A U
T O B I O
G R A F I
A
del sacerdote Salvatore
Paparo
P R E M
E S A
Scrivo SCHEMATICAMENTE la mia vita per rendere nota al mondo la misericordia della Famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo che si è degnata scegliere me, il più piccolo uomo, il più piccolo cristiano, il più piccolo prete, per manifestare i suoi piani grandiosi per l’umanità che sta partorendo, guidata da Dio, L’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO.
Io mi sento confuso, ma dal mio cuore sgorga riconoscente il Magnificat del Cuore Immacolato di Maria.
Pensando alla mia pochezza e alla mia elezione faccio mie le parole dell’Apostolo Paolo:
“Dio ha scelto quelli che gli uomini considerano ignoranti, per
coprire di vergogna
i sapienti; ha scelto quelli che gli uomini considerano deboli, per
distruggere
quelli che si credono forti. Dio ha scelto quelli che nel mondo non
hanno
importanza e sono disprezzati o considerati come se non esistessero, per
distruggere quelli che pensano di valere qualcosa. COSI’ NESSUNO POTRA’
VANTARSI DAVANTI A DIO” (1Cor, 1,27-28).
Mi considero proprio una nullità nelle mani della Famiglia Trinitaria di Dio che in me compirà grandi cose per la sua gloria ed il bene della Chiesa, Sposa di Gesù. Non posso davvero vantarmi di nulla dinanzi a Dio, ma mi confondo per le mie ingratitudini ed i miei peccati.
Invoco la luce e l’assistenza della Famiglia Trinitaria di Dio, della Famiglia Trinitaria di
Nazaret, di tutti i miei Santi Patroni perché io possa scrivere solo la verità e nel modo più idoneo acchè i miei lettori ricavino copiosi frutti spirituali e diventino Apostoli dell’Età Aurea del Cristianesimo che è agli albori anche se non possiamo conoscere il tempo preciso del suo splendore.
PRIMO CAPITOLO:LA MIA FAMIGLIA E LA MIA
NASCITA.
Dio mi ha mostrato la sua benevolenza innanzi tutto donandomi dei genitori di una vita interiore non comune: il loro cristianesimo lo vivevano intimamente: papà può definirsi uno sposo attaccatissimo alla propria moglie, un genitore cristiano tutto dedito alla casa, al lavoro e alla chiesa.Anche mamma voleva tanto bene a papà, si dedicava anima e corpo per il bene dei sei figlioli doni di Dio alla famiglia di Paparo Giuseppe e di Travaglianti Maria Angela. Quasi tutti i giorni partecipava alla santa Messa ed ogni sera ci faceva recitare il rosario. Aveva tre fratelli sacerdoti.
Io sono il quartogenito della famiglia. Sono nato la sera del 14 Agosto 1929 mentre le campane annunziavano festosamente la Solennità di Maria Santissima Assunta in Cielo.
Quando papà la sera rientrò dal lavoro mi strinse tra le mani, alzò le braccia verso il Cielo e lieto pronunziò a gran voce le parole: “LO CHIAMEREMO SALVATORE. CHE SALVI LA FAMIGLIA E IL MONDO”. Generosità del cuore di un padre cristiano! Ma io non sono il salvatore del mondo; l’unico Salvatore del mondo è Gesù; io sono solo un piccolo strumento di salvezza nelle mani di Gesù, REDENTORE DELL’UNIVERSO.
SECONDO CAPITOLO: I MIEI PRIMI ANNI DI
VITA.
Ero un bambino piuttosto vivace.Giocavo e mi divertivo come ogni bambino della mia età. E qui debbo ricordare un fatto che segnò definitivamente la mia vita.Avevo già raggiunto i dieci anni di età e mamma si trovava a letto in preda ad un fortissimo dolore di testa. Seduto presso il suo letto,io stavo sempre accanto a mamma per l’amore che le volevo, mamma all’improvviso mi fece questa proposta: “ SALVATORE, VUOI FARTI SACERDOTE?”. Per la prima volta sentii veramente Dio, fui preso da Lui con una immensa gioia e prontamente e con slancio le risposi:”SI’ “. Dopo alcuni giorni ero già nel Piccolo Seminario di Bronte, provincia di Catania.Essere sacerdote per me diventò lo scopo di vita. Presi sul serio la mia vita seminaristica. Dio e Maria Santissima si facevano sentire nel mio piccolo cuore ed una notte ebbi un sogno che io considero molto più che un sogno.
Mi sembrò di vedere Maria Santissima sospesa
in aria all’altezza di circa cinque metri. Era seduta su di un maestoso trono
ed indossava un mantello azzurro: A vederla io gridai: “MAMMA, MAMMA!” e
volai verso di lei. La Madonna allargò il suo mantello con tutte e due le mani.
Io poggiai la mia testa sulle sue ginocchia. E Lei coprendomi lentamente
lentamente con il suo mantello mi disse dolcemente: “SALVATORE, FIGLIOLINO
MIO”.
A questa età ho da ricordare un altro fatto che io reputo miracoloso. Mi trovavo in campagna con il mio fratello Carmelo quando uno sciame di vespe mi assalì alla faccia. Io sentivo che il loro pungiglione penetrava nella mia carne ma non veniva iniettato veleno. Dopo circa cinque minuti d’assalto e di lotta le vespe si allontanarono: la mia faccia era intatta e non accusavo alcun dolore.
TERZO CAPITOLO : LA MIA VITA DAI 14 AI 18
ANNI.
A 14 anni, dopo le scuole medie, passai dal Piccolo Seminario di Bronte al Seminario Maggiore di Catania. Fui preso da un vivissimo desiderio di farmi missionario. Quando avevo 16 anni un padre missionario Marista, padre Caporali, tenne a noi seminaristi un corso di Esercizi Spirituali. Preso intimamente da Dio sentii la sua voce “ENTRA NELLA SOCIETA’ DI MARIA”. Ne parlai con il direttore spirituale che con mio immenso gaudio mi rispose:”SEGUI LA VOCE DI DIO”. Così senza badare a coloro che contrastavano la mia decisione, l’8 Dicembre del 1945 lasciai la Sicilia e mi portai allo Studentato dei Padri Maristi, collocato in Cavagnolo, provincia di Torino.
Nel Maggio del 1946 caddi gravemente ammalato: ero agli estremi. Una sera i due medici curanti, dopo un breve consulto, dissero, senza mezzi termini, al Superiore:”NON PASSERA’ LA NOTTE”. La bontà di Dio, invece, per i suoi scopi misericordiosi, mi guarì improvvisamente.
Immerso in Dio, LUCE-CALORE ESTASIANTE, mi fu comunicato quanto segue:
“L’UMANITA’ VA INCONTRO
ALL’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO.
ALLORA IL MONDO RICONOSCERA’ GESU’ COME SUO UNICO
SALVATORE E VIVRA’, IN MODO STRAORDINARIO , UN’ERA DI PACE
E DI BENESSERE. TU SARAI UN UMILE NOSTRO STRUMENTO”.
I Superiori vollero accertarsi della mia guarigione e mi inviarono all’Ospedale Molinette di Torino per delle radiografie. Risultai completamento sano. All’ospedale mi accompagnò il mio direttore spirituale che mi disse:”TI VOGLIO FAR CONOSCERE UNA SANTA SUORA CHE LEGGE NEI CUORI”, e mi condusse al Carmelo di Moncalieri. Quando mi trovai dinanzi alla suora, Madre Agostina, Essa esclamò a gran voce :” LA MISSIONE CHE DIO LE HA AFFIDATO E’ GRANDIOSA, SARA’ DEFINITA “L’OPERA”. IO LE SARO’ MADRE”. E Madre Agostina mi fu veramente Madre.Per lunghi anni io mi aprii fiduciosamente a lei ed essa mi fu prodiga di utili consigli. Ora si trova in Cielo e protegge il suo figliolo Salvatore e l’Opera .
Dal momento della comunicazione celeste in
occasione della mia guarigione miracolosa, L’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO
domina la mia vita. Ne parlai con il direttore spirituale e con i superiori.
