RISERVATA AD ALCUNI MIEI AMICI
Desidero affrontare con voi le
mie relazioni con i due Vescovi della
diocesi d’Ivrea, Mons. Luigi Bettazzi e
Mons. Arrigo Miglio.
Mons. Bettazzi è stato vescovo della diocesi d’ Ivrea dal 1966 al
1999; Mons. Miglio è l’immediato
successore di Mons. Bettazzi ed è tuttora vescovo della diocesi d’Ivrea.
Mentre Mons. Bettazzi mi ha sempre compreso e rispettato, e tante volte
ha condiviso apertamente con affetto paterno le mie aspirazioni per
l’attuazione dell’Opera Cenacolo Familiare;
Mons. Miglio, al contrario, mi ha sempre combattuto apertamente.
Avevamo spesso l’occasione di incontrarci perché eravamo tutti e due membri del
Consiglio Presbiterale Diocesano e del Consiglio Pastorale Diocesano, lui in
quanto Vicario Generale e io in quanto Vicario della Zona Pastorale di
Castellamonte. Sempre allo stesso titolo partecipammo tutti e due al Sinodo
Diocesano d’Ivrea che si tenne negli anni 1984-1986.
Io decisi di affrontare pubblicamente nel Sinodo alcune Riforme che
reputo importanti siano fatte dalla Gerarchia Cattolica, fra cui quella di
abolire per il Clero Cattolico di Rito Latino l’obbligatorietà del celibato e
di lasciare a detto clero la piena libertà di scelta tra la vita matrimoniale e
la vita celibataria.
Mons. Miglio fece di tutto per impedirmi la parola; ma il Vescovo Mons.
Bettazzi mi permise di leggere pubblicamente la mia relazione.
Ma veniamo ai dieci anni di episcopato di Mons. Miglio nella diocesi
d’Ivrea.
Dovrei scrivere un libro per descrivere tutte le vicende di questi
dieci anni. Mi limito all’essenziale.
Durante il decennio 1999-2009 io ho continuato regolarmente ad avere
contatti con Mons. Bettazzi, gli ho fatto pervenire tutti i miei scritti e lui
mi ha sempre compreso ed appogggiato anche se in modo discreto, per prudenza.
Di tanto in tanto mi ha scritto delle brevi frasi molto significative. Ve ne
cito una:
“QUANDO LA NOTTE E’ PROFONDA,
SI AVVICINA L’ALBA”.
Mons. Miglio, invece, in questi anni mi ha sempre ostacolato e
criticato.
Io ho creduto opportuno fargli conoscere l’Opera Cenacolo Familiare.
Tre anni fa Mons. Miglio mi
scrisse una lunghissima lettera in cui praticamente condannava tutte le mie
convinzioni teologiche dottrinali e pastorali, come pure tutte le Riforme che
desidero vengano fatte dalla Gerarchia Cattolica per presentare al mondo un
volto attraente di Gesù, un volto cioè DI AMORE E DI MISERICORDIA.
Quanto vi ho esposto fin qui spiega il seguente decreto su di me di
Mons. Miglio.
Apparentemente sembra una semplice accettazione delle mie dimissioni di
parroco di Cintano. In realtà è una deposizione: essa, infatti, è avvenuta solo
dopo tre anni dalle mie dimissioni di
parroco che io in ossequio alla prescrizione canonica presentai al Vescovo non
appena ho raggiunto il settantacinquesimo anno di età.
Ecco il decreto vescovile:
“Dopo lunga e approfondita riflessione, udito il parere dei più stretti
collaboratori e del Collegio dei Consultori, con la presente ti comunico che ho
deciso di accettare le tue dimissioni di parroco di Cintano, da te presentate a
suo tempo con lettera del 31 Agosto 2004.
L’accettazione delle dimissioni avrà decorrenza dal 1 Gennaio 2008 e
pertanto a partire da tale data la responsabilità della parrocchia sarà
affidata ad un Amministratore Parrocchiale.
Il passaggio delle consegne avverrà tramite il Vicario Generale e
l’Economo diocesano, in giorno da concordare con te e con l’Amministratore
parrocchiale.
Insieme valuteremo anche quanto riguarda la tua sistemazione futura.
Ivrea 07.12. 2007 Arrigo Miglio
Vescovo di
Ivrea “.
Dopo aver pregato molto, mi son sentito in dovere di rispondere così al
vescovo:
“Ho preso visione della condanna che mi hai comminato e ti scrivo per
invitarti fraternamente a desistere dall’eseguirla. Come può un vescovo che
esige di essere chiamato padre, voler sdradicare dal suo ambiente un sacerdote
che da 44 anni ha solo cercato di vivere personalmente e di inculcare ai suoi
fratelli parrocchiani l’amore e la misericordia di Dio, e a quasi ottant’anni
gettarlo in un nuovo ambiente per trascorrere i suoi ultimi anni di vita
terrena in solitudine e nella sofferenza? Può un vescovo condannare un suo
sacerdote che abitualmente segue le indicazioni della Gerarchia, ma che sente
il dovere di dissentire da essa in alcune posizioni etiche e pastorali? Non
dovrebbe la Gerarchia trarre insegnamento dai tanti suoi errori del passato per
riconoscere con umiltà i suoi limiti umani E PERMETTERE UN DISSENSO COSTRUTTIVO
TRA I SUOI FIGLI? Come può un sacerdote non dissentire IN ALCUNE COSE DA UNA
GERARCHIA CHE HA INSEGNATO CHE UN FEDELE CHE MANGIAVA DI VENERDI UN PEZZETTINO
DI CARNE
COMMETTEVA PECCATO MORTALE E CHE QUINDI MERITAVA UN INFERNO ETERNO?
