Omar Wisyam
traduce
Il mio scopo nella vita
di
Jean-Pierre Voyer
Cher Alphonse,
[...]
Benché in un certo modo non lo ignorassi, ho preso coscienza soltanto ora che il mio unico scopo nella vita, dopo la lettura del Capitale nel 1962, era di screditare il “riduzionismo” di Marx. Il termine riduzionismo non destava in me nessuna eco fino allora. La conoscevo ma non ne sospettavo l'importanza. La tua lettera me l'ha rivelata.
Pienamente giustificato nelle scienze della natura, il riduzionismo non lo è quando si tratta di studiare l'umanità. Senza il riduzionismo, quelle scienze non esisterebbero, non vi sarebbe nessuna applicazione di esse, né l'elettricità, né la bomba atomica, nessun OGM ecc. Si può dire che il riduzionismo è il principio di quelle scienze. La replica di Laplace a Napoleone (Dio è un'ipotesi inutile) lo dimostra bene. Ma non si può fare a meno di Dio quando si pretende di studiare l'umanità stessa e non solo la meccanica celeste. L'errore di Marx è di aver voluto fare a meno del pensiero per studiare l'umanità. Marx voleva ridurre lo studio dell'umanità a una sorta di meccanica celeste malgrado tutti i suoi richiami alla dialettica. Sartre direbbe: "Il materialismo è un riduzionismo". Lo disse nell'eroico (whisky + anfetamine) tentativo anti-riduzionista della Critica della ragione dialettica.
Dato che l'insieme degli esseri umani, tra tutti gli insiemi possibili, è il solo che sia una cosa e non solamente un pensiero, non può essere trattato dal riduzionismo, giacché, se - contrariamente agli altri insiemi - è una cosa, lo è perché contiene il pensiero. L'insieme degli animali è soltanto un pensiero e non potrebbe esistere prima dell'esistenza del pensiero. Contrariamente alle specie animali, il genere umano è una cosa. L'animalità o l'equinità sono dei pensieri e solamente dei pensieri, l'umanità è una cosa. Prima dell'esistenza del pensiero, c'erano forse gli animali, ma certamente non le molteplicità. C'erano forse i cavalli ma non il genere cavallo. Le molteplicità esistono soltanto quando esiste il pensiero. Non sono che pensieri. L'unica molteplicità che non sia solamente un pensiero è giustamente l'umanità stessa e ciò perché essa contiene il pensiero. Questo essere collettivo è l'unico che non dipende da un pensiero esterno per esistere proprio perché contiene il pensiero. Non si deve confondere l'esistenza dei cavalli con l'esistenza delle molteplicità. Sarebbe come dire che i numeri esistono prima di essere inventati. Non si deve confondere l'esistenza dei cavalli con l'esistenza del numero dei cavalli, a meno che i cavalli non sappiano contare. Swift pretendeva qualcosa del genere nei suoi celebri Viaggi. I platonici pretendono che i numeri esistano da sempre, ma i loro numeri esistono nel cielo delle idee e noi non abbiamo, in questo caso, nessun contatto diretto con loro.
Non ho l'impressione che il pensiero sia a fondamento di ogni cosa ma soltanto la certezza che non si possa studiare l'umanità astraendo il ruolo del pensiero come ebbe la presunzione di fare Marx.
Allo stesso modo il mio scopo non consiste nel concepire le cose quali siano prima che il pensiero esista, ma soltanto nel non considerare l'umanità per mezzo del riduzionismo. Il mio programma è molto più limitato di quello che esponi alla fine della tua lettera. Prima di domandarmi se la logica esista prima del pensiero, mi domando quale logica sia all'opera nell'umanità se non si fa a meno del pensiero come ha fatto Marx. Per il momento, questa logica è totalmente sconosciuta. Nell'umanità, ci si imbatte così poco nel pensiero e nel movimento del pensiero che tutti lo ignorano, tutti pensano come Locke. E Marx non ha sistemato le cose. Egli è più l'erede di Locke che di Hegel. Si può pensare che abbia subito una overdose di pensiero con Hegel e che per un violento contraccolpo si sia rivolto nell'altra direzione. Più seriamente, Marx viveva in un'epoca di furioso riduzionismo, quello che generalmente viene chiamato scientismo. Il riduzionismo in fisica è salutare, ma comincia a divenire scientismo a partire dal momento in cui si vogliono trarre delle conclusioni al di là della fisica. Ciascuno vede l'ora con il proprio orologio, il ciabattino vuole spiegare il mondo per mezzo delle scarpe. Questo è il riduzionismo scientista. Ridurre tutto a una calzoleria! Il mondo contiene la fisica, ma la fisica non contiene il mondo.
Saluti sinceri.
JPV
Nota:
Il riduzionismo è fallito nella metamatematica. Il progetto di Hilbert era di garantire la solidità dell'aritmetica attraverso quella, considerata facile da stabilire, di una "piccola aritmetica" semplificata, cioè garantire il complesso per mezzo del semplice. E' questo progetto che la dimostrazione del 1931 di Godel è arrivata ad annullare. Dio non è semplice. J-V Girard in Le théorème de Godel (Seuil).
Riduzionismo: Tendenza che consiste nel derivare ciò che è superiore (il cosciente, il vitale) da ciò che è inferiore (lo psico-chimico) attribuendo realtà soltanto ai costituenti più semplici e nel considerare questi ultimi come più fondamentali (Encyclopédie Hachette).
Traduzione di Omar Wisyam