Essi evidentemente mi consigliarono di procedere nei miei studi fino
all’ordinazione sacerdotale. “NOI, mi dissero, NON OSTACOLEREMO LA
VOLONTA’ DI DIO”.
E qui per logica di pensiero debbo prescindere dalla mia vita precedente per parlare dell’anno 1996.
Mi
trovavo nel mio studio quando il Signore, come fa spesso, mi dominò con la sua
presenza estasiante e mi disse: “LEGGI LA SACRA SCRITTURA. IO TI ILLUMINERO’
NELLA SCELTA DEI PASSI CHE SI RIFERISCONO ALL’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO”.
Io ubbidendo al Signore lessi , dominato da un’immensa gioia, tutta la
Sacra Scrittura. Il risultato della lettura fu quanto scrissi nel documento
base:”OPERA CENACOLO FAMILIARE”, che qui riporto:
L’Opera
Cenacolo Familiare oggi può mostrare il suo vero volto
COME PROFEZIA DEL PROSSIMO AVVENIRE DELLA CHIESA. A base di tutto si pone L’ETA’
AUREA DEL CRISTIANESIMO CHE E’
IMMINENTE PUR CONSIDERANDO CHE I TEMPI DI DIO NON SONO I NOSTRI TEMPI.
Allora il mondo intero
A.
Riconoscerà Gesù come unico suo
Salvatore e si convertirà a Lui.
B.
Vivrà, in modo straordinario,
un’Era di Pace e di Benessere.
1.A
NELL’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO IL M ONDO INTERO
RICONOSCERA’ GESU’ COME SUO UNICO SALVATORE, SI
CONVERTIRA’
A LUI ED ENTRERA’ A FAR PARTE DELL’UNICA CHIESA.
Questa certezza ci proviene dalla Sacra Scrittura. Fra i numerosi testi scegliamo i più significativi:
(Tobia)
4.
“ Il Signore dice: verrà il tempo in cui radunerò gli uomini di tutti i
popoli e di tutte
le nazioni, NONOSTANTE i loro
pensieri e le loro azioni. Così mostrerò loro la mia
gloria” (Is.66,18)
NON CI SFUGGA CHE LA
CONVERSIONE DEL MONDO INTERO A GESU’
E’ OPERA DELLA MISERICORDIA DI
DIO: ESSA AVVERRA’ “NONOSTAN-
TE” I PENSIERI E LE AZIONI
DEGLI UOMINI.
5“… (Gesù) se una canna è incrinata non la spezzerà, se una lampada è debole non la
spegnerà. Farà così fino a quando
avrà fatto trionfare la sua Giustizia; ed Egli sarà
per tutti i Popoli una
speranza” (Mt.12,18-21)
6.
“ A me è stato dato ogni potere in
cielo e in terra. Perciò andate, fate divenire miei discepoli
tutti gli uomini del mondo” (Mt. 28,18-20)
7.
L’azione visibile della Chiesa, sostenuta dall’azione continua e invisibile di Gesù “Sarò
con voi fino alla fine del
mondo” avrà esito felice “QUANDO SARO’ INNALZATO
DA TERRA ATTIRERO’ A ME
TUTTI GlI UOMINI”(Gv.12.32-33).
8. “Ho anche altre pecore che non sono in questo recinto. Anche di quelle devo diventare
Pastore. Udranno la mia voce e diventeranno un unico gregge con un unico
Pastore”
(Gv.10,16).
Divisioni, torneranno all’unità:” Fa’ che siano tutti una sola cosa come tu,Padre, sei in me
E,d io sono in te, anch’essi (i cristiani) siano una sola cosa in noi. COSI’ IL MONDO CREDERA’ CHE TU MI HAI MANDATO”(Gv. 17,20-23)
Certamente Dio Padre ha esaudito Gesù perché la sua preghiera è sempre efficace:”Allora spostarono la pietra. Gesù alzò lo sguardo al Cielo e disse:”Padre, ti ringrazio perché mi hai ascoltato.Lo sapevo che mi ascolti sempre. Ma ho parlato così per la gente che sta qui attorno perché credano che tu mi hai mandato”(Gv.11,41-42)
Atteso: “Gli Ebrei hanno inciampato, ma io mi
domando: la loro rovina è definitiva? No di certo. La loro caduta ha
favorito la salvezza degli altri popoli, e questo è avvenuto per spingere gli
Ebrei alla gelosia. Se la loro caduta ha già arricchito il mondo e il loro
fallimento ha avvantaggiato gli altri popoli, quale maggiore beneficio si
avrà quando TUTTI LORO ACCETTERANNO IL CRISTO?” (Rm.11,11-12).
Gli
Ebrei si convertiranno a Gesù dopo la conversione a Gesù di tutto il mondo:”
Fratelli, io voglio farvi conoscere il misterioso progetto di Dio, perché non
diventiate presuntuosi:una parte di Israele
continuerà nella sua ostinazione fino a che tutti gli altri popoli non saranno giunti alla
salvezza” (Rm.11,25-32).
11.A proposito dell’Età aurea del Cristianesimo in cui Gesù sarà riconosciuto ed accettato come unico Salvatore da tutto il mondo, merita un’accentuazione particolare quanto afferma l’Apocalisse.
Essa sotto forma di impressionanti difficili simbolismi pone in risalto gli inauditi, terrificanti e sanguinari sforzi di Satana e degli uomini suoi simili ed alleati per vincere Gesù e la sua Chiesa. In un periodo della storia umana però, Gesù interverrà in modo straordinario e renderà del tutto inefficace l’azione demoniaca per mille anni ( per una lunghissima epoca gli uomini si dimostreranno docili discepoli di Gesù e del suo messaggio evangelico). Dopo quest’Era ineffabile , Satana riuscirà nuovamente a pervertire gli uomini, ma ben presto seguirà la fine del mondo, il Giudizio Universale e la definitiva ed eterna separazione tra i Cittadini del Cielo e i dannati.
IL testo sacro si esprime così:
“ Poi vidi scendere dal cielo un angelo che teneva in mano la chiave del mondo sotterraneo e una lunga catena. L’Angelo afferrò il drago, il serpente antico, cioè Satana, il Diavolo. E lo incatenò per mille anni, lo gettò nel mondo sotterraneo , ne chiuse l’entrata e la sigillò
sopra di lui. Così il drago non avrebbe più ingannato nessuno per mille anni. Alla fine dei mille anni, però, deve essere sciolto per un po’ di tempo… quando saranno trascorsi i mille anni, Satana sarà liberato dalla sua prigione e andrà a convincere Gog e Magog e tutti i popoli del mondo numerosi come la sabbia del mare, e li radunerà per la guerra.
Eccoli, dilagano su tutta la terra e
assediano il campo di quelli che appartengono al Signore, la città ch’Egli ama.
Ma giù dal cielo venne un fuoco che li divorò, e il Diavolo che li ingannava fu
gettato nel lago di fuoco e di zolfo dove c’erano già il mostro e il falso
profeta. Lì saranno tormentati notte e giorno per sempre” (Ap.20,1-10).
Gli
uomini che dopo l’Età Aurea del Cristianesimo si pervertiranno saranno
numerosi: allora si realizzerà la profezia di Gesù: “Quando il figlio
dell’Uomo ritornerà sulla terra vi troverà ancora Fede? “ (Lc.18,8).
1.B
Nell’Età Aurea del Cristianesimo tutta l’umanità
vivrà in modo straordinario
Un’Era di pace e di benessere.
Quando Dio assume un uomo a suo Profeta, lo ispira in modo che gli uomini contemporanei al profeta possano comprendere il messaggio divino, anche se parzialmente ed in modo imperfetto. E poiché al tempo biblico si viveva in un mondo agricolo e pastorizio e si combatteva con archi,scudi, frecce e spade, il linguaggio dei profeti vi si adeguò. Noi, però, per intendere il pensiero di Dio dobbiamo adattare i testi biblici alla nostra cultura e soprattutto pensare alle armi con cui oggi si combattono o è possibile combattere le guerre: carri armati,apparecchi, bombe atomiche… Senza questo adattamento non riusciamo a percepire il sublime preannuncio della Pace e del benessere messianici.
a.
