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Moliere, biografia, copioni gratis di Monsieur de Pourceaugnac, L'Amore Medico, La Gelosia del Barbouillè. TdN, Laboratorio Teatrale a Roma

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Moliére

(Parigi 1621 - 1673)

 

Biografia - L'Amore Medico - Monsieur de Pourceaugnac - La Gelosia del Barbouillè

 

 

 

 

 

Jean Baptiste Poquelin nacque a Parigi ai primi del gennaio del 1621, da una famiglia borghese originaria dei Beauvais.

Sull'infanzia e sugli studi di Jean Baptiste si sa poco.

Pare accertato che, iscrittosi alla Facoltà di giurisprudenza, l'abbandonò per dedicarsi al teatro.

Unitosi a Madeleine Béjart, buona attrice ed energica donna, fonda nel 1643 l'Illustre Théâtre, ne assume la direzione, inizia la carriera di attore con il nome di Molière.Gli inizi sono difficili.

Ben presto cominciano a piovere protesti di creditori, di fornitori di candele, di biancheria, di legna.

Gli ultimi documenti dell'Illustre Teatro ci danno Molière imprigionato per debiti. rimesso in libertà, raccoglie un'altra compagnia e inizia, verso il 1646, le peregrinazioni in provincia che durano dodici anni e che lo portano a Tolosa, Bordeaux, Avignone, Pézénas, Lione, ecc.

Nonostante la protezione del principe Conti (che poi diventerà gran devoto e nemico del teatro) Molière incontra e deve superare ogni sorta di difficoltà per tenere in vita la compagnia.

Rappresenta farse, commedie a canovaccio, "divertimenti" e balletti, compone lui stesso, ad imitazione degli Italiani, Le Médicin volant e La Jalousie du barbouillé.

E' un lungo periodo di prove e di utili esperienze, concluso con il ritorno a Parigi.

Molière e i suoi compagni hanno ottenuto l'onore di fregiarsi del titolo di Comédiens de Monsieur ("Monsieur" era il fratello del Re), con una pensione che non fu mai pagata.

La compagnia passa da una sala all'altra, rappresenta un po' di tutto, ma gli affari sono sempre magri.

E' allora che Molière si decide a portare sulla scena i due suoi primi saggi di una certa importanza, L'Etourdi e Le Dépit amoureux.

Nel 1659 ottiene un grande successo con Les Précieuses ridícules.

L'anno dopo, la farsa Sganarelle ha la fortuna di piacere al Re.

Nell'agosto del '61, invitato da Fouquet a comporre un divertimento in onore di Luigi XIV, crea con i Fácheux la "commedia balletto".

Comincia l'ascesa dell'attore poeta.

Nascono le grandi commedie, ma si accendono pure acerbe polemiche che, come al solito, trascendono fino al libello.

Nel febbraio del 1662 Molière ha sposato Armande Béjart (figlia della sua amica Maddalena) che, molto più giovane di lui, non peccava per eccesso di virtù.

Tutto fa credere che, negli anni della maturità e dei trionfi, la vita del poeta fu difficile e forse dolorosa.

Agli attacchi di critici, di rivali e di devoti si aggiungono i dispiaceri intimi (culminati nella separazione da Armanda) e le preoccupazioni di una malferma salute.

Dopo il 1666 s'inizia tuttavia un periodo di relativa calma.

Con il successo definitivamente assicurato è l'agiatezza, è la riconciliazione con Armanda, la cessazione delle lotte, o la rinuncia ai temi pericolosi.

La tregua è di breve durata.

Gli ultimi anni di Molière saranno amareggiati dalla rivalità con G.B. Lulli, che ha portato a Parigi l'opera lirica italiana.

Prima collaboratore, poi nemico del commediografo, Lulli ha per sé la protezione del re Luigi e il favore di una parte del pubblico.

Il 17 febbraio 1673, alla quarta rappresentazione del Malade imaginaíre, Molière, da tempo sofferente di petto, ha sulla scena un attacco del male, ma riesce a vincere la sofferenza e a terminare lo spettacolo.