Pertanto, invito fraternamente te, i tuoi più stretti collaboratori e
il Collegio dei Consultori a ripensare sulla grave sanzione comminatami e a
revocarla”.
Non ho ricevuto alcuna risposta dal vescovo,
non sono venuti il Vicario Generale, l’Economo Diocesano e
l’Amministratore Parrocchiale per il passaggio delle consegne.
Ho ritenuto il tutto come un’accettazione tacita della mia richiesta
fatta al vescovo di poter continuare a fare il parroco di Cintano.
E poiché durante tutto l’anno 2008 non ho ricevuto alcuna comunicazione
scritta né da parte del vescovo né da parte della Curia diocesana, ho
esercitato regolarmente l’ufficio di parroco di Cintano.
Solo alcuni mesi fa, il Vescovo è venuto a trovarmi presso la casa
parrocchiale e mi ha comunicato soltanto oralmente che l’Amministratore
parrocchiale di Cintano è don Angelo Bianchi, arciprete di Castellamonte. Don
Angelo, però, non è mai venuto a trovarmi per notificarmi come intende
esercitare il suo incarico di Amministratore parrocchiale di Cintano.
Alla luce di quanto vi ho detto potete capire il GESTO SIMBOLICO
compiuto da Mons. Luigi Bettazzi in occasione dei funerali di don Giovanni
Conta il 3 giugno u.s.
Vi riporto quanto ho scritto in quel giorno. E’ una specie di diario:
“Cintano 3 giugno 2009
Alle ore 15,15 ero già seduto sulla panca della chiesa parrocchiale di
Spineto, collocata presso la porta della sacrestia. Ero in preghiera
preparandomi alla Messa delle ore 16 in suffragio dell’anima di don Givanni Conta, quando vedo comparire
dinanzi a me Mons. Bettazzi. Mi sorride, mi stringe la mano destra e si siede
accanto a me dicendomi sempre con il sorriso sulle labbra:
“SEDENDOMI ACCANTO A TE, MI COMPROMETTO”.
Abbiamo intavolato una conversazione molto amichevole.
Io, fra l’altro, l’ho ringraziato dicendogli CHE PER ME E’ STATO IL
VESCOVO DELLA PROVVIDENZA: “SENZA DI LEI GLI UOMINI MI AVREBBERO CROCIFISSO! ”.
Mons. Bettazzi è rimasto molto impressionato quando gli ho detto:
“ LEI E’ STATO ORDINATO VESCOVO NEL 1963;
IO NEL 1963 SONO DIVENUTO
PARROCO DI CINTANO”.
Abbiamo parlato anche del suo libro autobiografico- Io ho sottolineato
la foto collocata sulla copertina del libro: IL PAPA GIOVANNI PAOLO II FISSA
CON INEDITA SEVERITA’ MONS. BETTAZZI CHE GLI STA DI FRONTE.
Mons. Bettazzi ha commentato così: “L’EDITORE DEL LIBRO MI HA DETTO CHE
QUELLA FOTO CONVINCE PIU’ DEL LIBRO STESSO”.
Abbiamo ricordato anche il grande incontro del 18 maggio u.s. a
Firenze: moltissimi esponemti sostenitori del Concilio Vaticano II si sono
incontrati per la prima volta per cercare e trovare il modo pratico perché il
Concilio Vaticano II abbia la sua indispensabile attuazione cosicchè il Regno
di Dio si realizzi in tutte le sue migliori espressioni possibili in questa
terra.
In modo particolare i convenuti HANNO PARLATO SUL MODO CON CUI
FRONTEGGIARE LA GERARCHIA CATTOLICA CONTEMPORANEA CHE HA AFFOSSATO IL CONCILIO
VATICANO II.
Mons. Bettazzi mi ha detto di aver inviato ai convenuti di Firenze un messaggio di adesione e di
incoraggiamento e che essi gli hanno risposto ringranziandolo.
MONSIGNOR BETTAZZI E’ RIMASTO SEDUTO ACCANTO A ME FINO A QUANDO E’
GIUNTO IL VESCOVO D’IVREA MONS. MIGLIO. MONS. MIGLIO MENTRE ENTRAVA IN
SACRESTIA HA VISTO MONS. BETTAZZI E ME SEDUTI L’UNO ACCANTO ALL’ALTRO.
Vi saluto con affetto
Sac.
Salvatore Paparo
P.S. ho inviato a Mons. Bettazzi questa breve lettera:
CINTANO 7 GIUGNO 2009
FESTA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA FELICISSIMA
DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO.
AMATISSIMO E STIMATISSIMO MONS. LUIGI,
LA RINGRAZIO PER IL GESTO S I
M B O L I C O DI AMICIZIA
DI CUI MI HA GRATIFICATO NELLA CHIESA PARROCCHIALE DI SPINETO NEL
GIORNO DEI FUNERALI DI DON GIOVANNI
CONTA.
Sac. Salvatore Paparo