Pace Universale
Messianica.
1. “ ( I popoli) trasformeranno le loro spade in aratri e le lance in falci. Le Nazioni non saranno più in lotta tra di loro e cesseranno di prepararsi alla guerra” (Is.2,1-5).
2. “ E’ NATO UN BAMBINO PER NOI… SARA’ CHIAMATO PRINCIPE DELLA PACE. Diventerà sempre più potente ED ASSICURERA’ UNA PACE CONTINUA” (Is.9,5-6)
3. “ … Spezzerò l’arco e la spada, eliminerò la guerra da questa terra. Farò vivere il mio popolo in Pace” (Os.2,19-20)-
4. “ Trasformeranno le loro spade in aratri e le loro lance in falci. Le Nazioni non saranno più in lotta tra di loro e cesseranno di prepararsi alla guerra. Ognuno vivrà in pace” (Mic. 4,3-4)
5.
“Il nuovo
capo (Gesù) guiderà con fermezza il popolo… Il popolo vivrà sicuro perché
<<
6. (Gesù) tra le nazioni ristabilirà la pace e regnerà da mare a mare, dal fiume Eufrate fino ai confini della terra” (Zac. 4,3-4).
7. “Guardate che cosa ha compiuto il Signore, quali prodigi ha fatto sulla terra! In tutto il mondo pone fine alle guerre” (Sal.46,9-11.
8. Finalmente si realizzerà la profezia della Pace Universale annunziata e cantata dagli Angeli sulla grotta di Betlemme: “GLORIA A DIO IN CIELO, E PACE IN TERRA AGLI UOMINI CHE DIO AMA”(Lc.2,14)
b. Benessere Universale Messianico.
La Pace Universale Messianica, frutto dell’amore per Dio e per il prossimo, recherà immensi benefici a tutti, si rispetterà la natura, si favorirà lo sviluppo di tutti i popoli, i soldi finora sprecati per la costruzione delle armi saranno investiti per debellare la fame, le malattie, le disuguaglianze sociali. In conseguenza la vita umana sarà longeva e felice: “Il Signore dice: le sofferenze del passato saranno dimenticate, svaniranno davanti ai miei occhi. Io sto per creare un nuovo cielo ed una nuova terra. Non si ricorderà più il passato, non ci si penserà più. Gioite ed esultate per quello che creerò: una Gerusalemme entusiasta e un popolo pieno di gioia. Mi rallegrerò per Gerusalemme e gioirò per il mio popolo e non si sentirà più in essa pianti e grida di dolore.
NON MORRANNO PIU’ NEONATI E GLI ADULTI AVRANNO
UNA LUNGA VECCHIAIA . MORIRA’ GIOVANE CHI MORRA’ A CENT’ANNI. SE UNO NON ARRIVERA’ A CENT’ANNI VORRA’ DIRE CHE IO L’HO PUNITO… IL MIO POPOLO VIVRA’ A LUNGO COME UN ALBERO SECOLARE, I MIEI FEDELI SI GODRANNO IL FRUTTO DEL LORO LAVORO. TUTTO QUELLO CHE FARANNO RIUSCIRA’ BENE, NON METTERANNO AL MONDO FIGLI PER POI VEDERLI MORIRE. Saranno un popolo benedetto dal Signore essi e i loro figli. Risponderò loro prima ancora che mi chiamino. Li avrò ascoltati prima ancora che finiscano di parlare “ (Is.65,16-24).
“Il Signore mostra la sua bontà verso
Gerusalemme, ha pietà delle sue rovine,
TRASFORMERA’ QUESTA TERRA DESERTA
IN UN GIARDINO
MERAVIGLIOSO, QUESTO SUOLO ARIDO
IN UN PARADISO.
Qui si sentiranno grida di gioia,
canti di lode e di ringraziamento “
(Is. 51,3).
Nel 1948 feci il Noviziato e pronunziai i voti temporanei nella Società di Maria.
Quando nel 1951 si trattò di emettere i voti perpetui il Padre Provinciale Umberto Giannini mi
impose
perentoriamente: “PER EMETTERE I VOTI PERPETUI DEVI RINUNZIARE ALL’OPERA CHE
VUOI FONDARE”. Tutto considerato non potei che accettare l’imposizione del
Padre Provinciale. “SI’, gli risposi, PERO’ NON POSSO IMPEDIRE A DIO DI
COMPIERE IN ME LA SUA VOLONTA’.
COMUNQUE LE PROMETTO CHE USCIRO’ DALLA SOCIETA’ DI MARIA SOLO QUANDO I
SUPERIORI MI CONCEDERANNO IL PERMESSO DI USIRE E MI BENEDIRANNO”,
Il 21 Febbraio del 1954 fui ordinato sacerdote e qui debbo presentare il Padre Marista Bartolomeo Bardessono che fu per me l’uomo della Provvidenza. E’ Lui infatti che , divenuto Provinciale della Provincia Marista Italiana, mi chiamò a Roma per conseguire la Licenza in Teologia presso l’università dell’Angelicum; è Lui che nel 1957 mi inviò allo Studentato Teologico Marista in qualità di professore di Teologia Morale; è Lui che mi concesse il permesso di uscire dalla Società di Maria per inziare l’Opera. Ma a questo punto è necessario che parli anche delle mie relazioni con il famoso Padre Riccardo Lombardi, apostolo profeta del Mondo Migliore, definito microfono di Gesù.
Sospinto irresistibilmente da Dio scrissi al
Padre una lettera in cui esposi a grandi linee l’Opera e chiesi il suo
illuminato consiglio. Si instaurò fra
me e Lui un contatto epistolare finchè, nel Luglio 1958, dietro suo invito,
partecipai ad un Corso di Esercitazione per un Mondo Migliore, tenutosi a
Mondragone, presso Roma. NELL’OCCASIONE POTEI PARLARE A LUNGO CON IL PADRE
LOMBARDI. LUI, a conclusione, mi disse: “ CHIEDA AI SUPERIORI DI FARLE INIZIARE
L’OPERA”. Riportai la frase del Padre Lombardi al Provinciale P. BARTOLOMEO
BARDESSONO, E Lui, con mia immensa gioia, mi rispose: “VA VENE, TI PREGO
PERO’ DI ATTENDERE ANCORA UN ANNO
PERCHE’ IO ABBIA IL TEMPO DI TROVARE IL TUO SOSTITUTO NELL’INSEGNAMENTO DELLA
MORALE”.
Passato l’anno, CON LA BENEDIZIONE DI PADRE
BARDESSONO, uscii dalla Società di Maria per essere, a suo tempo, incardinato
nella diocesi di Ivrea, provincia di Torino.
Uscito dalla Società di Maria ed accettato nella diocesi di Ivrea da Mons. Rostagno, passai quattro anni a Filia, frazione di Castellamonte provincia di Torino, come Cappellano del Tabor, fondazione di Madre Agostina, per aspiranti Suore.
Nel 1963 il Vescovo di Ivrea Mons. Albino Mensa mi designò parroco di Cintano, piccola parrocchia di 250 anime, dove tuttora vivo
Dal 1963 al 1966 nulla da segnalare.
SESTO CAPITOLO :”LA NUOVA STRATEGIA”.
Trascrivo quanto scrissi nel Documento base dell’Opera Cenacolo
Familiare:
“ Finchè il Papa manterrà l’attuale legge di obbligatorietà del
celibato ecclesiastico i Vescovi e i Preti Cattolici di Rito Latino hanno il
diritto divino di sposarsi validamente
e lecitamente in segreto: il matrimonio segreto consiste nel consenso
matrimoniale reciprocamente espresso dai due contraenti. Il ragionamento
teologico della NUOVA STRATEGIA è il seguente:
Il Concilio Ecumenico
Vaticano II AFFERMA:”IL MAGISTERO DELLA CHIESA NON E’ SUPERIORE ALLA PAROLA DI
DIO MA AD ESSA SERVE”(Dei Verbum n. 10 . Ora la Sacra Scrittura afferma con chiarezza che i Vescovi ed i
Preti possono sposarsi. “ NON ABBIAMO ANCHE NOI IL DIRITTO DI PORTARE CON NOI
UNA MOGLIE CREDENTE COME L’HANNO GLI ALTRI APOSTOLI, I FRATELLI DEL SIGNORE E
PIETRO?” (1Cor.9,5). “ I VESCOVI SIANO SPOSATI UNA VOLTA SOLA” (1Tm 3,2; Tito
1,6).