E appena ebbe il tempo di mettersi a letto che la tosse continua da cui era tormentato raddoppiò di violenza.

Gli sforzi che fece furono tali che una vena gli si ruppe nei polmoni.

Come si rese conto del proprio stato, volse tutti i suoi pensieri al Cielo; un istante dopo perse la parola e rimase soffocato in mezz'ora dalla grande quantità di sangue che gli usciva dalla bocca".

Ad assisterlo, oltre a sua moglie Armanda, vi erano due suore, ma nessun prete, malgrado egli l'avesse chiesto.

Il giorno dopo, il curato della parrocchia di sant'Eustachio rifiutò alla salma del poeta l'inumazione in terra consacrata, giusta la scomunica che da sempre colpiva gli attori, o, più precisamente, quelli che non facevano in tempo a rinnegare in punto di morte il loro passato e la loro professione.

E' Armanda a intervenire presso il re, che raccomanda all'arcivescovo di Parigi di adoperarsi per evitare il nascere di un "caso".

Così, onde non nasca un "caso", Molière viene seppellito il 21 febbraio, nel cimitero di San Giuseppe: lo strappo alla regola era stato consentito a condizione che i funerali avessero luogo di notte, senza concorso di pubblico, e in assenza di sacerdoti.

Buon amico degli attori italiani, discepolo del napoletano Tiberio Fiorilli (il popolare Scaramouche), l'attore Molière ha "collaborato" con il commediografo, ha contribuito a dargli il senso pratico del teatro, le risorse del mestiere, la conoscenza delle esigenze della scena e dei pubblico.

In un tempo in cui imitazioni e rifacimenti sono di largo uso (il che non impedisce ai critici di gridare continuamente al plagio) Molière "prende il suo bene" dovunque lo trovi, ma lo cerca soprattutto negl'intrecci, nei tipi, nelle maschere della commedia dell'arte e della commedia "sostenuta" degli Italiani.

Le reminiscenze della commedia latina e della arsa medievale sono insignificanti o di seconda mano.

Non si creda tuttavia che Molière si limiti a servirsi con mano maestra degli strumenti dei mestiere o a rifare in meglio soggetti e modelli più o meno venerabili.

Nulla di meno libresco delle sue commedie e nulla di più immediato della sua comicità che, traendo materia dell'attenta lettura del gran libro del mondo, è originale creazione di una fantasia che si rivela inesauribile nello scoprire e nell'approfondire i contrasti fra l'uomo e la marionetta, fra la semplicità delle leggi naturali e le stravaganti infrazioni della caricatura.

Gli intrecci convenzionali, i luoghi comuni del ridicolo, gli stessi documenti tratti dal vero non danno che lo schema e il canovaccio sul quale l'arte traccia figure, di lieve e indelebile rilievo.

Fin dall'Etourdi le maschere aderiscono ad un volto e parlano il linguaggio di tutti con inconsueta grazia.

A partire dalle Preziose ridícole, Molière ha trovato il suo stile, la formula poetica nella quale finzione e realtà si fondono in un brillante ed omogeneo tessuto (... ).

Ed in verità, egli continuerà a cercare dappertutto il "suo bene" o la materia grezza fondendo letteratura e vita, le generalità del carattere con i particolari vivi dell'ambiente e del ritratto.

Non è necessario dire che, per un'arte così libera e aderente alla realtà, la distinzione in commedia di intreccio, di carattere e di costume ha perduto qualsiasi significato, e non è sorprendente che, sia essa a chiave, a tesi o di pura fantasia, la commedia molieriana comprenda nella sua latitudine gli estremi del dramma e della farsa.

Dopo la satira delle preziose vittime delle proprie illusioni, Molière ci dà in Sganarelle ou le cocu ímagínaíre (1660) la farsa senza pretese del marito vittima delle "false apparenze" e la commedia a grandi pretese di Dom Garcie de Navarre (1661), o del geloso vittima della propria immaginazione

L'anno del fallito Dom Garcie è pure l'anno dei ritratti dal "naturale" dei Fâcheux e della commedia in tre atti L'Ecole des maris.

