PREDICA
Dopo la sua risurrezione Gesù rimase ancora per 40 giorni in questa
terra per convincere gli Apostoli che Lui era veramente risorto e per affidare
ad essi la missione di testimoniare nel mondo intero il mirabile evento.
Trascorsi i quaranta giorni, Gesù
radunò gli Apostoli e i suoi primi discepoli di circa 120 persone, e
disse loro:
“Io torno al Padre dal quale sono venuto. Il vostro cuore, però, non si
rattristi: nella casa del mio Padre vi sono molte dimore. Vado in Cielo per
preparare un posto a ciascuno di voi”.
Noi come Gesù risusciteremo, come Gesù andremo in paradiso dove vivremo
felici, per sempre. In Paradiso la maggiore gioia ci proverrà dal fatto che
vedremo Dio faccia a faccia, vedremo Dio così come Egli è. In Paradiso godremo
anche perché ritroveremo i nostri cari defunti e sarà ricostituita per sempre
la nostra famiglia. In Paradiso godremo anche perché il nostro corpo
risuscitato sarà glorificato come il corpo di Gesù. Quindi scompariranno tutte
le sofferenze, tutte le malattie, e la morte sarà vinta definitivamente.
Ciascuno di noi dirà con Gesù:
“IO ERO MORTO, ADESSO SONO VIVO, E LA MORTE NON HA PIU’ POTERE SU DI
ME” .
Diciamo ancora. In Paradiso, il nostro corpo come il corpo di Gesù si
sposterà da un luogo all’altro con la velocità del pensiero; attraverseremo gli
ostacoli materiali senza alcuna difficoltà come il corpo di Gesù che nel giorno
della Risurrezione entrò nel Cenacolo attraverso i muri lasciando chiuse le
porte.
Dobbiamo sottolineare un’altra qualità del copro risorto di Gesù che
abitualmente non si considera. Gesù durante i 40 giorni che rimase in mezzo a
noi prima di salire al Cielo, ci svelò che in Paradiso continueremo, in modo
perfezionato, a gustare il piacere del mangiare e del bere.
Consideriamo i fatti. Gesù la domenica di risurezione apparve agli
Apostoli rinchiusi nel Cenacolo per paura dei Giudei. Immediatamente notò il
dubbio sorto nella mente degli Apostoli: si trovavano dinanzi a Gesù risorto o
dinanzi ad un fantasma? Allora Gesù per convincerli che era veramente risorto
si fece toccare dagli Apostoli perché costatassero che aveva vera carne e vere
ossa, cose che i fantasmi non hanno; e
poi volle aggiugere un’altra prova. Domandò agli Apostoli: “AVETE QUALCHE COSA
DA MAGIARE?”. Gli Apostoli gli diedero una porzione di pesce arrostito. Gesù lo
prese E LO MANGIO’ DAVANTI A LORO.
San Pietro poi in un discorso tenuto dopo la Pentecoste, disse ai suoi
uditori:
“Dio risuscitò Gesù dopo tre giorni, e volle che si manifestasse non a
tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Lui, A NOI CHE ABBIAMO MANGIATO E
BEVUTO CON LUI DOPO LA SUA RISURREZIONE DAI
MORTI”.
Già nel Vecchio Testamento il profeta Isaia,, parlando del Paradiso, si
era espresso così: “IL SIGNORE PREPARERA’ PER TUTTI I POPOLI UN BANCHETTO RICCO
DI VIVANDE GUSTOSE E DI VINI RAFFINATI”. Gesù con il comportamento tenuto
durante la sua vita pubblica ci conferma che
in Paradiso gusteremo, in modo perfezionato il piacere del mangiare e
del bere: infatti, Gesù partecipò volentieri e spesso ai banchetti
tanto che i suoi nemici per screditarlo lo chiamavano UN MANGIONE E UN BEONE.
Riassumendo quanto abbiamo esposto, diciamo:
Noi risorgeremo come Gesù, noi come Gesù godremo in Paradiso: la nostra
gioia principale ci proverrà dal fatto che in Paradiso vedremo Dio faccia a
faccia, vedremo Dio così come Egli è. In Paradiso gioiremo anche perché
ritroveremo i nostri cari defunti e la nostra famiglia sarà ricotruita per
sempre. Infine, in Paradiso sentiremo in modo perfezionato, il piacere che ci
proviene dall’esercizio dei cinque sensi del nostro corpo: la vista, l’udito,
l’olfatto il gusto e il tatto.
Oggi, oltre che la festa dell’Ascensione, celebriamo anche la festa di
Maria Santissima Ausiliatrice. Affidiamoci al suo materno aiuto, a lei che è
L’IMMACOLATA CONCEZIONE, ASSUNTA IN CIELO IN CORPO E ANIMA GLORIFICATI.
Sac. Salvatore Paparo
AGGIUNTA
Nello SCRITTO AUTOBIOGRAFICO
A di santa Teresa del Bambino
Gesù leggiamo:
“Quando giocavamo con i bimbi, ci perseguitava il pensiero della nostra
Mamma cara. Una volta Celina aveva avuto una bella albicocca, si chinò verso di
me, e mi disse piano: Non la mangiamo, la dò alla Mamma”. Ahimè! Povera Mamma
tanto cara, era già troppo malata per mangiare i frutti della terra, non doveva
più SAZIARSI se non in Cielo della
GLORIA divina e BERE con Gesù IL VINO MISTERIOSO del quale parla nell’ultima
sua cena, quando dice che lo condividerà con noi nel regno del Padre suo”.
La santa si riferisce a Mt. 26,29: “Io vi dico: NON BERRO’ D’ORA
INNANZI di questo frutto della vite, fino a quel giorno quando lo berrò con voi
nuovo nel regno del Padre mio”.