La Gerarchia cattolica non
aveva diritto e potere di eliminare questa libertà evangelica e di imporre al
clero latino il celibato. La legge celibataria , pertanto, è nulla, invalida ed
il clero latino deve riacquistare la sua libertà anche contro la volontà della
stessa Gerarchia.
PRECISAZIONI
1° Il matrimonio segreto dei Vescovi e dei Preti Sposati è un Sacramento perché i ministri del Sacramento del Matrimonio sono i battezzati contraenti , e i Vescovi e i Preti che , in coscienza, decidono di sposarsi segretamente, sono scusati dal seguire le norme canoniche perché la Gerarchia vi si oppone ingiustamente.
2°
La strategia esposta non è uno scisma. Difatti i Vescovi Sposati ed i Preti
sposati segretamente SONO GELOSI DELLA LORO QUALIFICA DI CATTOLICI. Essi
accettano la Chiesa Cattolica, riconoscono la sua Gerarchia, rimangono
sottomessi ad Essa, eccetto nei punti in cui si stacca dalla volontà di Dio: “BISOGNA
UBBIDIRE A DIO PIUTTOSTO CHE AGLI UOMINI”(At.5,29). I Vescovi sposati ed i
Preti Sposati di Rito latino sono sottoposti al Papa, ma , come Paolo,, si
oppongono a Pietro quando, IN COSCIENZA, RITENGONO CHE Egli sbaglia.
SETTIMO CAPITOLO : L’ANNO 1967.
L’Opera Cenacolo Familiare prese la sua completa
fisionomia nel 1967 in un Corso di Esercizi Spirituali, passato in una
ineffabile continua estasi, La misericordia divina mi rivelò che Dio è AMORE e
che in quanto Amore non è un Solitario ma una FAMIGLIA FELICISSIMA
composta da Tre Persone: da Dio Padre, da Dio Figlio e da Dio Spirito
Santo. Mi rivelò anche che Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza e lo
creò FAMIGIA. “L’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO, concluse la Rivelazione,
SARA’ ANCHE L’ETA’ AUREA DELLA
FAMIGLIA. L’OBBLIGATORIETA’ DEL CELIBATO SACERDOTALE SARA’ ABOLITA E LE
FAMIGLIE DEI VESCOVI E DEI PRETI SPOSATI SARANNO FARI LUMINOSI PER LE ALTRE
FAMIGLIE CRISTIANE”.
Parliamo ora della famiglia umana creata ad immagine e somiglianza della Famiglia Trinitaria di Dio.
Lasciamoci investire dalla luce della Rivelazione e riflettiamo sulla definizione che l’Apostolo San Giovanni dà di Dio:
“ DIO E’ AMORE “(Gv.
4,8).
Le quattro caratteristiche dell’amore: dono, ricambio
del dono, unione e felicità si identificano con DIO uno e Trino:
Il Padre dona tutto Se stesso al Figlio generandolo; il Figlio si ridona
al Padre cosicché tutto ciò che è del Figlio è anche del Padre e tutto che è
del Padre è anche del Figlio (Gv.17,10); lo Spirito Santo è
l’Amore personificato ossia la Persona che in Se’ unisce il Padre al
Figlio e il Figlio al Padre in modo tale che le Tre Persone divine
uguali e distinte non sono Tre Dei ma un solo Dio.
Dio-Amore, Dio Famiglia Trinitaria felicissima, per amore gratuito e di privilegio, decise di comunicare la sua felicità all’uomo e lo creò Famiglia a sua immagine e somiglianza: ciascuno di noi sia uomo che donna, è membro di una famiglia almeno come figlio o figlia se non come sposo o sposa, come padre o madre.
Fissiamo la nostra attenzione sulla famiglia umana per percepire un pochino la sua somiglianza con la Famiglia Trinitaria di Dio. Facciamo alcuni rilievi:
PRIMO RILIEVO.
L’uomo e la donna sono l’immagine del Padre Celeste sia come sposo e sposa sia
come padre e madre.
a.
Come sposo e sposa: quando un uomo ed una donna si sposano diventano un solo essere come
Uno è il Padre. Badiamo bene,però: questa unione si verifica solo nel vero
matrimonio, ossia quando un uomo ed una donna si amano veramente,
vogliono unire le loro vite per sempre e con assoluta fedeltà reciproca. Quando
manca l’amore reciproco non c’è matrimonio ma solo convivenza egoistica, non
c’è fusione di vite, ma due unità che stanno vicine per sfruttarsi
vicendevolmente, Da qui i molti fallimenti di matrimoni che sembrano veri, mentre sono tali solo
apparentemente.
b.
Come padre e madre : il Padre Celeste, perché perfetto, genera da solo il suo Figlio
Unigenito; mentre il padre e la madre umani,
perché imperfetti e complementari
generano insieme il loro
figliolo.
La Sacra Scrittura che alla Prima Persona della Santissima Trinità attribuisce
sentimenti materni ci
legittima l’espressione . “IL PADRE CELESTE E’ INSIEME
PADRE E MADRE: “ Quand’anche una madre dimenticasse il proprio figlio, io non vi
dimenticherò mai. Come una madre accarezza il suo bambino così io vi consolerò…
sarete portati nel mio seno, vi cullerò sulle mie ginocchia” (Is 66,12-13) ; “Come
una madre ama il suo unico
figlio, così io amo te” (2Re 1,26)
SECONDO RILIEVO: nella famiglia
umana il figlio è l’immagine del Figlio
Unigenito di Dio.
Come, infatti, il Figlio Unigenito di Dio è frutto della donazione
amorosa del Padre ed
è tutto il Padre tanto da potersi dire “Chi vede il Figlio vede il Padre e chi vede
il
Padre vede il Figlio” (Gv. 14,9); così il figlio della famiglia umana è il frutto della
donazione amorosa del padre e della madre ed è il compendio di essi. In altre parole
possiamo affermare che il figlio è il padre e la madre impastati insieme= fusione dello
spermatozoo vita dell’uomo con l’ovulo, vita della donna. Questo impasto è talmente
perfetto e meraviglioso che dello stesso bambino sinceramente dicono: “Rassomiglia
tutto alla mamma” “Rassomiglia tutto al Papà”
La presenza del figlio ci permette alcune precisazioni di fondamentale importanza.
1°.
Il figlio è l’espressione visibile dell’unità
dei genitori verificatasi invisibilmente al momento in cui essi, nella
celebrazione del matrimonio, si giurarono eterno amore.
2° La fusione della vita dei genitori nel
figlio ratifica la necessità dell’indissolubilità
del matrimonio: come, infatti, il figlio è uno e non si può scindere per separare ciò che
gli è stato dato dal padre da ciò che gli è stato donato dalla madre, allo stesso modo papà e mamma non possono spezzare la loro unità coniugale.
Se essi spezzano questa unità
con il divorzio causano un vero disastro
nella loro vita; così come si compirebbe lo scempio del bambino se con un
coltello si volesse tentare di separare in lui ciò che è dono del padre da ciò che è dono della madre. Per questo
motivo Gesù interrogato dagli Ebrei se era lecito divorziare,rispose.”No! l’uomo non divida ciò che Dio ha unito” (Mt.19,6).
3° Il bambino va rispettato fin dal primo momento del suo concepimento.
L’aborto è il più grave peccato che si possa
commettere contro il prossimo, principalmente perché:
1. Si uccide l’essere più
impotente: cosa può
fare un esserino appena sorto alla vita
contro un adulto?
di morte?
