Un bivio in più:

All revelation has been ours


Omar Wisyam traduce Robert Frost





La strada non presa


Due strade divergevano in un giallo bosco

e dispiaciuto di non poterle prendere entrambe

essendoci un solo viaggiatore, a lungo rimasi

e guardai lungo una di esse più lontano che potevo

fino a dove si perdeva nel sottobosco;


Allora presi l'altra, perché era bella,

forse avendo migliore aspetto,

perché era erbosa e meno passata;

Sebbene i segni del passaggio della gente

in realtà fossero gli stessi,


e di entrambe quella mattina ugualmente lasciavano capire

le foglie che nessun passo le aveva annerite.

Oh, lasciai la prima per un altro giorno!

Anche se sapevo quanto una strada porti ad un'altra,

dubitavo che mai sarei tornato indietro.


La racconterò con un sospiro

da qualche parte tra anni e anni:

due strade divergevano in un bosco, e io -

io presi la meno percorsa,

e quella ha fatto tutta la differenza.





Paura della tempesta

 

Quando il vento si accanisce contro di noi nel buio,

e di neve ricopre

la finestra della camera più bassa ad est,

e mugghia, con una sorta di ringhio soffocato,

la bestia:

Esci! Esci!” -

non costa molto non andarci,

ah, no!

Conto le nostre forze,

due e un bambino,

chi non dorme deve controllare

quanto si infiltra il freddo, se la fiamma si spegne, -

quanto si ammucchia la leve,

tra la porta e la strada non c'è gradino,

fino a quando la stanza confortevole via si allontana,

e del mio cuore si impadronisce un dubbio,

se è in noi risorgere con il giorno

e salvarci senza aiuto.


Nota del traduttore: in qualche luogo imprecisato qualcuno sogna che ci sia un altro che ne ricordi le paure mentre sta sognando in una stanza dove il televisore è ancora acceso.

 



 

Su un albero caduto sulla strada

(ascoltarci parlare)

 

L'albero che la tempesta con uno schianto del legno

abbatte di fronte a noi non è lì per sbarrarci

il passaggio alla fine del nostro viaggio verso il bene,

ma giusto per chiederci chi pensiamo di essere

 

sempre insistendo così sulla nostra via.

Le piace fermarci sui solchi delle ruote,

e farci scendere su mezzo metro di neve

discutendo cosa fare senza una scure.

 

Eppure lo sa, l'ostruzione è inutile:

non saremo sbattuti fuori prima del traguardo finale

che abbiamo stabilito di raggiungere,

anche se dobbiamo misurare la terra dai poli

 

e, stanchi di girare senza fine in un posto,

finire dopo per gettarci su qualcosa nello spazio.

 

 



Fuoco e ghiaccio

 

Qualcuno dice che il mondo finirà nel fuoco

qualcuno dice nel ghiaccio.

Per quello che ho provato del desiderio

sto con quelli che preferiscono il fuoco.

Ma se dovesse perire due volte,

penso di sapere abbastanza dell'odio

da dire che per la distruzione il ghiaccio

è grande abbastanza

e sarebbe sufficiente.

 

 

 



Fermandosi in un bosco di sera mentre nevica

 

Di chi siano questi alberi penso di saperlo.

La sua casa è nel villaggio, però;

lui non vedrà che mi fermo qui

ad osservare il suo bosco che si riempie di neve.

 

Il mio cavallino penserà che sia stravagante

fermarsi senza una fattoria vicino,

tra gli alberi e il lago ghiacciato,

la notte più buia dell'anno.

 

Scuote le campanelle addosso

per chiedere se non ci sia qualche errore.

L'unico altro suono è il fruscio

leggero del vento, dei fiocchi che scendono.

 

Gli alberi sono belli, scuri e profondi,

ma ho delle promesse da mantenere,

e miglia da fare prima di dormire,

e miglia da fare prima di dormire.

 

 



A caccia della terra

 

L'amore alle labbra era lieve

e dolce quanto potevo sopportare;

e una volta questo sembrò troppo;

vivevo d'aria

 

che mi attraversava in dolci essenze,

un fiotto di - era muschio

di dolci vigne nascoste

giù nella collina all'imbrunire?

 

Avevo il dolore e lo stordimento

dei fiori di caprifoglio,

quelli che lasciano, quando li cogli,

una goccia sulle dita.

 

Cercavo forti tenerezze, ma quelle

sembravano forti quando ero giovane;

i petali della rosa,

quella fu a pungere.

 

Ora nessuna gioia che ricerchi

che non sia unita a dolore,

sfinimento ed errore;

cerco la traccia

 

delle lacrime, il marchio del dopo,

di un amore che sia quasi troppo,

il dolce di una corteccia amara

e di spezie infuocate.

 

Quando diventa rigida, dolorosa e segnata

tiro via la mia mano

che tenevo premuta duramente

sull'erba e sulla sabbia;

 

il dolore non è abbastanza:

a lungo, più peso e più forza ancora

per sentire la terra pesare

su tutto me stesso disteso, voglio.

.

