La prima lettura biblica della quarta domenica di quaresima ci descrive
in modo impressionante, le tristi vicende che vissero gli Ebrei del sesto
secolo Avanti Cristo.
Innanzi tutto c’è una costatazione di peccato. Infatti leggiamo: “IN
QUEI GIORNI TUTTI MOLTIPLICARONO LE LORO INFEDELTA’ “.
Al peccato degli Ebrei risponde L’AMORE PREMUROSO DI DIO. Leggiamo
ancora: “IL SIGNORE DIO MANDO’ PREMUROSAMENTE E INCESSANTEMENTE I SUOI
MESSAGGERI AD AMMONIRLI”.
Purtroppo, però, gli Ebrei chiusero ermeticamente il loro cuore indurito, disprezzarano le parole di Dio e
schernirono il suoi profeti. Per cui ad essi possiamo attribuire le parole di
Gesù riportate nel brano evangelico di oggi:
“ LA LUCE E’ VENUTA NEL MONDO, MA GLI UOMINI HANNO PREFERITO LE TENEBRE
ALLA LUCE, PERCHE’ LE LORO OPERE ERANO MALVAGIE. CHIUNQUE, INFATTI, FA IL MALE,
ODIA LA LUCE E NON VIENE ALLA LUCE PERCHE’ LE SUE OPERE NON VENGANO RIPROVATE
“.
Gli Ebrei del sesto secolo Avanti Cristo si ostinarono talmente nel
loro peccato, da fare scrivere all’autore sacro queste parole agghiaccianti:
“ IL LORO PECCATO RAGGIUNSE IL CULMINE, SENZA PIU’
RIMEDIO “. Da qui la guerra,
l’assedio e la distruzione di Gerusalemme; da qui la deportazione degli Ebrei
scampati alla spada; da qui il lungo esilio in Babilonia, dove i deportati
dovettero subire l’umiliazione e le pene degli schiavi.
Questa in breve la tragica storia degli Ebrei, descritta dall’autore
sacro. E, purtroppo, detta storia si perpetua nelle nazioni e anche nei singoli
individui. Essa, a nostra insaputa, può ripetersi in una persona che magari ci
vive accanto; essa può ripetersi, se non vigiliamo, in ciascuno di noi.
Facciamo un esempio pratico: una persona, ad un certo punto della sua
vita, per motivi suoi particolari, si decide di tenere una linea di condotta in
netto contrasto con i Comandamenti di Dio. Essa cerca invano di dimenticare
Dio. Dio, infatti, continua ad amarla, e per questo suo amore la ammonisce sia
direttamente facendole sentire nel cuore la sua insistente voce di richiamo,
sia per mezzo dei suoi messaggeri. Se detta persona rifiuta i richiami alla
conversione di Dio e dei suoi messaggeri, imita gli Ebrei del Vecchio
Testamento; la sua condizione morale peggiora sempre più fino al momento in cui,
come gli Ebrei suddetti, il suo peccato raggiungerà il culmine, senza più
rimedio. Allora sarà la morte, sarà la sua totale rovina.
A questo punto allarghiamo la nostra riflessione:
Gesù chiama figli del diavolo coloro che si chiudono all’amore di Dio e
si ostinano a compiere il male. Nel corso dei secoli, la famiglia del diavolo
ha avuto molti figli che hanno imitato il loro padre, hanno odiato, hanno
causato enormi sofferenze ovunque, hanno seminato stragi con le guerre e le persecuzioni contro i figli di Dio.
Nel secolo scorso, secolo che noi in gran parte abbiamo dolorosamente
vissuto, il diavolo s’incarnò particolarmente in Hitler e in Stalin. Quante
sofferenze hanno causato all’intera umanità! Mi limito a ricordare L’OLOCAUSTO.
Hitler, per mezzo dei nazisti, suoi diabolici seguaci, HA IMMOLATO SEI MILIONI
DI EBREI FACENDOLI MORIRE NELLE CAMERE A GAS.
Se diamo uno sguardo al mondo
nostro contemporaneo, restiamo atterriti e storditi per il male che causano i
figli del diavolo. Dobbiamo, però, saper scorgere anche l’immenso bene che
operano i Figli di Dio: essi preannunziano la clamorosa sconfitta della
famiglia del diavolo e l’imminente vittoria della Famiglia di Dio. La Famiglia
Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo, da duemila anni
prepara PAZIENTEMENTE E SAPIENTEMENTE LA PROSSIMA ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE,
FONDATA SULLA PACE E SUL BENESSERE MONDIALI MESSIANICI; FONDATA SULLA SANTITA’
DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI
DIO; REDENTA CON LA PASSIONE, MORTE, RISURREZIONE DI GESU’, UNICO SALVATORE DEL
MONDO; CON LA SINGOLARE COOPERAZIONE DI MARIA SANTISSIMA, MADRE DI GESU’ E
DELLA CHIESA, MADRE E REGINA DELLA FAMIGLIA.
Non manchi la nostra cooperazione perché si affretti l’avvento dell’Età
Aurea della Redenzione. Ciascuno di noi viva santamente il ruolo che ha nel
seno della propria famiglia: il ruolo di sposo o di sposa; il ruolo di padre o
di madre; il ruolo di figlio o di figlia; il ruolo di fratello o di sorella.
Sac. Salvatore
Paparo.
Cintano 22 marzo 2009