è donare la vita, così il più alto tradimento
dell’amore è togliere la vita.
TERZO RILIEVO: L’amore
che unisce reciprocamente gli sposi, i genitori al figlio
e il figlio ai genitori è l’immagine dello Spirito Santo Amore che unisce in Se’ il Padre Celeste al Figlio Unigenito e il Figlio Unigenito al Padre
Celeste. Certo ci riesce difficile capire come in Dio l’amore con cui il Padre
e il Figlio si amano è una Persona distinta dal Padre e dal Figlio. Invece
costatiamo con immediatezza ed evidenza che una famiglia umana i cui membri si amano è una famiglia unita e felice, mentre una famiglia i cui membri non si amano è una famiglia
disunita e infelice.
Nel 1996 sotto ispirazione
della Famiglia Trinitaria di Dio scrissi il testo base dell’Opera Cenacolo
Familiare. Nel 1998 lo pubblicai e il fascicolo lo spedii a tutti i Vescovi
e a tutti i parroci d’ Italia. Le reazioni furono varie. Mi scrissero e mi telefonarono una sessantina
di parroci: la maggioranza approvò l’Opera ma non mancarono coloro che mi
criticarono duramente. Io sono contento perchè il seme è stato gettato e
germoglierà e fruttificherà a suo tempo.
In questa mia breve autobiografia desidero ripetere i punti
essenziali del testo base perché i miei lettori si facciano un’idea precisa
dell’Opera Cenacolo Familiare ED EVENTUALMENTE SI CONSACRINO AD ESSA.
Dopo aver parlato dell’Età
Aurea del Cristianesimo, della famiglia umana creata ad immagine e somiglianza
della Famiglia Trinitaria di Dio, mi soffermo sui “SEGNI DEI TEMPI” che ci
annunziano che siamo prossimi all’Era dell’Amore, della Pace e del
Benessere universali Messianici , all’Era della Famiglia e della conversione
del mondo a Gesù Salvatore.
Vi
trascrivo quanto affermai su uno dei principali “SEGNI DEI TEMPI” ossia SULL’ECUMENISMO.
Le molteplici Chiese cristiane che nel passato si sono dilaniate offrendo al
mondo il triste spettacolo di un cristianesimo diviso, oggi, per opera dello Spirito
Santo, si sono
finalmente rese conto dell’assurdità del loro comportamento ed hanno
intrapreso un comune sforzo per
ricostituire l’unica Chiesa di Gesù, meta obbligatoria perché il Regno di Amore di Gesù si
estenda nel mondo intero: “Padre, che siano una cosa sola, come io e tu siamo una cosa sola. Così
il mondo crederà che tu mi hai mandato” (Gv.17,21).
Le
difficoltà non mancano poiché ogni Chiesa tende a conservare gelosamente la
propria identità, frapponendo così un grosso ostacolo tra i il desiderio di
ritrovare l’unità e l’umile, disinteressato e costruttivo dialogo.
Ciononostante lo Spirito Santo sta agendo perché tutte le Chiese Cristiane si
pongano in uno stato di sincera conversione e di riforma. Anche la Chiesa
Cattolica non deve far tacere la voce dello Spirito che la sollecita ad essere
coerente con l’affermazione conciliare: “Mentre Cristo- Santo, Innocente, Immacolato (Ebr.7,27)
non conobbe il peccato (2Cor,5,21)… la Chiesa che comprende nel suo seno i
peccatori , santa insieme e sempre bisognosa di purificazione, mai tralascia la
penitenza e il suo rinnovamento “(Lumen Gentium n.8)
La Chiesa Cattolica che è la Chiesa Madre, ha il dovere indilazionabile di
offrire in Se’ un modello di riforma umile, reale e
concreta: pur esigendo l’unità nelle cose essenziali, essa deve lasciare piena
libertà nelle cose dubbie od opinabili
ed esercitare in tutto la carità. E’ secondo lo spirito conciliare di purificazione, di penitenza e di
rinnovamento che la Chiesa Cattolica deve affrontare i seguenti ed altri
attuali problemi scottanti.
A. Primato della coscienza individuale.
Con il
Battesimo il cristiano diventa tempio dello Spirito Santo: con le luci, le
ispirazioni, le imposizioni, le proibizioni, le lodi, i rimproveri e le
esortazioni dello Spirito Santo il Cristiano inizia, prosegue e porta a termine
il suo cammino terrestre verso la casa del Padre. La fedeltà assoluta alla voce
dello Spirito deve essere una peculiare
norma del cristiano. Questa fedeltà il cristiano la esprime seguendo la sua convinzione
interiore che si identifica con la voce della coscienza. La coscienza CERTA anche se erronea
obbliga sempre:
“ Tutto quello che è in contrasto con la
convinzione della coscienza è peccato “(Rom.14,23).
Evidentemente , dato che la coscienza certa può essere anche erronea, abbiamo il dovere
di verificarla e di formarla per
renderla VERA. CIO’ ESIGE UN ESAME ATTENTO DELLA
Rivelazione Divina, dei pronunciamenti del Magistero Ecclesiastico, del parere
delle altre Chiese Cristiane, dei teologi, dei fedeli e anche dei non cristiani
poiché anch’essi sono sotto l’azione dello Spirito Santo in virtù della
Redenzione Universale operata da Gesù.
Fermo restando il
primato della convinzione della coscienza individuale, è ovvio che essa cede il
posto alla Divina Rivelazione quando Questa su un argomento specifico si pronuncia senza lasciare adito a dubbi di
interpretazione , oppure quando il Collegio episcopale con il Papa assume una
posizione definitiva su un contenuto del deposito rivelato.
B. PAPATO E PAPA
Essendo il Papa il successore di San Pietro è necessario che ci riferiamo a
Questo per comprendere la natura della missione del Papa.
PIETRO E’ UN MISTERO DI
GRAZIA E DI DEBOLEZZA
Per
rivelazione del Padre riconosce in Gesù il Messia, il Figlio di Dio
vivente, e subito dopo si allea con satana nel tentativo di distogliere Gesù
dalla passione e morte redentrici, Gesù
lo sceglie come roccia su cui costruire la sua Chiesa e lui si dimostra uomo
fragile: PER PAURA rinnega per tre volte il suo divino
Maestro, anche se con energia aveva protestato che per Gesù sarebbe stato
pronto a sacrificare la vita. LA PAURA fu uno dei difetti dominanti di Pietro, difetti che il primo Papa non riuscì
a vincere del tutto neanche dopo la discesa dello Spirito Santo come
chiaramente ci attesta San Paolo nella lettera ai Galati:” Quando Pietro venne
ad Antiochia io mi opposi a lui apertamente perché aveva
torto. Prima,
infatti,egli aveva l’abitudine di sedersi a tavola con i credenti di origine
pagana; ma quando giunsero alcuni che stavano dalla parte di Giacomo,egli
incominciò ad evitare quelli che non erano Ebrei e si tenne in disparte per
paura dei sostenitori della circoncisione.
Anche gli altri fratelli di origine ebraica si comportavano come Pietro
in questo modo equivoco. Perfino Barmaba fu trascinato dalla loro ipocrisia. Ma
quando mi accorsi che essi non agivano secondo la Parola del Signore dissi a Pietro in presenza
di tutti :”SE TU CHE SEI Ebreo di origine ti comporti come uno che non lo
è,vivendo come uno che non è sottoposto alla legge ebraica, perché poi
costringi gli altri a vivere come Ebrei?”(Gal. 2,11-14).
I due aspetti di Pietro investito di peculiare
ministero ecclesiale e di Pietro esposto a tutte le debolezze umane
vanno sempre simultaneamente considerati e tenuti presenti sia per avere una
retta concezione e non unilaterale del Papa, e così evitare il deleterio rischio del culto della
personalità; sia per
accettare come provvidenziali alcune posizioni
critiche del popolo di Dio su opinioni, decisioni e comportamenti papali.
IN
MODO INCONDIZIONATO:
Chi edifica la Chiesa è Gesù: “ IO EDIFICHERO’ LA MIA CHIESA” (Mt.16,18) per mezzo del
suo Spirito: “RICEVERETE SU DI VOI LA FORZA DELLO SPIRITO CHE STA PER SCENDERE.