Anche qui l'intreccio è tolto da un'opera nota (El marido hace mujer del Mendoza), anche qui tipi e situazioni ricordano gli Adelfi di Terenzio, il tema delle "precauzioni inutili", una novella dei Boccaccio che illustra l'invincibile astuzia femminile, ma, oltre ad essere magistralmente costruita, la commedia presenta il primo abbozzo di quelli che saranno i grandi caratteri.

Subito dopo vengono i capolavori: L'Ecole des femmes (1662), le Tartuffe, Don Juan (1665), Le Mísanthrope (1666).

Nel pieno delle sue forze, spronato dal successo, dalle esigenze del pubblico, dalle stesse polemiche, Molière lavora febbrilmente, e talvolta in fretta, dando sorprendente prova della varietà dei suo genio comico.

Mentre scrive le sue più importanti e contrastate opere, compone con i "divertimenti" del Re e della Corte lavori di più modesta portata che debbono servire a spettacoli nei quali gli intermezzi musicali, la coreografia, gli allestimenti scenici hanno notevole, e talvolta preponderante, parte: la commedia balletto Le Mariage forcé con musica di Charpentier (1664), La Príncesse d'Elide con musica di Lulli (1664), L'amour médecin (1665), Mélicerte (1666), La Pastorale comique (1667), Le Sicilien ou l'amour peíntre (1667).

Opere di circostanza, ci danno un Molière minore, che si piega o si lascia andare al romanzesco e magari ad una certa preziosità di stile e di fantasia.

Ma appartiene pure a questo periodo la farsa del Médecin malgré luí (1666), nella quale il realismo plebeo del favoiello medievale è ravvivato dalle inesauribili risorse dello spirito molieriano.

Evasione o stanchezza, il poeta sembra staccarsi dai grandi conflitti comico drammatici e dalle figure complesse, da tesi e problemi morali.

Negli ultimi cinque anni di vita e di lavoro, la intatta vis comica si fa più "disinteressata", si adatta al disparato di qualsiasi soggetto, cerca l'effetto curando sempre meno l'inutile lezione.

Le figure dei buoni e degli onesti appaiono più semplici, il riso nasconde male il fondo amaro o una specie di rassegnato scetticismo.

Nuove trovate e brillanti scoperte si alternano con il mediocre della frettolosa composizione e della rimasticatura.

Ai primi del 1668 è il grande successo di Amphitryon (scintillante commedia in tre atti, in versi liberi, che riporta sulla scena la commedia di Plauto senza dimenticare l'adattazione fattane dal Rotrou nei Deux Sosies) ed è il successo popolare di Georges Dandin che fra l'altro utilizza reminiscenze di una novella del Boccaccio e di una commedia del Calmo.

Sulla fine dello stesso anno L'Avare (affrettata composizione del vecchio intreccio con scene di recenti commedie francesi e con facezie della commedia dell'arte) è accolto freddamente, ma l'anno dopo viene la rivincita della comicissima farsa di Monsieur de Pourceaugnac, o del signore provinciale vittima dei raggiri di parigini che vengono da Napoli e che conoscono gli imbrogli di Polícinella pazzo per amore.

Alti e bassi, dunque.

La musa del grande commediografo continua a distrarsi in piccoli giuochi o nella ricerca di soggetti che si adattino ai grandiosi divertimenti di Versailles, di SaintGermain e del Palazzo delle Tuileries. Les Amants magnifiques (1670), la favola di Psyché (altra commediaballetto composta in collaborazione con Quinault e Corneilie) servono di pretesto a splendidi spettacoli. Lo stesso Re partecipa talvolta al balletto (negli Amants compare sotto le spoglie di Apollo e di Nettuno) e suggerisce i temi delle commedie.

Anche Le Bourgeoís gentílhomme (febbraio del 1670) sarebbe nato dal desiderio di Luigi XIV di mettere in ridicolo certi ambasciatori turchi che erano restati insensibili alle magnificenze della corte di Versailies.