 



Posti deserti

 

Neve che cade e notte che cade rapida, oh, veloce,

in un campo ho guardato, andando oltre,

e la terra coperta quasi uniformemente di neve,

mostra solo pochi steli e stoppie;

 

Gli alberi la dominano - loro.

Tutti gli animali soffocano nelle loro tane.

Io sono troppo assente - perché il mio spirito conti qualcosa;

La solitudine mi rinchiude senza che me ne accorga.

 

Solitaria com'è la solitudine

sarà ancora più solitaria invece di esserlo meno -

un biancore vuoto, di neve ottenebrata

con nessuna espressione, nulla da esprimere.

 

Non possono impaurirmi con gli spazi vuoti

tra le stelle - sulle stelle dove non c'è nessuna razza umana.

Sono capace, dentro di me, tanto più vicino a casa,

di impaurirmi con i miei posti deserti.

 

 



Non abbastanza socievole

 

Alcuni di voi saranno felici che io abbia fatto ciò che ho fatto,

gli altri non vorranno punirmi troppo severamente

per aver trovato una cosa da fare, sebbene non proibita,

che non era ancora raccomandata e non era, chiaramente, attesa.

 

Punirmi troppo crudelmente non sarebbe giusto

semplicemente per avervi dato una volta di più cortese prova

che l'attrazione di una città su un uomo non è maggiore

di quanto le mura siano più alte di qualunque tetto.

 

Potete rimproverarmi di non essere capace di lasciare la terra,

avrete ragione, per quanto io sia convinto di farcela.

Un modo, in parte, per capirlo c'è.

Non vorrei essere preso per un ribelle.

 

E chiunque è libero di condannarmi a morte -

purché lasci alla natura eseguire la sentenza.

Destinerò allo stock comune di aria il mio respiro

e pagherò la tassa di successione con la dovuta educata compunzione.

 



 

Allora, per una volta, qualcosa

 

Gli altri mi rimproverano di essermi chinato sui pozzi

sempre sbagliando sulla luce, da non vedere niente

in profondità giù nel pozzo, invece che dove l'acqua

restituisce, in una luccicante superficie di specchio,

me a me stesso , come un dio in un paradiso estivo

che guarda entro un cerchio di nubi e di felci.

Una volta, mentre toccavo con il mento contro l'orlo del pozzo,

distinsi, così pensai, oltre l'immagine,

attraverso l'immagine, qualcosa di bianco, di incerto,

qualcosa di più della profondità - e in quel momento la persi.

Venne acqua a ripagare l'acqua troppo chiara.

Una goccia cadde da una felce, e bastò,

a nascondere ciò che stava laggiù in fondo,

cancellato, confuso. Cos'era quel biancore?

Verità? Quarzo? Per una volta, in quel momento, qualcosa.

 

 



Che cosa dissero i cinquanta

 

Quando ero giovane i miei maestri erano i morti.

Diedi fuoco alla forma finché mi sentii ghiacciare.

Ma ho patito come il metallo che subisce la forma.

Andai a scuola per imparare il passato da chi lo era.

 

Ora che sono vecchio i miei maestri sono giovani.

So che ciò che non può essere modellato deve essere piegato e spezzato.

Mi adatto a sopportare lezioni che riaprono la sutura.

Vado a scuola perché la gioventù impari il futuro.



 

 

Chiusi fuori

come si racconta ad un bambino

 

Quando chiudevamo la casa di notte,

sempre fuori chiudevamo i fiori

e li toglievamo dalla luce della finestra.

La volta che sognai che la porta era forzata

e un grattare di bottoni sulle maniche,

i fiori erano lì insieme ai ladri.

Ma nessuno li molestò!

Trovammo solo un nasturzio

sui gradini, con il gambo rotto.

Posso essere stato io il responsabile di questo:

Ho pensato sempre che ci doveva stare

qualche fiore con cui giocare mentre sedevo

al crepuscolo ad osservare la luna calare presto.

 

 



Non da tenere

 

Glielo mandarono indietro, a lei. La lettera giunse

dicendo ... e lei avrebbe potuto riaverlo. E prima

che potesse essere sicura che non c'era un male nascosto

dietro le formalità ufficiali, lui era là,

vivo. Glielo ritornarono vivo, a lei -

che altro? Si sa che non rimandano i morti -

ma neppure visibilmente sfigurato. Il suo volto?

Le sue mani? Lei aveva da guardare, guardare e chiedere,

Cosa c'è caro?” E lei aveva dato tutto

e di nuovo aveva tutto - avevano – loro, i fortunati!

Non era felice adesso? Ogni cosa sembrava vinta,

e tutto il resto facile da ottenere per loro.

Aveva da chiedere: “Cos'è stato, caro?”

 

Abbastanza,

ma non abbastanza. Una pallottola da una parte all'altra,

in alto nel petto. Niente che una buona cura

e le medicine ed il resto, e tu per una settimana,

non possa guarirmi per ripartire ancora.” Lo stesso

crudele dare per passare oltre, entrambi.

Lei non poteva più, se non con gli occhi, chiedere

come sarebbe stata una seconda prova, con lui.

E con gli occhi lui le chiese di non chiedere.

Glielo avevano dato indietro, a lei, ma non da tenere.


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