ALLORA DIVENTERETE MIEI TESTIMONI in Gerusalemme, in tutta la regione della
Giudea e della Samaria e IN TUTTO IL MONDO” (At 1,8)
2. Nella Comunità Cristiana nessuno
può pretendere l’uniformismo perché lo Spirito Santo distribuisce i suoi
doni in modo che i vari membri della
Chiesa, dotati di
diversi carismi, siano complementari gli uni gli altri e. nel rispetto
reciproco dell’identità di ciascuno, tutti uniti collaborino per l’edificazione
dell’unico Corpo di Cristo.
3, La Chiesa Locale Diocesana, sotto
la guida del Vescovo che è dotato di autorità propria perché successore degli
Apostoli, realizza
nel suo seno la Chiesa di Gesù, in tutta la sua pienezza.
4. La Chiesa Universale è costituita dalla comunione delle Chiese Particolari Diocesane sparse in tutto il mondo.
5. Il
Ministero principale del Papa è confermare la Chiesa nella fede: “Simone… ho
pregato per te perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito,
conferma i tuoi fratelli” (Lc.22,23). Ciò non significa che il Papa è
il proprietario e l’arbitro della Rivelazione; significa invece che il Papa assistito dall’Alto, si rende garante (anche per
motivi ecumenici è bene evitare l’espressione “Il Papa è infallibile”) della
Verità Rivelata, contenuta nella Sacra Scrittura e tramandata dalla Tradizione.
In casi
particolari il Papa, con il consenso ANTECEDENTE E CONCOMITANTE
DELLA CHIESA, Comunità dei Cristiani, gradualmente guidata dallo Spirito
Santo alla comprensione di tutta la Verità (Gv.16,13) può dichiarare in modo definitivo, vero
e vincolante per tutti un dato rivelato. E’ indispensabile sottolineare che perché il
Papa si renda Garante in modo definitivo di una Verità Rivelata si richiede il consenso antecedente e
concomitante della Chiesa perché è Essa infallibile: “Lo Spirito Santo vi condurrà a tutta la verità”(Gv,16,13) “ Le
porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Mt.16,18).
Pertanto il Papa prima di definire una verità ha l’obbligo di accertarsi
che la Chiesa Universale la confessi già. Lo studio storico ci può rivelare
che in casi particolari il Papa è
venuto meno a questo suo compito e che pertanto una verità che si crede
definita non è realmente definita ma falsità. Forse uno di questi casi si
riscontra “nella
definizione infallibile” che nega il sacerdozio ministeriale alle donne.
6. Il Papa deve rispettare l’autonomia delle Chiese Locali Diocesane, volute da Gesu’ e guidate dal
Vescovo sotto l’azione dello Spirito Santo. Compito del Papa è costatare con gioia le
meraviglie che lo Spirito Santo compie nelle singole Chiese Locali Diocesane,
incoraggiare le legittime diversità e favorire la comunione
delle Chiese Locali Diocesane che insieme formano la Chiesa Universale.
Solo eccezionalmente il Papa deve intervenire in modo autoritario, ossia quando si nega o si pone in pericolo la comune fede e quando emergono gravi abusi
disciplinari da rompere od ostacolare gravemente la comunione fraterna, dote indispensabile perché la
Chiesa raggiunga il suo scopo missionario: essere per il mondo intero
Sacramento dell’Amore di Dio Padre,di
Dio Figlio, di Dio Spirito Santo.
7. L’autonomia delle Chiese Locali Diocesane non esclude l’opportunità di un
Codice di Diritto Canonico,ma esige che questo si riduca a poche leggi essenziali, valevoli per la
Chiesa Universale : le troppe leggi oscurano ed ostacolano la creatività
dell’amore e della multiforme azione dello Spirito Santo.
L’indissolubilità del matrimonio è
fondata sull’amore reciproco dei coniugi così come sull’amore reciproco è
fondata l’indissolubilità delle Tre Persone Divine e l’indissolubilità del
matrimonio tra Gesù lo Sposo e la Chiesa, la Sposa di Gesù.
Se per impossibile le Tre Persone Divine cessassero di amarsi, si
spezzerebbe la loro unità e si dissolverebbe lo stesso Dio; se per impossibile,
Gesù non amasse più la Chiesa e la Chiesa non amasse più Gesù, Gesù e la Chiesa
romperebbero la loro unità sponsale.
Ciò che non è possibile nella Trinità Divina e in Gesù e nella Chiesa, si
può, invece, verificare, e spesso si verifica, tra i coniugi cristiani e non
cristiani. Come l’esperienza ci attesta, avviene che dei coniugi dissolvano irrimediabilmente il loro matrimonio per colpa di uno
solo o di entrambi.Ciò ci induce ad affermare che l’indissolubilità del
matrimonio , per esprimerci in termini filosofici, è di ordine morale e non fisico. Ossia: i coniugi, pur essendo tenuti
in coscienza a rimanere uniti, hanno, purtroppo, la triste colpevole possibilità di rompere la loro
unità.
Alla medesima conclusione ci porta la riflessione sulla
natura dei precetti negativi : Dio ordina all’uomo di non compiere un determinato atto perché
l’uomo è in grado di compierlo, benché colpevolmente. Se l’uomo non avesse la possibilità
di compiere un determinato atto peccaminoso,
Dio non glielo vieterebbe: così non gli vieterebbe di rubare se non potesse
rubare. Allo stesso modo, Gesù non avrebbe imposto agli sposi il precetto: “ L’uomo non separi ciò che
Dio ha unito” (Mt.19,6) se i coniugi non potessero separarsi.
La dissoluzione del matrimonio in modo irrimediabile come irrimediabile è
l’uccisione di un uomo, assume un gravissima colpevolezza, ma la Chiesa,nei confronti dei
coniugi colpevoli divorziati e risposati con una terza persona, oggi deve usare
maggiore misericordia che non in passato: come perdona l’omicida veramente pentito, pur
essendo nell’impossibilità di ridare la
vita al fratello ucciso, così deve perdonare e riammettere ai Sacramenti i coniugi divorziati e veramente pentiti,
anche se si trovano nell’impossibilità di ricostruire la loro unità e si sono
risposati con un altro uomo o con un’altra donna.: uno studio accurato di Giovanni Cereti prova che nei
primi secoli la Chiesa, ai cristiani divorziati e risposati, concedeva di
continuare e convivere con il nuovo coniuge,se erano veramente pentiti e si
sottomettevano ad una adeguata penitenza.
D.
MATRIMONIO CRISTIANO IN DUE TEMPI.
Si discute sulla liceità degli
atti intimi tra due fidanzati. La discussione però non dovrebbe sussistere in
quanto l’atto intimo è segno di espressione dell’amore coniugale totale,esclusivo e definitivo,
Però si deve venire incontro alla situazione difficile in cui si trovano
spesso i fidanzati, La soluzione si ha nel matrimonio cristiani in due tempi: quando due fidanzati si sentono
pronti al matrimonio ma vi sono dei veri motivi che li
obbligano a
procrastinare il tempo della celebrazione matrimoniale “coram Ecclesia”,si sposino u segreto “coram Deo” scambiandosi il
mutuo consenso; Così diventano veramente sposi perché i ministri del Sacramento del
matrimonio sono i due cristiani contraenti, e possono compiere l’atto intimo..
Evidentemente non appena viene meno la causa scusante debbono celebrare il
matrimonio “coram
Ecclesia.
E CONTRACCEZIONE
L’atto intimo è un meraviglioso dono fatto da Dio ai
coniugi. Fondamento
dell’atto intimo è
l’amore totale, esclusivo e definitivo che unisce i coniugi. Non è vero affermare che l’atto
intimo dei coniugi ha due simultanee finalità: la finalità unitiva e la
finalità procreativa. E’ vero, invece, dire che l’atto intimo dei coniugi ha abitualmente un’unica
finalità quella unitiva e che talvolta a questa finalità unitiva si aggiunge una seconda finalità: quella procreativa.