In realtà la commedia presenta una farsesca "cerimonia" turca in maccheronico gergo italo spagnolo durante la quale il "mamamuochi Giourdina" è onorato con busse e lazzi; e da Turchi si travestono e cianciugliano il giovane Cleonte e il furbo Covielle. Queste turcherie non sono tuttavia una inedita trovata, e tutt'altro che nuovo è il tipo del borghese arricchito che, afflitto da "visions de noblesse et de galanterie", prende lezioni per imparare le regole e i riti del bel mondo.

Ciò non impedisce che la commedia di Molière sia divenuta l'originale opera che continua ad essere rappresentata con grande successo e che Monsieur Jourdain abbia superato e fatto dimenticare ogni modello e precedente.

Nel Bourgeoís c'è un carattere, o piuttosto un tipo. Nella commedia Les Fourberies de Scapin (maggio del '71) non c'è che la piacevole raffazzonatura del Formíone di Terenzio con le tradizionali maschere del vecchio avaro e dell'intrigante Scappino e con una scena e una famosa battuta ("Que diabie allait-il faire à cette galère?") tolta dal Pédantjoué di Cyrano de Bergerac.

E nella farsetta La Comtesse d'Escarbagnac non c'è che il sommario ritratto della "preziosa" di un salotto provinciale.

Senza che si possa parlare di decadenza, Molière sembra lontano dal tempo della ricca ispirazione e dei progetti ambiziosi.

"Dipingere secondo natura" non è sempre comodo e forse la prudenza consiglia al poeta, che lavora per la corte, di risparmiare potenti personaggi e "alcovistes de qualité".

Il provinciale, il borghese vanitoso, il marito beffato, l'avaro, il servo furbo o sciocco, il medico, il pedante sono teste di turco sulle quali si può picchiare impunemente.

Il comico scaturisce lo stesso, senza misture e senza impacci, condensato in figure vivaci e in tratti di spirito divenuti proverbiali.

Tuttavia da qualche anno Molière pensa ad una commedia che sarà in versi e in cinque atti.

Rappresentata nel maggio del 1672, Les Femmes savantes ci riportano nel mondo delle "visionarie" e delle preziose ridicole (... ).

Anche Le Malade imaginaire (febbraio 1673) ci porta nella terra cognita degli stratagemmi e dei travestimenti, degli amori contrastati e facilmente vittoriosi, della guerra fra onesti e ipocriti, fra la ragione e la stravaganza.

E, come al solito, il semplicismo della trama è riscattato dalla meravigliosa naturalezza del discorso, le figure stilizzate traggono calore e vita dalla verità umana come dalla stessa deformazione della parodia.

Chi vuole, può trovare il tipo della perfida e dolciastra Béline nella farsa medievale della Comette, il goffo Thomas Diafoirus nel sommario Maitre Mimin étudíant, il medico ridicolo nel ciarlatano di ogni tempo, nelle commedie dell'arte o nelle farse dello stesso Molière.

Non si trovano in nessuna opera scene di comica stupidità come quelle in cui parlano i due Diafoirus, una satira così brillante e amara, come quella che l'ultima commedia fa della medicina e del gergo aristotelico.

Dopo tanto tempo Molière si mescola ai suoi personaggi, fa udire la sua voce nel riso che suscitano le manie del malato immaginario e il "pompeux galimatias" dei medici. Voce stanca e stoica di malato vero che deride il "romanzo della medicina" e che si aggrappa quasi con disperazione alla fede in una natura benefica.

Ma qualche giorno dopo la natura imponeva il suo inesorabile ordine: "Je vois bien qu'il faut quitter la partie; je ne puis plus tenir contre les douleurs et les déplaisirs qui ne me donnent pas un instant de reláche": così avrebbe detto Molière alla moglie e ad un suo attore.

Il giorno stesso abbandonava la partita portando ancora sul volto dolorose la maschera comica del malato immaginario.

