retta, ma il
giudizio SULLA SUA RESPONSABILITA’ SOGGETTIVA, I MEMBRI DELL’OPERA la lasciano
esclusivamente a Dio.
I membri dell’Opera amano i
fratelli peccatori con lo stesso AMORE MISERICORDIOSO con cui li ama il
Sacratisssimo Cuore di Gesù; per quanto possono li beneficano e lottano perché
essi non vengano discriminati e disprezzati dagli altri: Gesù è venuto nel
mondo non per condannare ma per salvare i peccatori; Gesù non vuole la morte
del peccatore ma che si converta e che viva; Gesù, se fosse necessario, sarebbe
disposto a subire nuovamente la sua passione e la sua morte ANCHE PER SALVARE
UN SOLO PECCATORE.
B. I MEMBRI DELL’OPERA
CENACOLO FAMILIARE E
LA SOFFERENZA.
La nostra vita deve essere impostata tutta su questa ineffabile VERITA’: noi siamo figli di DIO PADRE AMORE MISERICORDIOSO. Come figli di Dio eravamo destinati solo alla felicità. Il peccato, però, ha introdotto nel mondo l’infelicità, la sofferenza, la malattia e la morte. Dio Padre ha guardato noi suoi figli peccatori con sguardo misericordioso e per ridonarci la felicità e la vita ha inviato nel mondo il Suo Unigenito Figlio Gesù, il Quale per nostro amore fece suoi i nostri peccati e per espiarli e distruggerli accettò liberamente la sua passione e la sua morte in croce, risuscitando però il terzo giorno: “ CON AL SUA MORTE HA DISTRUTTO LA NOSTRA MORTE, CON LA SUA RISURREZIONE CI HA RIDATO LA VITA “.
E qui dobbiamo inserire il piano
provvidenziale di Dio: noi non siamo stati creati da Dio e abbandonati al
nostro destino, no. Ciascuno di noi, invece, E’ UN CAPOLAVORO DI DIO UNICO ED
IRRIPETIBILE ed ha un compito specifico e singolare da realizzare gradualmente
in tutta la sua esistenza terrena. Da notare anche che il compito che Dio
affida al singolo uomo non è fine a se stesso ma mira alla costruzione di un
misterioso capolavoro che ha Gesù come centro di riferimento. L’Apostolo San
Paolo, particolarmente illuminato dallo Spirito Santo, lo esprime nelle sue
Lettere con la dottrina del CORPO MISTICO DI CRISTO: noi e Gesù formiamo un
solo Corpo di cui Gesù è il CAPO e noi LE MEMBRA. Tutto il Corpo Mistico è
vivificato da Gesù Capo con la vita divina. Come nel nostro corpo vi sono varie
membra ciascuno delle quali ha un compito particolare rivolto a beneficio di
tutto il corpo, così nel Corpo Mistico vi sono varie membra ciascuno delle
quali ha una specifica funzione a vantaggio di tutto il Corpo Mistico. Come poi
il nostro corpo nasce piccolo e gradualmente cresce e si perfeziona fino alla
maturità dell’uomo; così il Corpo Mistico è nato come infante con la morte-risurrezione di
Gesù, si sviluppa lungo i secoli fino alla fine del mondo, e raggiungerà la sua
perfezione e la sua maturità nel Cielo
dopo la risurrezione dei corpi. Il Corpo Mistico di Gesù glorificato vivrà
eternamente felice nel Paradiso.
Soffermiamoci su un punto importantissimo:
ciascun membro del Corpo Mistico, quindi ciascuno di noi, in questo mondo deve
esperimentare la sofferenza entrata nel mondo con il peccato e redenta dalla
Passione e dalla Morte di Gesù. Sono due i motivi per cui siamo raggiunti dalla
sofferenza: il primo trova la sua causa nel peccato personale da espiare e da
purificare. Il secondo motivo per cui siamo raggiunti dalla sofferenza è molto
nobile: purificati, con l’aiuto di Dio e per i meriti di Gesù, dai nostri
peccati, diventiamo giusti e come giusti partecipiamo alla sofferenza
redentrice di Gesù INNOCENTISSIMO. San Paolo esprime così questa verità:
“COMPIO IN ME CIO’ CHE MANCA ALLA PASSIONE DI CRISTO PER L’EDIFICAZIONE DEL SUO
CORPO CHE E’ LA CHIESA”.
Approfondiamo l’argomento. È Dio che ha
concepito e deciso il grandissimo piano del Corpo Mistico; è Dio che attua
gradualmente il Corpo Mistico di Gesù determinando il compito di ciascun uomo e
agendo in modo tale che ciascun uomo realizzi la sua specifica e singolare
missione. Anche le sofferenze che ciascuno di noi deve sapere accettare per
l’edificazione del Corpo Mistico di Gesù, sono state stabilite da Dio. E Dio le
ha stabilite considerando tutte le vicende storiche degli uomini di tutti i
tempi e di tutti i luoghi. Dal fatto che solo Dio ha la visione globale della
storia dell’edificazione del Corpo Mistico di Gesù, deduciamo che solo Dio
comprende il motivo per cui i singoli uomini sono raggiunti da determinate
sofferenze e non da altre. Una conseguenza logica è che noi, ignorando i motivi
delle decisioni di Dio nei nostri riguardi, possiamo rimanere sconcertati di
fronte alle nostre sofferenze ed essere addirittura tentati di accusare Dio di
ingiustizia. E’ necessario allora compiere un illimitato atto di fiducia in
Dio: le nostre sofferenze, infatti, sono state decise da un Dio AMORE,
MISERICORDIOSO E SAPIENTE. Cerchiamo di capire: Dio per natura è felicissimo;
ma creando l’uomo che con il peccato si rese infelice, MISTICAMENTE ACCETTO’ LA PROPRIA SOFFERENZA: infatti non è
possibile concepire un Dio IMPASSIBILE mentre i suoi amatissimi figli soffrono:
CHI AMA, E DIO E’ AMORE, SOFFRE CON LA PERSONA AMATA SOFFERENTE. Dio rese
visibile la sua sofferenza per noi suoi figlioli sofferenti, facendosi uomo in
Gesù, il Quale per sconfiggere la nostra infelicità e ridonarci la felicità
perduta con il peccato, accettò di subire un’atroce passione e un’infamante
morte in croce. Un Dio che per nostro amore sceglie per Sé la sofferenza,
MERITA TUTTA LA NOSTRA FIDUCIA. Tanto
più che questo Dio, oltre che AMORE, E’ ANCHE SAPIENZA INFINITA. Con la sua
Sapienza Infinita Dio ha saputo e sa distribuire la sofferenza GIUSTAMENTE. Da
qui la necessità che nei nostri dolori diciamo: “PADRE NOSTRO che sei nei
Cieli…SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ “. Certo come Gesù nel Getsemani, possiamo
chiedere al Padre Celeste che ci liberi da determinate sofferenze; ma come Gesù
dobbiamo anche concludere così la nostra supplica: “ PADRE, SE LA MIA ATTUALE
SOFFERENZA E’ NEL TUO PIANO PROVVIDENZIALE PER L’EDIFICAZIONE DEL CORPO MISTICO
DI GESU’, IO L’ACCETTO” .