Questo dato di fatto ci impone la seguente affermazione: nell’atto intimo dei coniugi deve sempre sussistere la finalità unitiva; la finalità procreativa, invece, per motivi gravi scusanti, si può eliminare IMITANDO IN CIO’ LA NATURA.
Questi gravi motivi scusanti sono presenti quando i due
coniugi, in forza
della loro paternità e della maternità
responsabili, decidono di non procreare. La particolarità che nell’atto intimo,
per giusti motivi, si può eliminare la procreazione, ci fa dedurre quanto
segue:
Quando due coniugi responsabilmente decidono di non procreare usino i cosìdetti “metodi naturali” per evitare il concepimento; ma se non è loro
possibile servirsi dei suddetti metodi,
usino i “i metodi contraccettivi artificiali” per salvaguardare gli alti valori unitivi che Dio ha
legato all’atto intimo dei coniugi. Non potendo i coniugi conseguire
tutto il bene inerente all’atto, scelgono giustamente la parte di bene
che sono in grado di raggiungere.
L’atteggiamento intransigente che condanna tout-court i
metodi contraccettivi artificiali è un grave errore teologico e storico che ha
causato e causa ingiustificabili sofferenze a tante coppie di sposi
e crea un gratuito grosso ostacolo alla diffusione del Messaggio Evangelico.
E.
ASSOLUZIONE COLLETTIVA
Gesù ha scelto la Chiesa come strumento della sua misericordia
affidandole il Sacramento del perdono dei peccati: “A CHI RIMETTERETE I PECCATI SARANNO PERDONATI”(Gv. 20,23)
Il modo di esercitare questa
sublime missione di misericordia Gesù non l’ha voluto stabilire ma l’ha
lasciato alla discrezione pastorale della sua Chiesa. E la Chiesa l’ha capito
pienamente: nell’arco della sua storia bimillenaria, infatti,lo ha modificato
varie volte: basta pensare alla confessione pubblica dei primi secoli
prescritta per i peccati più gravi e alla confessione auricolare inizialmente solo devozionale sorta tra i Monaci irlandesi del
sesto secolo, poi ratificata e prescritta per tutti i cristiani dal Concilio di
Trento.
Oggi vige ancora l’obbligo della confessione auricolare, ma i cristiani la
disertono: questa diserzione in molti casi è sintomo di condiscendenza verso il
peccato, ma è soprattutto uno dei segni dei tempi che interpella la Gerarchia e la sospinge ad interventi profondamente
innovativi: certo non è giustificabile l’abolizione della confessione auricolare, dati i
benefici spirituali che apporta ai penitenti; la sua pratica però bisognerebbe lasciarla
abitualmente libera e renderla obbligatoria solo
per l’assoluzione di alcuni peccati gravi come l’aborto.
Inoltre si
dovrebbe estendere l’uso dell’assoluzione collettiva e conferire valore
sacramentale al rito penitenziale posto
all’inizio della Celebrazione Eucaristica. Questo gesto di misericordia
favorirebbe la conversione dei cristiani e non il lassismo, perché Gesù per
assolvere non esige l’umiliazione dell’accusa dei peccati ma il vero pentimento
ed il sincero proposito di emendarsene.
Il cristiano in peccato ma di buona volontà e sinceramente pentito
delle sue colpe, se potrà ricevere l’assoluzione dei suoi peccati all’inizio
della Messa, sarà invogliato a partecipare alla Celebrazione Eucaristica in
modo integrale, si ciberà del Corpo e del Sangue di Gesù e sperimenterà in sé
l’efficacia della promessa del Salvatore: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, vivrà per
sempre”(Gv.6.53-58).
Facilitare l’assoluzione dei peccati e la Comunione
Eucaristica è uno dei segni dei tempi che la Gerarchia deve accogliere con
gratitudine e docilità allo Spirito.
Senza dubbio uno dei principali segni dei nostri tempi è l’impetuosa ed inarrestabile spinta dello Spirito Santo a che la
Chiesa cattolica riesca a superare l’istintivo sospetto sul sesso, retaggio di
una cultura non biblica e non evangelica, ed abolisca la legge canonica che impone ai Preti di
Rito Latino l’obbligo del celibato.
L’abolizione del celibato obbligatorio favorirà l’avvento di una
schiera di Preti Sposati che con le
loro spose e i loro figli saranno modello familiare e stimoleranno efficacemente
le famiglie cristiane a comportarsi in modo da essere affascinate immagine
della Famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo,
come pure dell’amore che unisce gli Sposi per eccellenza, Gesù e la Chiesa.
LA CHIESA E’ NATA COME CHIESA DOMESTICA
San Paolo nella prima lettera ai Corinzi ci notifica che tutti gli
Apostoli, o quasi, erano sposati e che le loro mogli li accompagnavano nei viaggi apostolici : “Non abbiamo anche noi il
diritto di portare con noi una moglie credente come l’hanno gli altri Apostoli e i fratelli del Signore
e Pietro?”(1Cor.9,5). Le Lettere Pastorali, come condizione indispensabile all’ordinazione di
un Vescovo-Presbitero,esigevano
che il candidato si fosse sposato una volta sola e avesse dimostrato di essere un prudente e
buon padre di famiglia: “ Chi, infatti, non sa governare la sua casa, come potrà avere cura
della Chiesa di Dio?” (1Tm 3,1-5).
Prima del quarto secolo non
esiste nessuna legge canonica che vieta agli sposati di ricevere il Sacramento del Sacerdozio o che proibisce il
matrimonio ai sacerdoti celibi al momento dell’ordinazione. In via ordinaria Sacerdoti e
Vescovi erano sposati; solo qualcuno sceglieva il celibato. I documenti dell’epoca parlano con
naturalezza e semplicità delle spose dei Vescovi, dei sacerdoti e dei loro
figli. Così ad esempio veniamo a sapere
che S. Gregorio di Nazianzo, nato nel
319, era figlio di un Vescovo, divenne lui stesso Vescovo ed ereditò da suo
padre la Diocesi di Nazianzo.
Storicamente ci risulta che la prima legge ecclesiastica non riguarda il
celibato in se stesso ma l’esercizio del sesso da parte dei Vescovi, dei
Sacerdoti e dei Diaconi sposati. Essa fu emanata per il clero
spagnolo dal Sinodo di Elvira circa l’anno 300-306: “Vescovi,Preti, Diaconi e
tutti i Chierici posti al servizio dell’altare, devono astenersi da rapporti
con le loro mogli e non è loro lecito mettere al mondo figlioli. Chi si oppone
perde la carica” (Can.33).
Come appare dal testo, il Sinodo proibì al clero sposato
di avere rapporti intimi con le proprie mogli perché attribuiva a detti atti
una qual certa dose di impurità che rendeva il clero indegno della Celebrazione
Eucaristica.
Al di là di ogni altra considerazione, non possiamo esimerci dal rilevare che il Sinodo non poteva
emanare la succitata norma perché nessuna legge umana può dichiarare impuro un
atto naturale né proibire a dei coniugi legittimamente sposati gli atti intimi
che sono propri del matrimonio da Dio
istituito. Il
Concilio Ecumenico Vaticano II parla degli atti intimi degli sposi in ben altra
maniera: “L’amore
dei coniugi è espresso e sviluppato in maniera tutta particolare dall’esercizio
degli atti che sono propri del matrimonio; ne consegue che gli atti con i quali
i coniugi si uniscono in casta intimità sono onorabili e degni e, compiuti in
modo veramente umano favoriscono la mutua donazione che essi significano, ed
arricchiscono vicendevolmente in gioiosa gratitudine gli sposi stessi” (Gaudium et Spes n. 49)
Al Concilio Ecumenico di Nicea
(anno 325) gli Spagnoli volevano imporre la legge di Elvira a tutta la Chiesa.
Il Vescovo Panuzio, però, riuscì a convincere i Padri Conciliari a non seguire
l’esempio spagnolo appoggiandosi principalmente su tre argomenti:
1 Non è giusto imporre agli ecclesiastici il giogo del
celibato.