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L'Amore Medico

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Scheda Riassuntiva della nostra Elaborazione de L'Amore Medico

 

 

Titolo

L'Amore Medico

Autore

Molière

Traduzione - Elaborazione

Sandro Conte

Genere

Commedia

Atti

1 (Tre nell'originale)

Prima rappresentazione

15 Giugno 1999 Roma Sala Petrolini

Durata stimata

50'

Personaggi

14 ( 6 donne e 9 uomini)

La distinzione dei personaggi in femminili o maschili è soggettiva in considerazione del carattere paradossale della vicenda, di conseguenza alcuni personaggi possono essere intesi sia al femminile che al maschile

Personaggi Principali

11

(4 personaggi sono poco più che comparse, compaiono all'inizio e mai più. )

Numero minimo personaggi maschili

2

Numero minimo personaggi femminili

2

Ambientazione

1600

L'Amore Medico - La Commedia

 

L'Amore Medico fu rappresentato per la prima volta a Versailles nel 1665 davanti al re Luigi XIII. Molière stesso vi interpretava il ruolo di Sganarello, in un costume rosso a fondo oro. Sua moglie recitava la parte di Lucinde. Il re aveva commissionato questo intermezzo al poeta, che lo avrebbe scritto e preparato per la rappresentazione in cinque giorni, così come ci indica nel sua nota Al lettore. La commedia era accompagnata da musiche di Lulli, che sono state conservate, e da balli ai quali prese parte lo stesso re. L'opera divertì molto. Il ballo fu trovato "buffo e pazzerello". Dopo alcune rappresentazioni private, L'Amore Medico fu dato al Palais-Royal da settembre a novembre dello stesso anno. L'opera fu rappresentata 63 volte, tante quante Il Misantropo, mentre Molière era ancora in vita. Dopo la sua morte, la commedia fu un po' dimenticata. Nel 1850, Alexandre Dumas ne allestì una rappresentazione rimasta famosa, poichè‚ l'accompagnò con alcune aggiunte di suo pugno.

La Comedie-Francaise, dalle sue origini fino al 1961, ne ha date 363 rappresentazioni.

 

L'elaborazione

 

Il nostro adattamento teatrale accentua il carattere burlesco della commedia molieriana, modernizzandone il linguaggio, ricorrendo al dialetto ed al latino maccheronico, e introducendo trovate e situazioni nuove che tendono ad accentuarne il tono satirico. Ad esempio, il tema dello sfruttamento nel binomio padrone-servitore arricchisce sia la figura di Sganarello, dotandola di una dimensione parassitaria nuova, sia quella di Champagne che acquista spessore e va sempre più a somigliare alle indimenticabili maschere degli zanni, come nella scena del venditore di orvietano di cui diventa protagonista. Anche i personaggi di Lucinde e Lisette sono arricchiti di sfumature nuove che aggiungono carnalità e voluttà ai personaggi, soprattutto nelle scene finali dell'incontro con lo spasimante Clitandre.

Depositato alla S.I.A.E. il 17 Maggio 1999

 

 

 

 

L'Amore Medico - Edizione 1999

 

 

INTERPRETI: Rita Dante, Fulvia de Thierry, Sergio Galasso, Luisa Garufi, Roberto Paletti, Margherita Palladino, Mariateresa Pugliese, Maurizio Ravà

Compagnia

Teatro Laboratorio del Teatro di Ventura

Rappresentazioni

Giugno 1999 Roma Sala Petrolini

Costumi

Serena Deidda e Michela Mariani

Scelte Musicali

Riccardo Lo Giudice

Luci

Pasquale Di Giuseppe

Trucco

Beattrice Aru

Suono digitale

Fabio Scalchi

Locandina

Mariateresa Pugliese

Aiuto Regia

Margherita Palladino e Fulvia de Thierry

Traduzione, Elaborazione e Regia

Sandro Conte

 

 

L'Amore Medico - Edizione 2001

 

 

INTERPRETI: Tazio Bianchi, Carlo Francia, Luisa Garufi, Maria Teresa Giustiniani, Pietro Grasso, Elio Lauria, Stefano Paolessi, Stefania Tanca, Gianna Trullu

Compagnia

Teatro Laboratorio del Teatro di Ventura

Rappresentazioni

Roma, Teatro del Centro Policarpo, Giugno 2001

Costumi

Stefania Tanca

Scelte Musicali

Riccardo Lo Giudice

Luci

Franco Battaglia

Trucco

Luisa Garufi

Locandina

Stefano Paolessi

Aiuto Regia

Tonino Brugia

Traduzione, Riduzione, Libero Adattamento e Regia

Sandro Conte

 