2. Il matrimonio è santo e puro.
3. L’eventuale
istituzione della legge del celibato è un rischio per la virtù delle mogli
abbandonate.
Purtroppo in seguito la Chiesa Latina ripudiò lo spirito del Concilio di Nicea sicchè Papa Gregorio VII, nel secolo XI , impose ai Vescovi e ai Sacerdoti sposati di astenersi dagli atti coniugali e di rimandare la propria moglie. A partire dal Primo Concilio del Laterano (anno 1129) non furono più ordinati uomini sposati: l’ordinazione fu riservata agli uomini liberi da ogni legame con una donna cioè ai vedovi e ai celibi.
La storia del celibato ecclesiastico
pone in risalto molte pecche umane in contraddizione con la legge
naturale ed evangelica. Pur lasciando doverosamente ogni giudizio delle persone
a Dio, l’unico che scruta i cuori, la Chiesa contemporanea è chiamata a
riconoscere con umiltà tali ombre e a
riparare il passato assecondando docilmente la voce dello Spirito che le chiede
di abolire
l’obbligatorietà del celibato del clero: il tempo ed il
modo per giungere a tale meta improcrastinabile
si potrebbe lasciare alla prudenza delle singole Chiese Diocesane: forse è bene che si proceda
per leggi locali e non per leggi
universali, per rispettare i diversi gradi di sensibilità e di maturità.
Se l’impegno per il Regno di Dio esige ancora che parte del clero sia celibe, lo Spirito Santo non farà mancare alla
Chiesa i preti celibi: lasciamo a Lui la piena libertà di scelta e a noi
l’illimitata fiduciosa sottomissione alle sue scelte; sottomettiamoci con gioia
allo Spirito che vuole una moltitudine
di preti sposati per la prossima Era di amore e di Pace basata sulla santità della
famiglia.
Nel passato si è insistito e lavorato per avere un clero celibe per il Regno di Dio. Nel futuro si dovrà insistere e
lavorare anche per un clero sposato per il Regno di Dio. La sposa
che condivide l’impegno pastorale con lo sposo sacerdote non è un ostacolo ma
un aiuto, un complemento. Ci sarà un ministero di coppia con efficacia di
incalcolabile portata.
NONO CAPITOLO: LA MIA GIORNATA DI PREGHIERA.
Disponendo di molto tempo a causa della piccola Comunità
Cristiana che debbo seguire pastoralmente ho potuto organizzare la mia giornata
quasi da eremita. Ecco i miei spazi di preghiera:
ORE 6,30 :
recita delle Ore Mattutino, Lodi e Terza. Concludo con la seguente preghiera:
“O MARIA, MADRE DELLA GRAZIA E DELLE
GRAZIE,
ESAUDISCI LA NOSTRA UMILE,
FIDUCIOSA, FILIALE
SUPPLICA: INTERCEDI PRESSO DIO L’AVVENTO
DELLA
SECONDA PENTECOSTE CHE
REALIZZERA’ L’ETA’
AUREA DEL CRISTIANESIMO, L’ERA
DELLA FAMIGLIA
CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA
DELLA
FAMIGLIA TRINITARIA DI
DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI
DIO SPIRITO SANTO, E REDENTA CON LA MORTE-RI-
SURREZIONE DEL TUO GESU’, SPOSO
DELLA CHIESA.
AFFRETTA L’ERA
DELL’AMORE E DELLA PACE IN CUI GLI
UOMINI NON SI COMBATTERANNO PIU’, NON SI
ESERCITERANNO PIU’ NELL’ARTE DELLA
GUERRA,
TRASFORMERANNO LE ARMI IN STRUMENTI DI
BENESSERE E UTILIZZERANNO LE
IMMENSE
RICCHEZZE DEL CREATO PER DEBELLARE
LA FAME,
LE MALETTIE, LE DISUGUAGLIANZE
SOCIALI.
O MADRE, CONVINCI IL PAPA DELLA
SINGOLARE MISSIONE
CHE PER LA PROSSIMA ERA DELLA
FAMIGLIA HANNO
DA DIO RICEVUTO LE FAMIGLIE DEI
VESCOVI SPOSATI E
DEI PRETI SPOSATI E
FA’ CHE RENDA OPZIONALE IL
CELIBATO SACERDOTALE. AMEN.
ORE 7,15
RECITA DI DUE CORONE DI ROSARIO. MEDITO
SUI MISTERI GAUDIOSI E DOLOROSI,
ORE 8,30
PREGHIERA AI MIEI SANTI PATRONI CHE SONO MOLTI
ORE 9,15
RECITA DI UNA CORONA DELLA SEGUENTE INVOCAZIONE:
“O MARIA, REGINA DELLA PACE
AFFRETTA CON LA TUA
ONNIPOTENTE INTERCESSIONE L’ERA
DELLA PACE E DEL
BENESSERE UNIVERSALI
MESSIANICI “.
ORE 14,30
- RECITA DELLA TERZA CORONA DEL ROSARIO. MEDITO
SUI MISTERI GLORIOSI.
-
RECITA
DEI VESPRI
ORE 16 RECITA DI UNA CORONA DELLA SEGUENTE
INVOCAZIONE
“O FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO,
NOVERIM TE
NOVERIM ME = CHE IO TI
CONOSCA,
CHE IO MI
CONOSCA”.
ORE 17 CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA.
ORE 17,30 VISITA AL SANTISSIMO SACRAMENTO.
ORE 17,50 LETTURA DELLA SACRA SCRITTURA.
A questo punto non mi resta che invitare i lettori che ne
sentono il desiderio di consacrarsi ALL’ OPERA CENACOLO FAMIIARE. La formula è
la seguente:
IO… MI CONSACRO ALL’OPERA CENACOLO FAMILIARE. Per cui:
CREDO che andiamo incontro all’Età Aurea Del
Cristianesimo in cui il mondo intero riconoscerà ed accetterà Gesù come suo
unico Salvatore, Nome al di fuori del Quale non c’è salvezza.
CREDO che il mondo intero godrà, in modo straordinario,
un lunghissimo periodo di pace e di benessere messianici.
CREDO che la famiglia umana è stata creata ad immagine e
somiglianza della Famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio
Spirito Santo: l’uomo e la donna sposati sono immagine di Dio Padre come sposi
e come genitori; il figlio della famiglia umana è immagine del Figlio Unigenito
di Dio; l’amore che unisce gli sposi tra di loro: i genitori al figlio e il
figlio ai genitori è l’immagine dello Spirito Santo Amore che nell’amore unisce
in Sé il Padre Celeste al Figlio Unigenito e il Figlio Unigenito al Padre
Celeste.
M’IMPEGNO perché la Chiesa Cattolica realizzi in Se’
delle indilazionabili riforme per la sua purificazione e per il buon esito del
Movimento Ecumenico che deve far
superare le attuali scandalose divisioni delle Chiese Cristiane per
ricostituire l’Unica Chiesa fondata da Gesù.
M’IMPEGNO soprattutto perché la Chiesa Cattolica accolga
le seguenti riforme proposte nel
Documento “OPERA CENACOLO FAMILIARE”: Riforma del Papato; l’accettazione del
primato della coscienza individuale; la opzionalità del Celibato Ecclesiastico;
il matrimonio cristiano in due tempi; l’ammissione dei divorziati risposati,
sinceramente pentiti, ai Sacramenti della Confessione e dell’Eucarestia; la
liceità della contraccezione; l’ampio uso dell’assoluzione collettiva
conferendo in modo particolare valore sacramentale al rito penitenziale posto
all’inizio della Santa Messa.
M’IMPEGNO, infine, a divulgare con la parola e con la
vita l’Opera Cenacolo Familiare.
O Famiglia Trinitaria di Dio
Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo benedici la mia consacrazione e
rendimi fedele ad essa. Maria, Madre della Chiesa, intercedi per me. AMEN.
(Concludere con la recita del Padre Nostro e dell’Ave
Maria).
e-mail :
Opera Cenacolo Familiare