 

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Monsieur de Pourceaugnac

 

 

Scheda Riassuntiva della nostra Elaborazione di Monsieur de Pourceaugnac

 

 

Titolo

Monsieur de Pourceaugnac

Autore

Molière

Traduzione ed Elaborazione

Sandro Conte

Genere

Commedia

Atti

2

Prima rappresentazione

22 Novembre 2000 - Roma , Sala Petrolini

Durata stimata

65'

Personaggi

19 (10 Donne, 9 Uomini)

La distinzione dei personaggi in femminili o maschili è soggettiva in considerazione del carattere paradossale della vicenda, accentuato dalla nostra elaborazione, di conseguenza alcuni personaggi possono essere intesi sia al femminile che al maschile

Alcuni attori ricoprivano più ruoli; Numerosi i personaggi minori ma pur essenziali allo sviluppo dell'azione

Personaggi Principali

13

Numero Minimo Personaggi Maschili - ruoli principali

5

Numero Minimo Personaggi Femminili - ruoli principali

3

Ambientazione

1600

La Nuova Elaborazione accentua il carattere burlesco della commedia molieriana, modernizzandone il linguaggio, ricorrendo al dialetto ed al latino maccheronico, e introducendo trovate e situazioni nuove che tendono ad accentuarne il tono satirico. Si è cercato di attribuire ad alcuni personaggi una più incisiva e perfidamente giocosa identità che, sottolineandone le inclinazioni, ci sembra, renda ancor più efficace l'esilarante ordito così genialmente tessuto da Molière. Tale cambiamento si concretizza palesemente per lo spettatore con il cambio di nome: i medici diventano i Dottori Tiralecuoia ed Estremunzione; il Primo e Secondo Avvocato si trasformano in Avvocato Minimo e Della Pena, così come il Primo e Secondo Svizzero del testo originale sono ora Herr Kakkien ed Herr Krukken. Se poi è vero che uno dei pochi appunti fatti dalla critica al commediografo è quella di avere dei finali abborracciati, qui lo stesso è modificato con l'ingresso di un personaggio nuovo, il Boia, non previsto nell'originale di Molière, che trasforma il finale in un pirotecnico carosello.

 

LA TRAMA - Che succede se un padre decide di dare la figlia in moglie ad un provinciale? Che questi, arrivato in città con le migliori e più serie intenzioni, diventa il bersaglio, il gioco, il palese oggetto di divertimento per tutti coloro che non desiderano il matrimonio. Lo scherzo continuo si spinge fino al punto da fargli temere di essere condannato a morte, in una girandola continua di situazioni paradossali ed esilaranti.

Copione Depositato alla S.I.A.E. il 2 Novembre 2000

 

 

 

 

Monsieur de Pourceaugnac - Edizione 2000/2001

 

 

INTERPRETI: Olga Ambrosanio, Mauro Bacheca, Francesco Bartocci, Irene Brillarelli, Antonella Di Vincenzo, Francesco Fischetti, Oriana Funari, Francesco Galeotti, Stelvio Guidi, Maurizio Paonessa, Roberto Paletti, Carlo Pennacchi, Enrico Prosperi, Eloisa Prosperi, Roberto Rossetti, Patrizia Spolaore, Stefania Tanca, Elisabetta Vannoni

Compagnia

Teatro Laboratorio del Teatro di Ventura

Rappresentazioni

Roma - Sala Petrolini Novembre 2000; Istituto Scolastico Purificato Marzo 2001; Teatro.....Marzo 2001

Costumi

Gabriella Marroni

Scelte Musicali

Riccardo Lo Giudice

Suono digitale e Luci

Claudio Caporale, Luca Pollegioni

Trucco

Oriana Funari, Antonella Di Vincenzo

Trovarobe

Elisabetta Vannoni

Grafica e Locandina

Stelvio Guidi

Organizzazione generale

Mauro Bacheca, Francesco Fichetti, Maurizio Paonessa

Aiuto Regia

Francesco Bartocci

Traduzione, Riduzione, Libero Adattamento e Regia

Sandro Conte

 

 

 

 

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La Gelosia del Barbouillè

 

 

Scheda Riassuntiva della nostra Elaborazione de La Gelosia del Barbouillè

 

 

Titolo

La Gelosia del Barbouillè

Autore

Molière

Traduzione - Elaborazione

Sandro Conte

Genere

Commedia

Atti

1

Prima rappresentazione

14 Giugno 2001

Durata stimata

30' (Breve atto unico)

Personaggi

8

La distinzione dei personaggi in femminili o maschili è soggettiva in considerazione del carattere paradossale della vicenda, accentuato dalla nostra elaborazione, di conseguenza alcuni personaggi possono essere intesi sia al femminile che al maschile

Personaggi Principali

5

Numero Minimo Personaggi Maschili

4

Numero Minimo Personaggi Femminili

2

Ambientazione

1600

La Gelosia del Barbouillè - La Commedia - La Nostra Elaborazione

 

La Gelosia del Barbouillè fu rappresentato per la prima volta ad Angouleme nel 1650 o, secondo altri, a Lione nel 1652. Di sicuro il breve lavoro fu replicato a Parigi dal 1660 al 1664.

Si tratta probabilmente, vista la brevità, di un "divertimento" preparato alla svelta per una qualche festa del Re. Molière scriveva infatti spesso su commissione per questa o quella ricorrenza di corte.

La nostra elaborazione accentua il carattere burlesco della commedia molieriana, modernizzandone il linguaggio con una nuova traduzione, ricorrendo al dialetto ed al latino maccheronico, e introducendo trovate e situazioni nuove che tendono ad accentuarne il tono satirico.

Ad esempio la figura del dottore, quasi sempre presente nell'opera del commediografo, (Molière era gravemente malato ed amava prendersela con chi non riusciva a guarirlo. Morì in scena recitando "Il Malato Immaginario" con il pubblico che dapprima credette in una ben riuscita trovata), è stata sdoppiata per rendere più vivace il dialogo ed accentuare ancor di più la forte carica trasgressiva - per l'epoca - che l'autore voleva attribuirgli. Con lo stesso intento, anche lo stesso nome del personaggio che Molière genericamente chiama "Dottore" è stato trasformato nei nomi archetipici di "Tiralecuoia" ed "Estremunzione".

Angelica, che nell'originale è solo una donna insofferente del marito, assume qui connotati più attuali di attiva contrapposizione e rivolta, sempre in bilico tra remissività e disubbidienza, fedeltà e tradimento.

Depositato alla S.I.A.E. il 4 Maggio 2001

 

 

 

 

La Gelosia del Barbouillè - Edizione 2001

 

 

INTERPRETI: Fernanda Beneduce, Paola Bernasconi, Laura Lisi, Maurizio Paonessa, Marco Penovich, Sandro Scarpelli, Umberto Simeoni, Mario Viola

Compagnia

Teatro Laboratorio del Teatro di Ventura

Rappresentazioni

Roma, Teatro del Centro Policarpo, Giugno 2001

Costumi

Agata Giuffrida

Scelte Musicali

Ilaria Baglieri, Giuseppe Turchiarelli

Luci

Franco Battaglia

Trucco

Laura Lisi

Trovarobe

Maurizio Paonessa

Grafica

Umberto Simeoni

Organizzazione generale

Sandro Scarpelli

Traduzione, Riduzione, Libero Adattamento e Regia

Sandro Conte

 

 

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Moliére

Biografia

 

L'Amore Medico

Scheda Riassuntiva

La Commedia - L'Elaborazione

Edizione 1999

Edizione 2001

 

Monsieur de Pourceugnac

Scheda Riassuntiva

La nuova Elaborazione

Edizione 2000/2001

 

La Gelosia del Barbouillé

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Edizione 2001

 

 

 

 

 

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Scheda Riassuntiva

La Commedia - L'Elaborazione

Edizione 2001

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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